Video : Natale a Gaza pregando per una vita normale
Video “Siamo qui per incoraggiare la nostra gente e pregare insieme per la pace”. Alle porte del Natale, la visita del Patriarca di Gerusalemme alla comunita’ cattolica di Gaza, per la prima volta dopo la guerra
2 Il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, celebra una messa con la comunità comunità della Striscia
Per la prima volta a Gaza, dopo la guerra, oggi il patriarca latino
di Gerusalemme, mons. Fouad Twal, ha celebrato una messa nella chiesa
della Sacra Famiglia, dove la comunità cattolica conta circa 180 fedeli.
Lo riferisce la Radio Vaticana.
Twal ha rinnovato così la tradizionale visita nei giorni precedenti al Natale, anche se quest’anno il suo arrivo e lo stesso Natale hanno un sapore diverso nel quartiere di Gaza che porta i segni recenti della violenza.
Molti dei cristiani locali, spiega sempre l’emittente pontificia, sperano anche di poter festeggiare il Natale a Betlemme tra pochi giorni se le autorità israeliane concederanno i permessi per raggiungere la città. Una speranza sottolineata dallo stesso mons. Twal in un’omelia dedicata al senso del Natale, festa di gioia e di pace. Una pace sempre invocata per Gaza e per la Terra Santa, come invocata è la fede «che dev’essere forte in noi –ha concluso il patriarca– per continuare a vivere in questa terra».
Gaza; la prima messa del dopo guerra - Vatican Insider
3 ASIA/TERRASANTA - Il messaggio di Natale del Patriarca Twal: denuncio l'embargo su Gaza
Gerusalemme (Agenzia Fides) - E' uno scenario con luci e ombre quello
tracciato dal Patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal nel suo
messaggio di Natale ai giornalisti, presentato questa mattina alla
stampa nella sede del Patriarcato. “Alla fine dell'anno” ha confidato
sua Beatitudine ai giornalisti”devo riconoscere con voi che il bilancio
2012 ci lascia perplessi. Ci sono stati eventi positivi e altri meno
positivi”.
Nel messaggio, fatto pervenire all'Agenzia Fides, il Patriarca elenca
tra gli eventi positivi alcune circostanze in cui si è manifestata
l'unità dei cristiani: la visita in Terrasanta del Patriarca di Mosca
Kirill, l'elezione e l'intronizzazione del Papa copto ortodosso Tawadros
II, la decisione presa dai vescovi cattolici di Terrasanta di celebrare
la Pasqua del 2013 seguendo il calendario Giuliano, seguito dalle
Chiese d'Oriente. Tra i fattori di sofferenza, il Patriarca punta il
dito sulla situazione di Gaza - da lui visitata lo scorso 16 dicembre –
denunciando “l’embargo che rende inumana la vita quotidiana di un
milione e seicentomila persone, fomentando sentimenti di ostilità
permanente nei confronti di Israele”. Non manca un riferimento diretto
del Patriarca al radicalismo religioso che mette in pericolo le
prospettive di dialogo e convivenza tra le religioni, e alla profonda
costernazione provata “di fronte a tutte le profanazioni di nostre
chiese e conventi, di sinagoghe e moschee, che offendono tutti”. Secondo
Sua Beatitudine “Si tratta di affrontare il male alla radice con
l’educazione dei giovani in tutte le scuole”.
Un giudizio articolato viene espresso dal Patriarca anche sulla
congiuntura storica vissuta dal Medio Oriente.Secondo lui “molte sono
le preoccupazioni e le domande cui ci troviamo di fronte. Desideriamo
maggiore stabilità e più democrazia”.Ma allo stesso tempo, “La gioia del
Natale è oscurata dalla sconcertante violenza in Siria. Siamo pieni di
compassione per le vittime e la nostra Chiesa partecipa attivamente
all’accoglienza di 250.000 rifugiati siriani in Giordania. Preghiamo
anche per la Giordania affinché possa mantenere il suo equilibrio e il
buon senso che ha sempre avuto”.
A livello geo-politico, il voto dell’Assemblea Onu che ha riconosciuto
la Palestina come Stato osservatore viene salutato dal Patriarca come
“un primo passo verso la pace e la stabilità nella regione”, anche
perchè così “Israele potrà trattare da pari a pari con un altro Stato
per il bene di tutti”. L'orizzonte a cui puntare rimane quello di “una
soluzione giusta e pacifica alla questione palestinese, considerata da
parte dei Patriarchi e dei Vescovi cattolici del Medio Oriente, riuniti
in Libano ai primi di dicembre, la causa di tutti i conflitti della
regione”. Il Pariarca Twal auspica che il secondo e ultimo mandato di
Barak Obama porti “ora ad agire per la soluzione dei due Stati”.
