La bolla di Ramallah: prosperità sotto l'occupazione? di Lia Tarachansky e Max Blumenthal
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La bolla di Ramallah: prosperità sotto l’occupazione?
di Lia Tarachansky e Max Blumenthal
Nel centro di Ramallah, dal livello della strada l’economia sembra fiorente. Vetrine luccicanti ostentano una vasta gamma di prodotti di marca, fast food americani proliferano e la città dà ospitalità a una vivace vita notturna che potrebbe rivaleggiare con Tel Aviv.
Per anni i funzionari israeliani hanno puntato sulla crescita economica della West Bank, sostenendo che l’occupazione non è poi così negativa come molti sostengono. Il ministro della Pubblica Diplomazia e degli Affari della Diaspora, Yuri Edelstein, e Eitan Dogat, capo del dipartimento del governo israeliano per ciò che riguarda l’occupazione (COGAT), hanno citato dati che mostravano come nella West Bank ci fosse una crescita annua superiore al 9,6%.
Queste cifre, pubblicizzate anche dai funzionari dell’Autorità Palestinese, provengono dalle relazioni della Banca Mondiale, ma, come fa notare l’economista palestinese Ibrahin Shikaki, dietro a questa patina di prosperità c’è una realtà spiacevole.
Nel mese di settembre, la West Bank è stata scossa da manifestazioni di protesta contro l’austerità, dirette contro il primo ministro Salam Fayyad, architetto capo dell’economia palestinese fin dagli accordi di Oslo. Con la firma del Protocollo di Parigi, come parte degli Accordi di Oslo, l’Autorità Palestinese ha accettato il vincolo della dipendenza dall’economia israeliana. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per definire la situazione ha usato la dizione di “Pace attraverso la Prosperità”.
Lia Tarachansky del The Real News e il giornalista indipendente Max Blumenthal prendono in considerazione ciò che sta dietro a tale politica.
VEDI VIDEO: Prosperity under Occupation?
http://www.youtube.com/watch?v=WEd_T5Dbq50&feature=player_embedded
(tradotto da mariano mingarelli)
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