Quello che Mark Warner (non) ha chiesto a John Brennan

John Brennan contestato all'audizione per la conferma a direttore della CIA presso il comitato del Senato. "Un sedicenne statunitense ucciso dai droni".

di David Swanson  – 10 febbraio 2013
Quando il candidato [alla direzione] della CIA John Brennan è stato ascoltato giovedì dal  Comitato Scelto del Senato sui cosiddetti Servizi d’Informazione, innumerevoli domande critiche e taglienti erano state preparate dai blogger e dai giornalisti. Nessuna di esse è stata posta.
A Brennan avrebbero potuto chiedere perché aveva mentito sull’uccisione di bin Laden o sugli assassini mediante il programma dei droni. Egli aveva affermato che ogni bersaglio era noto, anche se era del tutto consapevole che le persone erano messe nel mirino senza identificarle (usando i cosiddetti ‘attacchi all’impronta’ [signature strikes]). Aveva affermato che non c’era stata alcuna morte collaterale, anche notizie indipendenti avevano fornito nomi, identità e fotografie e anche se l’ambasciatore USA in Pakistan aveva dichiarato a una delegazione di attivisti pacifisti che c’era un conteggio, da parte del governo USA, delle vittime civili e che non avrebbe rivelato a quanto ammontava.
A Brennan si sarebbe potuto chiedere come possa mai essere legale, secondo un “libro bianco” fatto trapelare lunedì, che un “alto dirigente” ordini l’assassinio di un essere umano, statunitense o non statunitense, senza controllo giudiziario o di legge o pubblico o internazionale o anche con tale controllo. Gli si sarebbe potuto chiedere se lui fosse uno di tali alti dirigenti. Gli si sarebbe potuto chiedere se sia esistito un documento che abbia giustificato l’assassinio dei tre cittadini statunitensi noti sinora per essere stati assassinati intenzionalmente, poiché nessuno di essi sembra rientrare nelle caratteristiche descritte nel “libro bianco”. Gli si sarebbe potuto chiedere quale sarebbe la procedura da adottare nel caso due “alti dirigenti” dissentano sulla desiderabilità dell’assassinio di uno specifico statunitense. Gli si sarebbe potuto chiedere quale autorità certificherebbe che una vittima mirata non poteva essere catturata anziché uccisa. Lo si sarebbe potuto mettere di fronte all’aumento dell’ostilità che viene generata nei confronti del governo degli Stati Uniti. Gli si sarebbe potuto chiedere dell’indagine delle Nazioni Uniti sugli assassinii mediante il programma dei droni come forma di criminalità.
Noi, cittadini della Virginia, siamo stati rappresentati nella sala dell’audizione dal senatore Mark Warner. Egli ha reclamato quello che ha definito l’”onore” di presentare il candidato e ha espresso il suo orgoglio per il fatto che Brennan vive in Virginia assieme a gran parte della “comunità dell’intelligence”. Warner ha fatto pubblicità al suo tentativo di creare una Giornata dei Professionisti dell’Intelligence USA (che probabilmente festeggeremo in silenzio nella nostra mente), ha elogiato Brennan nei termini più vaghi scorrendo il suo curriculum, lo ha dichiarato pronto a essere confermato prima dell’audizione e ha vergognosamente affermato che Brennan ha sostenuto “maggiore trasparenza” e “aderenza al primato della legge”. Un articolo importante nelle precedenti ventiquattr’ore aveva parlato del rifiuto della Casa Bianca di dire al pubblico e persino al parlamento esattamente quale  essa intendesse essere la legge.
La parte più valida e chiarificatrice dell’audizione è stata prodotta da Toby Blome, Ann Wright, David Barrows, JoAnn Lingle, Alli McCracken, Eve Tetaz, Joan Nicholson e Jonathan Tucker che si sono avvicendati nell’interrompere la procedura per chiedere quello che andava chiesto. Il messaggio che alcuni statunitensi non sono a favore dell’assassinio di bambini all’estero è stato così comunicato al mondo. Molti altri erano pronti ad aggiungere le proprie voci nella sala, ma la presidente Feinstein ha cacciato tutti, salvo un pugno di Buoni Americani, e l’audizione è proseguita con la maggior parte della sala vuota.  Il Comitato sull’”Intelligence” è naturalmente abituato a tenere audizione in una stanza completamente vuota e con la porta chiusa a chiave.
