L'espansione delle colonie a Gerusalemme Est nel mese di dicembre
AIC – Alternative Information Center
14.01.2013
http://www.alternativenews.org/english/index.php/news/jerusalem/5969-december-settlement-activity-in-jerusalem-.html
14.01.2013
http://www.alternativenews.org/english/index.php/news/jerusalem/5969-december-settlement-activity-in-jerusalem-.html
L’espansione degli insediamenti a Gerusalemme Est nel mese di dicembre
di Sergio Yahni
Nonostante l’evidente legame
tra la decisione delle Nazioni Unite e la nuova ondata di disposizioni
che riguardano la costruzioni di insediamenti a Gerusalemme e nella
“Grande Gerusalemme”, alti funzionari del Likud sostengono che queste
decisioni hanno un collegamento diretto con le prossime elezioni
parlamentari. "Prima delle elezioni, c'è bisogno di definire le
posizioni - ha detto un ministro del Likud al sito web israeliano NRG
- Abbiamo finalmente capito che gli elettori del Likud sostengono la
costruzione a Gerusalemme e negli insediamenti, e quindi accolgono con
favore queste decisioni". ![]()
I residenti dell’insediamento Nof Zion, a Gerusalemme Est, situato nel cuore del quartiere di Jabal Mukaber, pagheranno nel 2013 le tasse comunali più basse.
Il 29 novembre la decisione dell’Assemblea Generale delle Nazioni unite di riconoscere la Palestina come Stato non membro dell’istituzione, ha scatenato una grande offensiva di insediamenti israeliani a Gerusalemme e nei dintorni. Il giorno dopo, il governo israeliano ha reagito dichiarando che sarebbero state costruite 3000 nuove unità abitative a Gerusalemme Est. Inoltre, il governo ha deciso di riprendere i piani di costruzione nel segmento settentrionale della zona E1, che si trova tra Gerusalemme e l’insediamento di Ma’ale Adumim.
Il 5 dicembre, pochi giorni dopo la decisione del governo israeliano, l’Alto Comitato di Pianificazione dell’Amministrazione Civile ha approvato l’avanzamento dei piani di costruzione nella zona E1. Ovvero le parti possono presentare obiezioni al piano, dopodiché la pianificazione può andare avanti. Il piano approvato prevede la costruzione di un centro commerciale e istituti scolastici, oltre a 200 unità abitative.
Ahmad Qurai, funzionario dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina responsabile degli affari di Gerusalemme, ha dichiarato che questa decisione, se attuata, minerà la soluzione dei due Stati ed effettivamente isolerebbe Gerusalemme Est dalla Cisgiordania.
Gli Stati Uniti e i principali Stati europei, tra cui Regno Unito, Francia, Spagna e Svezia, hanno condannato la decisione d’Israele. I ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno dichiarato la loro “profonda indignazione” dei piani israeliani per l’espansione degli insediamenti a Gerusalemme Est, in particolare il progetto E1 che separerà la Cisgiordania da Gerusalemme Est e dividerà in due la Cisgiordania.
Gli Stati Uniti hanno dichiarato che il piano è controproducente per qualsiasi ripresa dei diretti colloqui di pace, in fase di stallo da due anni, proprio per la questione dell'espansione degli insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
Funzionari dell’OLP e dell’ufficio politico di Hamas hanno accolto con favore quello che sembrava essere una presa di distanza europea nei confronti d’ Israele. L’ex primo ministro israeliano Ehud Olmert ha detto che le politiche del governo sugli insediamenti stanno portando Israele ad un isolamento senza precedenti.
Tuttavia, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto le critiche affermando che Israele, in quanto Stato ebraico, possiede una rivendicazione storica sulle terre in Cisgiordania e su tutta Gerusalemme.
