Usa : Un modo per fermare la violenza
David Swanson – 15 dicembre 2012
Le anime travagliate (note in generale sui media come “mostri” e “pazzi”) che continuano a sparare nelle scuole e nei centri commerciali credo di risolvere così problemi più profondi. Tutti sappiamo, naturalmente, che in realtà stanno rendendo le cose drammaticamente peggiori.
Non è un problema facile da risolvere per noi. Potremmo rendere più difficile entrare in possesso di armi, e specialmente delle armi fabbricate specificamente per le stragi. Potremmo affrontare il problema dei nostri spettacoli: abbiamo film, programmi televisivi, videogiochi, libri e giocattoli che promuovono le uccisioni come un modo per dare sollievo a ciò che ci fa soffrire. Potremmo affrontare il problema dei nostri media giornalistici: abbiamo ciarloni sui giornali e nei programmi radiotelevisivi che fanno pubblicità alla violenza come strumento necessario di politica pubblica. Potremmo invertire il corso degli ultimi quarant’anni di crescente disuguaglianza, di povertà e di plutocrazia, una tendenza che è collegata alla violenza in qualsiasi paese si riscontri.
Quello che non siamo in grado di fare è fermare l’armamento, l’addestramento, il finanziamento e il sostegno agli assassini di massa nei nostri paesi e nelle nostre città, perché, naturalmente, non li abbiamo appoggiati. Non agiscono nel nostro nome, da nostri rappresentanti. Quando i nostri bambini fuggono in preda al terrore da aule coperte dai cadaveri insanguinati dei loro compagni, stanno fuggendo da assassini mai autorizzati né eletti da noi.
Questa situazione cambia quando guardiamo all’estero.
Immaginate una famiglia in una casa in Pakistan. C’è un puntolino molto alto nel cielo. Produce un rumore ronzante. Il punto è un velivolo senza pilota, un drone. E’ guidato da una scrivania nel Nevada. La famiglia sa cos’è. I bambini sanno cos’è. Sanno che le loro vite possono essere spezzate in qualsiasi momento. E sono traumatizzati. Sono in uno stato di costante terrore. E poi, in un bel mattino chiaro, sono fatti a pezzi, sanguinanti, urlanti, gementi con l’ultimo fiato che resta mentre la casa crolla in macerie fumanti.
Immaginate una famiglia in una casa in Afghanistan. Dormono nei loro letti. Una porta viene sfondata. Sono urlate parole incomprensibili. Volano pallottole. I propri cari sono afferrati e trascinati via, scalcianti e urlanti per il terrore, per non essere rivisti mai più.
Le anime travagliate (generalmente note sui media come “contribuenti”) che consentono che questo tanto maggiore volume di violenza continui, credono di star risolvendo problemi più gravi. Ma se osserviamo più attentamente, constatiamo che in realtà stiamo rendendo le cose drammaticamente peggiori.
Ed ecco le buone notizie. C’è una violenza che possiamo fermare con molta maggiore facilità, perché è la nostra violenza. L’esercito statunitense ha dichiarato la settimana scorsa che uccidere bambini in Afghanistan è stato perfettamente accettabile. Il presidente USA ha una lista di uomini, donne e bambini che devono essere uccisi, e li uccide; ma la grande maggioranza delle persone uccise in tale programma non sono sulla lista; sono persone nel posto sbagliato nel momento sbagliato (proprio come quelle nei nostri centri commerciali e nelle nostre scuole).
In realtà la grande maggioranza delle persone uccise nelle nostre guerre all’estero è costituita da semplici astanti. E sono uccise nelle loro case, nei loro negozi, nelle loro scuole, ai loro matrimoni. La violenza che possiamo fermare facilmente assomiglia molto alla violenza che troviamo così difficile fermare in patria. Non ha luogo tra una coppia di eserciti su un campo di battaglia; ha luogo dove vivono le sue vittime.
Se noi smettessimo di versare 1,2 trilioni di dollari l’anno ai preparativi bellici, interromperemmo anche il finanziamento pubblico dei fabbricanti delle armi che macellano i nostri cari e i nostri vicini nelle nostre scuole e nei nostri parcheggi. Modificheremmo in modo spettacolare il contesto in cui generiamo la politica pubblica, l’intrattenimento pubblico, e i miti pubblici a proposito di come si risolvono i problemi. Salveremmo vite assolutamente preziose come ogni altra vita, imparando contemporaneamente come continuare a salvarne altre.
Una cosa con cui cominciare, ritengo, sarebbe il ritiro delle truppe statunitensi dalle più di 1.000 basi in paesi di altri popoli, una presenza imperiale che ci costa 170 miliardi di dollari ogni anno e che costruisce ostilità e tensioni, non la pace. C’è un motivo per cui, in questo periodo dell’anno, non cantiamo “Pace nel mio cortile”. Se vogliamo la Pace in Terra, dobbiamo fermarci e pensare a come ottenerla.
I libri di David Swanson includono: “War Is A Lie” [La guerra è una menzogna]. Scrive su http://davidswanson.org and http://warisacrime.org e lavora come coordinatore di campagna per l’organizzazione attivista online http://rootsaction.org. Conduce Talk Nation Radio. Seguitelo su Twitter: @davidcnswanson e su FaceBook.
Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: http://www.zcommunications.org/a-way-to-stop-the-violence-by-david-swanson
Originale: Warisacrime.org
traduzione di Giuseppe Volpe

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