L’occasione di porre domande sarebbe arrivata più tardi per il senatore Warner, anche se egli aveva già dichiarato il suo appoggio. A quel punto Warner doveva vedersela non soltanto con le patetiche risposte scritte di Brennan a una serie di domande deboli sottopostegli prima dell’audizione ma anche con tutte le sue risposte agli altri senatori nel corso dell’audizione sino a quel punto. Rimarchevolmente, durante l’audizione Brennan, in più di un’occasione, aveva affermato di aver ritenuto (nonostante voluminose prove pubbliche del contrario) che la tortura fosse un mezzo efficace. Non aveva affermato di averlo creduto da ragazzo o di averlo creduto dieci anni fa.  Aveva affermato di averlo creduto sino alla settimana precedente quando aveva trovato il tempo di leggere parte del rapporto del comitato del Senato, come era stato sollecitato e costretto a fare. Era rimasto sconvolto nell’apprendere che la tortura non era uno strumento efficace. Durante l’audizione, prima che arrivasse il turno di Warner, Brennan si era anche ripetutamente rifiutato di ammettere che il finto annegamento sia una tortura e aveva affermato che solo un avvocato avrebbe potuto giudicare che cosa sia tortura. Brennan inoltre, fino al momento in cui era arrivato il turno di Warner, si era rifiutato di elencare le nazioni in cui gli Stati Uniti stanno uccidendo persone. Aveva anche ripetutamente confessato di aver fatto fare un “controllo interno” dell’attentatore con l’esplosivo nelle mutande. [coinvolto in un complotto per un attentato dinamitardo contro un aereo diretto negli USA è poi risultato un informatore dei servizi segreti sauditi e della CIA – n.d.t.].
Quando sono iniziati gli otto minuti di Warner, si sarebbe potuto ritenere che avrebbe avuto qualcosa di importante da chiedere. Se foste stati in lui, voi non avreste pensato a QUALCOSA? Anche senza nessuna esperienza riguardo al comitato (o di scuola di legge) non avreste pensato a qualcosa, QUALSIASI COSA, di significativo da chiedere? Non avreste posto domande specifiche e dettagliate sulle prestazioni del passato, sulla tortura, sulle consegne di prigionieri, sulle intercettazioni non autorizzate, sulle menzogne e sugli assassinii? Non sono argomenti che vale la pena di affrontare?
Warner ha impostato la sua prima domanda sotto forma di un discorso sconclusionato che ha fatto perdere molto tempo. La sua domanda è stata: come possiamo essere sicuri che il direttore della CIA sia bene informato? La vaga risposta generale che ha ottenuto a questo genere di domanda si è accordata con la genericità e vaghezza della domanda stessa. Se Mark Warner teme che il direttore della CIA possa essere disinformato, perché non chiedere a Brennan se è al corrente di fatti significativi? Perché non chiedergli quanti, e dove, sono stati gli assassinati? Perché non chiedergli quanti sono in lista per essere uccisi? Perché non chiedergli quali sono i criteri per finire sulla lista? Perché non chiedergli che età ha il più giovane nella lista delle uccisioni? Perché non esprimere una qualche preoccupazione per il fatto che un “alto dirigente informato” possa uccidere persone con lo stesso livello di “informazioni” che hanno fatto finire a Guantanamo così tanti che da allora sono stati sollevati da ogni accusa?
Invece Mark Warner è passato a domande vaghe a proposito del bilancio federale. La risposta di Brennan ha compreso della pubblicità sugli estesi sforzi di “intelligence” all’interno del dipartimento della “difesa”. Accipicchia, che rivelazione! Si presume che il Pentagono non debba occuparsi del lavoro di “intelligence”. Tutti sanno quanto disastrosamente il Pentagono abbia violato la regolano nei preparativi per l’invasione dell’Iraq. Certamente Warner avrebbe abboccato all’amo.
Warner invece è passato a chiedere a Brennan, come avevano già fatto molti suoi colleghi, come si sarebbe esattamente comportato Brennan nel rispondere a domande del comitato, una volta confermato, se mai in realtà delle domande gli fossero poste.
Arrivati al secondo turno che Warner avrebbe avuto per interrogare il testimone, Warner non era più in vista.
Lo si potrà comunque vedere lunedì all’Università della Virginia se ci iscriverà. Forse VOI potete pensare a qualcosa da chiedere a LUI. […]
I libri di David Swanson includono: “War Is A Lie” [La guerra è una menzogna]. Scrive su  http://davidswanson.org and http://warisacrime.org e lavora come coordinatore di campagna per l’organizzazione attivista online  http://rootsaction.org. Conduce  Talk Nation Radio. Seguitelo su Twitter: @davidcnswanson e su FaceBook.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: http://www.zcommunications.org/what-mark-warner-asked-john-brennan-by-david-swanson
Originale: Warisacrime.org
traduzione di Giuseppe Volpe 

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