Nel mese di dicembre Israele ha accelerato la delibera delle risoluzioni per la costruzione negli insediamenti all’interno dei confini municipali di Gerusalemme. Nella settimana tra il 16 e il 23 di dicembre, il comitato di pianificazione del Ministero dell’Interno israeliano ha approvato la costruzione di oltre 5.000 unità abitative a Gerusalemme Est. Queste includono 2.610 unità nella colonia di Givat Hamatos, attualmente un parco roulotte per gli israeliani privi dei diritti civili, 1.500 a Ramot Shlomo, un insediamento utra-ortodosso nei pressi del quartiere palestinese di Shuafat, 1.000 unità a Gilo ed un insediamento per la classe media nel Sud di Gerusalemme Est.Si tratta del maggior numero d’appalti proposto dagli inizi del secolo. Nel 2003, più di 2.510 gare d’appalti sono state rilasciate, e poi ogni anno sono state pubblicate, in media, 1.500 offerte. Quando il primo ministro Benjamin Netanyahu è entrato in carica nel 2009, ha emesso solamente 170 gare e 615 nel 2010. In entrambi gli anni tutti i bandi emessi sono stati volti alla costruzione degli insediamenti a Gerusalemme Est. Nel 2011, il governo ha pubblicato 1.009 nuove gare d’appalto per gli insediamenti in Cisgiordania e 312 per gli insediamenti a Gerusalemme Est.
Il Dipartimento di Stato americano ha rilasciato una dichiarazione, in cui include una rara critica sulla politica israeliana, affermando che la costruzione in corso a Gerusalemme Est è “un azione provocatoria” che ha impedito il rinnovo dei colloqui di pace. Nella dichiarazione settimanale alla stampa, il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Victoria Nuland, ha detto ai giornalisti: “I leader israeliani dicono continuamente di sostenere il percorso verso la soluzione a due Stati, ma queste decisioni mettono l’obiettivo a rischio”.
Il vice primo ministro israeliano, Moshe Ya’alon, ha risposto con aria di sfida: "Continueremo a costruire in accordo con gli interessi strategici d’Israele”.
Oltre a queste gare d’appalto per le unità abitative, due progetti infrastrutturali sono stati approvati. La commissione di pianificazione e costruzione locale di Gerusalemme ha approvato la costruzione di un deposito di autobus Egged nell’insediamento di Ramot a Gerusalemme Est. Secondo il piano approvato, il deposito sarà costruito su un'area di 66 dunum e comprenderà un parcheggio per gli autobus, uffici e una stazione di pulizia per i mezzi. Egged è la principale società dei mezzi di trasporto in Israele. Il comitato di pianificazione e costruzione della municipalità di Gerusalemme Est ha approvato alla fine di dicembre una massiccia espansione della piazza, la zona che circonda il Muro del Pianto che si trova al di fuori del Haram al Sharif e la Moschea Al Aqsa. Ulteriori dettagli sull’espansione sono in attesa di essere rivelati.
Sono stati anche coinvolti alcuni attori non governativi nelle attività d’insediamento, con il sostegno e l’approvazione della municipalità di Gerusalemme e del governo israeliano.
Il 3 dicembre, alcuni coloni supportati dall’organizzazione Elad sono entrati un edificio di cinque piani, a Jabal al-Mukaber, e hanno occupato tre dei dieci appartamenti. Suleiman Abu Diab, proprietario dell’edificio, abita all’ultimo piano con nove appartamenti liberi. L’edificio è stato costruito 10 anni fa, subito è stato emesso un ordine di demolizione dalla municipalità israeliana di Gerusalemme.
L’11 dicembre, nel quartiere di Sheikh Jarrah, è stato notificato alla famiglia Shamasneh, da parte delle autorità israeliane, l’ordine di lasciare la casa entro la fine del mese. La casa sarà consegnata ad un'organizzazione dei coloni ebrei. Per il momento la decisione è in fase di revisione, quindi la famiglia Shamasneh resta nella loro casa.Il Ministero del Turismo israeliano prevede di dare inizio ai lavori di riparazione e ristrutturazione nei pressi dell’insediamento ebraico di Elad e l’attrazione turistica “Città di Davide” nel quartiere di Silwan a Gerusalemme Est. Il centro d’informazione Wadi Hilwa, che si trova a Silwan, denuncia il progetto, affermando che le opere sono state ideate per completare la ebraicizzazione del quartiere. In seguito, un comitato del quartiere di Silwan, ha chiesto: “Perché Israele non esegue le necessarie riparazioni alle strade e ai vicoli dei quartieri dove vivono i palestinesi?”, “Perché Israele non completa la riparazione dei vicoli che non vengono utilizzati da coloni?”.
