"5 broken cameras" e le reazioni dei giovani israeliani

dalla redazione

Roma, 29 gennaio 2013, Nena News - Manca meno di un mese alla notte degli Oscar. Candidato come miglior documentario c'è anche un film palestinese, "5 broken cameras", diretto dal regista palestinese Emad Burnat e dall'israeliano Guy Davidi. Racconta la resistenza popolare nonviolenta del villaggio di Bi'lin e, nonostante mostri senza veli la violenza dell'esercito israeliano, c'è chi in Israele tenta di presentarlo come prodotto della cinematografia di Tel Aviv.

Un tentativo dettato dal successo già riscosso dal documentario in giro per il mondo: il film di Burnat ha vinto, tra gli altri, il Sundance World Documentary Directing Award e l'Indiewire 2012.

Dall'altra parte, però, le autorità israeliane lo censurano nel Paese: il Ministero dell'Educazione, a cui spetta la scelta di quali film e documentari possono entrare nelle scuole israeliane, ha bocciato "5 broken camera". Il documentario su Bi'lin non sarà parte del programma educativo e culturale israeliano.

Guy Davidi ha così deciso di iniziare una campagna per la promozione di "5 broken cameras" tra i giovani israeliani. Nel video che segue, potrete vederne le reazioni scioccate e confuse. Molti adolescenti non conoscono la realtà che li attende al di là del Muro, quando vestiranno l'uniforme dell'IDF. Al contrario, la propaganda comincia già all'interno delle aule scolastiche: il video mostra alcuni eventi organizzati in scuole superiori di Tel Aviv, tenuti da militari israeliani che magnificano la forza dell'esercito di Tel Aviv contro i Paesi arabi nemici. Nena News

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