In conclusione, il Patriarca Twal incoraggia tutti i fedeli “a vivere
seriamente questo Anno della Fede”, ricordando a loro e a tutti che “la
prima comunità di Gerusalemme può servire da modello per il rinnovamento
della attuale comunità cristiana: si tratta di tornare alle origini, di
fare ritorno a Gerusalemme”. (GV) (20/12/2012).
ASIA/TERRASANTA - Il messaggio di Natale del Patriarca Twal ...
4 Week end a Gaza – lo stadio e le scuole
o e Lorenzo, Delphine, Christophe e Amélie (3 del medialpj team!), Andrea K. e Olivier (due giornalisti di testate cattoliche tedesche) e P. Gabriele Romanelli IVE: un gruppetto variegato ma affiatato che ha trascorso tre intensi giorni a Gaza, ospiti della parrocchia latina. La motivazione ufficiale era la messa presieduta dal patriarca Fouad, domenica 16 dicembre 2012. Ne abbiamo approfittato per fare una visita più lunga e godere così della meravigliosa accoglienza dei nostri amici gazawi, in primi luogo di P. Jorge, P.Mario (il nuovo vicario) le loro consorelle.
Abbiamo raccolto tante impressioni,
testimonianze, segni di fatica, di povertà ma anche di grande affetto e
fede. Pensando ai nostri viaggi passati, questo è stato particolarmente
ricco ed emozionante. In questo primo post vi propongo le fotografie
dello stadio distrutto dai missili e delle scuole cristiane (della
parrocchia e del rosario) che abbiamo visitato.
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Gaza: la festa in parrocchia con il Patriarca
Ci siamo così immersi nell’accoglienza che abbiamo ricevuto e nelle cose che abbiamo visto nei tre giorni della nostra visita, che per noi l’arrivo del patriarca in parrocchia è stato quasi un avvenimento secondario! Sarà forse perché lo vediamo quasi tutti giorni al lavoro. Noi ci siamo un po’ mescolati tra la gente un po’ fieri di non essere della delegazione arrivata pochi minuti prima della messa, quasi come dei parrocchiani di lunga data. In ogni caso la messa è stata molto partecipata. La gente ha preparato tutto nei minimi dettagli. Christophe, nel suo articolo “giornalistico” per il sito del patriarcato, ha poi scritto:
Quest’anno il Natale ha una dimensione
particolare per i cattolici della parrocchia della Santa Famiglia di
Gaza. A tre settimane dalla fine dell’operazione israeliana “Colonna di
difesa” la parrocchia ha visto la tregua come “un miracolo”. Il
Patriarca Fouad Twal che si è recato per la prima volta a Gaza dopo il
cessate il fuoco, domenica, nella sua omelia spiegava che “Natale è un dono dal Cielo, ma c’è bisogno anche di uomini di buona volontà perché la pace esista”. Ha anche invitato i cristiani “a vivere una fede forte”
per continuare a vivere in questa Terra Santa dove la Santa Famiglia è
passata durante la sua fuga in Egitto e a ricordare che “anche Gesù ha sofferto l’ingiustizia”. Secondo il parroco, P. Jorge Hernandez dell’Istituto del Verbo Incarnato: “i parrocchiani sono molto sensibili a questa visita ed è anche un po’ di Gerusalemme che viene qui da loro e ciò li tocca molto nella loro vita di fede”.
Per ringraziare tutti coloro che li hanno sostenuti con le loro
preghiere e i loro doni durante la guerra, la parrocchia ha fatto
celebrare una messa ufficiale di ringraziamento. Il parroco dice: “che tutti sappiano che abbiamo pregato per loro”. [l'articolo completo]
Con grande cordialità in tanti si sono poi avvicinati nel diwan per
un saluto, una fotografia, una breve confidenza. E il patriarca ha
ascoltato tutti con attenzione. Il pranzone finale e la rapida partenza
per Gerusalemme – con la delegazione! – ha rotto un po’ l’incantesimo e
di questi bei giorni. Ecco le foto delle domenica.
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