L'espansione delle colonie a Gerusalemme Est nel mese di dicembre
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di buon grado tali decisioni. Questo contrasta con il modo in cui le stesse decisioni vengono dipinte dai media”.Di Sergio Yahni
Gerusalemme: l'offensiva coloniale israeliana
I residenti dell’insediamento Nof Zion, a Gerusalemme Est, situato nel cuore del quartiere di Jabal Mukaber, pagheranno nel 2013 le tasse comunali più basse.
Il 29 novembre la decisione dell’Assemblea Generale delle Nazioni unite di riconoscere la Palestina come Stato non membro dell’istituzione, ha scatenato una grande offensiva di insediamenti israeliani a Gerusalemme e nei dintorni. Il giorno dopo, il governo israeliano ha reagito dichiarando che sarebbero state costruite 3000 nuove unità abitative a Gerusalemme Est. Inoltre, il governo ha deciso di riprendere i piani di costruzione nel segmento settentrionale della zona E1, che si trova tra Gerusalemme e l’insediamento di Ma’ale Adumim.
Il 5 dicembre, pochi giorni dopo la decisione del governo israeliano, l’Alto Comitato di Pianificazione dell’Amministrazione Civile ha approvato l’avanzamento dei piani di costruzione nella zona E1. Ovvero le parti possono presentare obiezioni al piano, dopodiché la pianificazione può andare avanti. Il piano approvato prevede la costruzione di un centro commerciale e istituti scolastici, oltre a 200 unità abitative.
Ahmad Qurai, funzionario dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina responsabile degli affari di Gerusalemme, ha dichiarato che questa decisione, se attuata, minerà la soluzione dei due Stati ed effettivamente isolerebbe Gerusalemme Est dalla Cisgiordania.
Gli Stati Uniti e i principali Stati europei, tra cui Regno Unito, Francia, Spagna e Svezia, hanno condannato la decisione d’Israele. I ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno dichiarato la loro “profonda indignazione” dei piani israeliani per l’espansione degli insediamenti a Gerusalemme Est, in particolare il progetto E1 che separerà la Cisgiordania da Gerusalemme Est e dividerà in due la Cisgiordania.
Gli Stati Uniti hanno dichiarato che il piano è controproducente per qualsiasi ripresa dei diretti colloqui di pace, in fase di stallo da due anni, proprio per la questione dell'espansione degli insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
Funzionari dell’OLP e dell’ufficio politico di Hamas hanno accolto con favore quello che sembrava essere una presa di distanza europea nei confronti d’ Israele. L’ex primo ministro israeliano Ehud Olmert ha detto che le politiche del governo sugli insediamenti stanno portando Israele ad un isolamento senza precedenti.
Tuttavia, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto le critiche affermando che Israele, in quanto Stato ebraico, possiede una rivendicazione storica sulle terre in Cisgiordania e su tutta Gerusalemme.
