Palestina : Samer Issawi sta morendo

Il prigioniero palestinese al 203° giorno di sciopero della fame. L'appello della famiglia, raccolto da Nena News. Abbas scrive all'Onu: salvate i nostri detenuti. 
dalla redazione
samer issawi foto collectionBetlemme, 13 febbraio 2013, Nena News - Samer Issawi sta morendo. Giunto ormai al 203esimo giorno di sciopero della fame in un carcere israeliano, le condizioni di salute del prigioniero palestinese sono estremamente critiche. Si teme che Samer non riesca a sopravvivere.
                                 
                                  Le foto di Samer a casa della famiglia Issawi (Foto: Emma Mancini/Nena News)

Trentatré anni, residente a Issawiya, quartiere palestinese di Gerusalemme Est, Samer Issawi sta portando avanti una battaglia personale che è però specchio dell'intero movimento dei prigionieri palestinesi. Contro la detenzione amministrativa e contro le condizioni di vita a cui sono costretti i detenuti palestinesi nel sistema carcerario israeliano.

Samer ha ormai perso 47 chili, non tocca cibo da agosto e rifiuta le cure mediche della clinica militare di Ramle. Vive in una sedia a rotelle e vomita sangue. Aveva smesso di bere acqua, per poi ricominciare, convinto dalla Croce Rossa. "Il suo cuore potrebbe fermarsi in qualsiasi momento", ha detto Daleen Elshaer, coordinatore della campagna Free Samer Issawi.

Issawi era stato arrestato per la prima volta nel 2002 per possesso di armi e partecipazione alle attività di un gruppo militare. Rilasciato nell'ottobre del 2011, nell'ambito dello scambio di prigionieri tra Hamas e Israele (il cosiddetto accordo Shalit), è stato di nuovo arrestato a luglio 2012 accusato di aver violato i termini dell'accordo di rilascio. Ovvero, non uscire dai confini del Comune di Gerusalemme.

E oggi muore nel silenzio del mondo: "Samer sta resistendo con la nonviolenza ad un'occupazione violenta - prosegue Elshaer - E la sua famiglia sta subendo continue vessazioni. Hanno tagliato l'acqua alla casa della sorella e l'abitazione di suo fratello è stata demolita all'alba del primo gennaio".

Nena News aveva incontrato la famiglia di Samer, nel quartiere di Issawiya, a fine dicembre. Il padre ci ha chiesto di essere suoi ambasciatori in Europa. La madre, tra le lacrime, ci ha raccontato del suo dolore immenso: "Questa non è vita, è sofferenza continua. Uno dei nostri figli, Fadi, è stato ucciso da un soldato israeliano nel 1994, aveva solo 16 anni. Samer è in prigione. In un altro carcere, Israele sta detenendo anche un altro dei nostri figli, Medhat: quando Samer ha cominciato lo sciopero della fame, Medhat ha deciso di seguirlo, in solidarietà con la sua battaglia. Per punizione, le autorità carcerarie lo hanno messo in isolamento, non possiamo vederlo né parlargli. Ho una figlia avvocato, Shireen: l'hanno minacciata di toglierle la licenza se tenta di aiutare Samer".

"Nessuno merita di vivere così, nemmeno un solo giorno: non sapere se tuo figlio morirà, attendere con angoscia che ti dicano che non ce l'ha fatta. Non potergli stare vicino in un simile momento. Lo so, dobbiamo essere coraggiosi: ci hanno preso la terra, hanno ucciso nostro figlio, e ora hanno in mano Samer e Medhat".

Si muove intanto l'Autorità Palestinese: il presidente Mahmoud Abbas ha fatto appello ieri alla comunità internazionale perché intervenga e salvi la vita dei prigionieri in sciopero della fame. Abbas ha inviato una lettera al segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, spiegando le condizioni critiche in cui versano Samer Issawi, Jafar Ezzedin, Ayman Sharawneh e Tareq Qadan. Nena News

 http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=51297&typeb=0&Samer-Issawi-sta-morendo

2  

Palestina. Una canzone per Samer Issawi

Sono migliaia i prigionieri politici palestinesi detenuti in Israele in base al regime di 'detenzione amministrativa'. Tra loro Samer Issawi, 34 anni, che rifiuta il cibo da 202 giorni in segno di protesta. E oggi è in fin di vita. A lui, e a tutti gli altri, il cantante palestinese Doc Jazz dedica una canzone.

a cura di Cecilia Dalla Negra

Samer Issawi sta morendo. Nel carcere israeliano in cui si trova, a Gerusalemme, è in fin di vita: sono 202 giorni che rifiuta il cibo in segno di protesta contro le condizioni della sua prigionia.
Come molti altri prigionieri politici palestinesi, è in carcere senza un’accusa formale, in base al regime israeliano di ‘detenzione amministrativa’, illegale secondo il diritto internazionale. 
34 anni per meno di 48 kg di peso, Samer è originario di Issawiya, un villaggio palestinese vicino a Gerusalemme Est.
Il primo arresto durante la prima Intifada, che gli costò una condanna a 30 anni di reclusione da parte di un tribunale militare. Venne rilasciato nel 2011, nell’ambito dello scambio di prigionieri stabilito con Israele in cambio della liberazione, a Gaza, del soldato Gilad Shalit.
Samer ottenne l’amnistia, ma è stato nuovamente arrestato nell’estate del 2012, per aver “abusato della libertà di movimento” concessa dalle autorità di occupazione israeliane.
Contro le condizioni del suo arresto, per il diritto alla libertà e ad un giusto processo, Samer rifiuta il cibo dal 202 giorni, e le sue condizioni di salute stanno rapidamente precipitando.
Il 17 dicembre scorso un’iniziativa globale organizzata su Internet dalla Campagna che ne cheide la liberazione, aveva posto all’attenzione internazionale il suo caso, e quello di migliaia di detenuti palestinesi – tra cui molte donne – nelle carceri israeliane.
Oggi Doc Jazz, artista e cantante hip hop palestinese, dedica loro un canzone e un video.
Si intitola “Hungry” ("Affamati") e come spiega lui stesso “è dedicata al coraggio dei palestinesi in sciopero della fame trattenuti in regime di ‘detenzione amministrativa’ dalle forze di occupazione israeliane”.
Una canzone espressamente ispirata alla vicenda di Samer, e di tutti coloro che hanno fame di libertà e giustizia.

12 febbraio 2013

Commenti

Post popolari in questo blog

Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

Amira Hass : The fate of a Palestinian investor who called for Abbas' resignation