Nel mese di dicembre Israele ha accelerato la delibera delle risoluzioni per la costruzione negli insediamenti all’interno dei confini municipali di Gerusalemme. Nella settimana tra il 16 e il 23 di dicembre, il comitato di pianificazione del Ministero dell’Interno israeliano ha approvato la costruzione di oltre 5.000 unità abitative a Gerusalemme Est. Queste includono 2.610 unità nella colonia di Givat Hamatos, attualmente un parco roulotte per gli israeliani privi dei diritti civili, 1.500 a Ramot Shlomo, un insediamento utra-ortodosso nei pressi del quartiere palestinese di Shuafat, 1.000 unità a Gilo ed un insediamento per la classe media nel Sud di Gerusalemme Est.Si tratta del maggior numero d’appalti proposto dagli inizi del secolo. Nel 2003, più di 2.510 gare d’appalti sono state rilasciate, e poi ogni anno sono state pubblicate, in media, 1.500 offerte. Quando il primo ministro Benjamin Netanyahu è entrato in carica nel 2009, ha emesso solamente 170 gare e 615 nel 2010. In entrambi gli anni tutti i bandi emessi sono stati volti alla costruzione degli insediamenti a Gerusalemme Est. Nel 2011, il governo ha pubblicato 1.009 nuove gare d’appalto per gli insediamenti in Cisgiordania e 312 per gli insediamenti a Gerusalemme Est.
Il Dipartimento di Stato americano ha rilasciato una dichiarazione, in cui include una rara critica sulla politica israeliana, affermando che la costruzione in corso a Gerusalemme Est è “un azione provocatoria” che ha impedito il rinnovo dei colloqui di pace. Nella dichiarazione settimanale alla stampa, il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Victoria Nuland, ha detto ai giornalisti: “I leader israeliani dicono continuamente di sostenere il percorso verso la soluzione a due Stati, ma queste decisioni mettono l’obiettivo a rischio”.
Il vice primo ministro israeliano, Moshe Ya’alon, ha risposto con aria di sfida: "Continueremo a costruire in accordo con gli interessi strategici d’Israele”.
Oltre a queste gare d’appalto per le unità abitative, due progetti infrastrutturali sono stati approvati. La commissione di pianificazione e costruzione locale di Gerusalemme ha approvato la costruzione di un deposito di autobus Egged nell’insediamento di Ramot a Gerusalemme Est. Secondo il piano approvato, il deposito sarà costruito su un'area di 66 dunum e comprenderà un parcheggio per gli autobus, uffici e una stazione di pulizia per i mezzi. Egged è la principale società dei mezzi di trasporto in Israele. Il comitato di pianificazione e costruzione della municipalità di Gerusalemme Est ha approvato alla fine di dicembre una massiccia espansione della piazza, la zona che circonda il Muro del Pianto che si trova al di fuori del Haram al Sharif e la Moschea Al Aqsa. Ulteriori dettagli sull’espansione sono in attesa di essere rivelati.
Sono stati anche coinvolti alcuni attori non governativi nelle attività d’insediamento, con il sostegno e l’approvazione della municipalità di Gerusalemme e del governo israeliano.
Il 3 dicembre, alcuni coloni supportati dall’organizzazione Elad sono entrati un edificio di cinque piani, a Jabal al-Mukaber, e hanno occupato tre dei dieci appartamenti. Suleiman Abu Diab, proprietario dell’edificio, abita all’ultimo piano con nove appartamenti liberi. L’edificio è stato costruito 10 anni fa, subito è stato emesso un ordine di demolizione dalla municipalità israeliana di Gerusalemme.
L’11 dicembre, nel quartiere di Sheikh Jarrah, è stato notificato alla famiglia Shamasneh, da parte delle autorità israeliane, l’ordine di lasciare la casa entro la fine del mese. La casa sarà consegnata ad un'organizzazione dei coloni ebrei. Per il momento la decisione è in fase di revisione, quindi la famiglia Shamasneh resta nella loro casa.Il Ministero del Turismo israeliano prevede di dare inizio ai lavori di riparazione e ristrutturazione nei pressi dell’insediamento ebraico di Elad e l’attrazione turistica “Città di Davide” nel quartiere di Silwan a Gerusalemme Est. Il centro d’informazione Wadi Hilwa, che si trova a Silwan, denuncia il progetto, affermando che le opere sono state ideate per completare la ebraicizzazione del quartiere. In seguito, un comitato del quartiere di Silwan, ha chiesto: “Perché Israele non esegue le necessarie riparazioni alle strade e ai vicoli dei quartieri dove vivono i palestinesi?”, “Perché Israele non completa la riparazione dei vicoli che non vengono utilizzati da coloni?”.
Il Comune di Gerusalemme ha deciso di posizionare delle telecamere
nel quartiere di Gerusalemme Est di Ras al Amoudm e nelle zone adiacenti
all’insediamento di Ma’ale Zeitim. Inoltre il Comune ha deciso
d’installare pali d’illuminazione in quelle zone, per facilitare la
visibilità alle telecamere. Inoltre, il Comune ha deciso che nel 2013 i
residenti degli insediamenti di Nof Zion pagheranno le tasse comunali
più basse consentite dalla legge. David Hedri, presidente della
commissione finanziaria comunale, sostiene che la decisione presa è una
risposta sionista a coloro che minano l’unità di Gerusalemme.
Nell’insediamento di Nof Tzion, l’impresa privata Digal è incaricata di costruire circa 400 appartamenti, oltre ad un centro commerciale, asili, sinagoghe ed alberghi. Situata nel quartiere palestinese di Jabel Mukaber, questa impresa privata è fallita economicamente e ha richiesto il salvataggio del magnate supermercato, Ramy Levy.
Nonostante l’evidente legame tra la decisione delle Nazioni Unite e la nuova ondata di disposizioni che riguardano la costruzioni di insediamenti a Gerusalemme e negli insediamenti nella “Grande Gerusalemme”, alti funzionari del Likud sostengono che queste decisioni hanno un collegamento diretto con le prossime elezioni parlamentari. "Prima delle elezioni, c'è bisogno di definire le posizioni - ha detto un ministro del Likud al sito web israeliano NRG - Abbiamo finalmente capito che gli elettori del Likud sostengono la costruzione a Gerusalemme e negli insediamenti, e quindi accolgono con favore queste decisioni".
Nell’insediamento di Nof Tzion, l’impresa privata Digal è incaricata di costruire circa 400 appartamenti, oltre ad un centro commerciale, asili, sinagoghe ed alberghi. Situata nel quartiere palestinese di Jabel Mukaber, questa impresa privata è fallita economicamente e ha richiesto il salvataggio del magnate supermercato, Ramy Levy.
Nonostante l’evidente legame tra la decisione delle Nazioni Unite e la nuova ondata di disposizioni che riguardano la costruzioni di insediamenti a Gerusalemme e negli insediamenti nella “Grande Gerusalemme”, alti funzionari del Likud sostengono che queste decisioni hanno un collegamento diretto con le prossime elezioni parlamentari. "Prima delle elezioni, c'è bisogno di definire le posizioni - ha detto un ministro del Likud al sito web israeliano NRG - Abbiamo finalmente capito che gli elettori del Likud sostengono la costruzione a Gerusalemme e negli insediamenti, e quindi accolgono con favore queste decisioni".
(tradotto a cura di AIC Italia) ![]()
22.12.2012
L’offensiva coloniale israeliana a Gerusalemme
Funzionari del Likud ammettono che la decisione sull’espansione coloniale è direttamente collegata alle imminenti elezioni parlamentari. “Prima delle elezioni, c’è bisogno di definire le posizioni – ha detto un ministro del Likud al sito israeliano NRG – Abbiamo finalmente compreso che gli elettori del Likud sostengono le costruzioni a Gerusalemme e nelle colonie e accolgonodi buon grado tali decisioni. Questo contrasta con il modo in cui le stesse decisioni vengono dipinte dai media”.Di Sergio Yahni
Il comitato di pianificazione del
Ministero degli Interni israeliano ha approvato mercoledì 19 dicembre un
progetto per la costruzione di 2.610 nuove case a Givat Hamatos,
colonia a Nord dell’insediamento di Har Homa e a Ovest di quello di
Gilo, nelle aree che Israele ha annesso a Gerusalemme dopo la Guerra dei
Sei Giorni del 1967.

La colonia di Ramat Shlomo a Gerusalemme Est
La colonia di Givat Hamatos è divisa in quattro settori (A, B, C e D), per un totale di circa 4.000 appartamenti. La decisione riguardo a Givat Hamatos A è giunta nei quattro giorni di meeting tra il Ministero degli Interni e i comitati di pianificazione del Comune di Gerusalemme, che hanno proposto l’approvazione di altre 6.500 unità abitative negli insediamenti.
Martedì 22 dicembre il Ministero dell’Edilizia ha annunciato piani per aprire gare di appalto per la costruzione di 3.000 nuove case nelle colonie di Karnei Shomron, Efrat e Giva Ze’ev, nell’area della “Grande Gerusalemme”. Lo stesso giorno è stato approvato il secondo step del progetto di costruzione nella colonia di Ramat Shlomo a Gerusalemme Est. Il Ministero degli Interni ha chiesto la riduzione del piano originale da 1.600 unità abitative a 1.500 e altre modifiche prima dell’approvazione finale del progetto. Un cambiamento seguito ad un incontro nel quale il comitato di pianificazione ministeriale ha ricevuto pubbliche obiezioni. Mancano ancora numerosi passaggi prima che il piano venga concretamente implementato.
Il progetto di Ramat Shlomo era stato bloccato nel marzo 2010 dopo che il piano di espansione era stato annunciato durante la visita del vicepresidente americano Joe Biden. Tre settimane fa, il progetto è ripartito sull’onda del riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Sempre mercoledì 19 dicembre, il Ministero della Difesa ha dato il via libera alla costruzione di altre 523 unità abitative nella colonia di G’vaot, a Sud della Cisgiordania. Tale decisione è la prima parte del piano di trasformazione dell’insediamento in una vera e propria città. Un progetto per la costruzione di una città da 6.000 unità abitative a G’vaot era stato approvato già nel 2000. L’idea era di creare una continuità territoriale tra la colonia, la Linea Verde e le principali vie di comunicazione dirette in Israele.
Inoltre, giovedì 20, il Ministero degli Interni ha definitivamente approvato la costruzione di mille nuove unità abitative nella colonia di Gilo a Gerusalemme Est.
Secondo Peace Now, durante il 2012 e prima che gli appalti fossero approvati, Israele ha pubblicato 3.046 gare di appalto per la costruzione di case a Gerusalemme e in Cisgiordania. Il numero più alto dell’ultimo decennio.
Il più grande numero di appalti dall’inizio del secolo era stato annunciato nel 2003 con la pubblicazione di 2.512 gare. Più avanti, si è mantenuta una media di 1.500 appalti l’anno. Quando il premier Netanyahu è stato eletto, ha emesso solo 170 appalti nel 2009 e 615 nel 2010 (tutti volti a costruire a Gerusalemme Est). Nel 2011, il governo ha pubblicato 1.009 appalti nelle colonie in Cisgiordania e 312 in quelle di Gerusalemme Est.
Il numero di progetti in Cisgiordania negli ultimi tre anni è stato il più basso degli ultimi vent’anni. Stesso dicasi per le case già in costruzione, con 1.049 nuove abitazioni in Cisgiordania nel 2012, secondo l’Ufficio Centrale di Statistica israeliano.
Tuttavia, il ministro dell’Edilizia Ariel Atias ha detto che la costruzione a Gerusalemme riguarda i bisogni dei residenti nella Città Santa e non l’Autorità Palestinese: “Gli ultimi piani di costruzione oltre la Linea Verde non sono volti a minare la leadership di Abu Mazen e non sono motivati dalle imminenti elezioni”. Eppure funzionari del Likud ammettono la stretta connessione con le votazioni di fine gennaio.
Il ministro del Likud che ha parlato con il sito NRG ha chiesto l’anonimato, aggiungendo: “Abbiamo finalmente compreso che gli elettori del Likud sostengono le costruzioni a Gerusalemme e nelle colonie e accolgono di buon grado tali decisioni. Questo contrasta con il modo in cui le stesse decisioni vengono dipinte dai media”.
(tradotta a cura di AIC Italia)
La colonia di Ramat Shlomo a Gerusalemme Est
La colonia di Givat Hamatos è divisa in quattro settori (A, B, C e D), per un totale di circa 4.000 appartamenti. La decisione riguardo a Givat Hamatos A è giunta nei quattro giorni di meeting tra il Ministero degli Interni e i comitati di pianificazione del Comune di Gerusalemme, che hanno proposto l’approvazione di altre 6.500 unità abitative negli insediamenti.
Martedì 22 dicembre il Ministero dell’Edilizia ha annunciato piani per aprire gare di appalto per la costruzione di 3.000 nuove case nelle colonie di Karnei Shomron, Efrat e Giva Ze’ev, nell’area della “Grande Gerusalemme”. Lo stesso giorno è stato approvato il secondo step del progetto di costruzione nella colonia di Ramat Shlomo a Gerusalemme Est. Il Ministero degli Interni ha chiesto la riduzione del piano originale da 1.600 unità abitative a 1.500 e altre modifiche prima dell’approvazione finale del progetto. Un cambiamento seguito ad un incontro nel quale il comitato di pianificazione ministeriale ha ricevuto pubbliche obiezioni. Mancano ancora numerosi passaggi prima che il piano venga concretamente implementato.
Il progetto di Ramat Shlomo era stato bloccato nel marzo 2010 dopo che il piano di espansione era stato annunciato durante la visita del vicepresidente americano Joe Biden. Tre settimane fa, il progetto è ripartito sull’onda del riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Sempre mercoledì 19 dicembre, il Ministero della Difesa ha dato il via libera alla costruzione di altre 523 unità abitative nella colonia di G’vaot, a Sud della Cisgiordania. Tale decisione è la prima parte del piano di trasformazione dell’insediamento in una vera e propria città. Un progetto per la costruzione di una città da 6.000 unità abitative a G’vaot era stato approvato già nel 2000. L’idea era di creare una continuità territoriale tra la colonia, la Linea Verde e le principali vie di comunicazione dirette in Israele.
Inoltre, giovedì 20, il Ministero degli Interni ha definitivamente approvato la costruzione di mille nuove unità abitative nella colonia di Gilo a Gerusalemme Est.
Secondo Peace Now, durante il 2012 e prima che gli appalti fossero approvati, Israele ha pubblicato 3.046 gare di appalto per la costruzione di case a Gerusalemme e in Cisgiordania. Il numero più alto dell’ultimo decennio.
Il più grande numero di appalti dall’inizio del secolo era stato annunciato nel 2003 con la pubblicazione di 2.512 gare. Più avanti, si è mantenuta una media di 1.500 appalti l’anno. Quando il premier Netanyahu è stato eletto, ha emesso solo 170 appalti nel 2009 e 615 nel 2010 (tutti volti a costruire a Gerusalemme Est). Nel 2011, il governo ha pubblicato 1.009 appalti nelle colonie in Cisgiordania e 312 in quelle di Gerusalemme Est.
Il numero di progetti in Cisgiordania negli ultimi tre anni è stato il più basso degli ultimi vent’anni. Stesso dicasi per le case già in costruzione, con 1.049 nuove abitazioni in Cisgiordania nel 2012, secondo l’Ufficio Centrale di Statistica israeliano.
Tuttavia, il ministro dell’Edilizia Ariel Atias ha detto che la costruzione a Gerusalemme riguarda i bisogni dei residenti nella Città Santa e non l’Autorità Palestinese: “Gli ultimi piani di costruzione oltre la Linea Verde non sono volti a minare la leadership di Abu Mazen e non sono motivati dalle imminenti elezioni”. Eppure funzionari del Likud ammettono la stretta connessione con le votazioni di fine gennaio.
Il ministro del Likud che ha parlato con il sito NRG ha chiesto l’anonimato, aggiungendo: “Abbiamo finalmente compreso che gli elettori del Likud sostengono le costruzioni a Gerusalemme e nelle colonie e accolgono di buon grado tali decisioni. Questo contrasta con il modo in cui le stesse decisioni vengono dipinte dai media”.
(tradotta a cura di AIC Italia)
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