Palestina. Ayman Nasser: quando la libertà degli altri ha il prezzo della tua




Attivista per i diritti umani, ricercatore presso Addameer, Ayman Nasser è stato arrestato il 15 ottobre scorso dall'esercito israeliano per aver partecipato ad azioni di solidarietà con i prigionieri politici palestinesi. Un'altra storia di detenzione amministrativa. 

 di Marta Ghezzi 

Gli ufficiali delle Israeli Occupation Forces (IOF), a volto coperto, hanno fatto irruzione in casa sua, nel villaggio di Saffa, vicino a Ramallah, durante la notte del 15 ottobre scorso.
Hanno slegato i cani, hanno frugato in ogni stanza dell’appartamento, hanno chiuso moglie e figli in una camera mentre bersagliavano lui di domande, hanno sequestrato computer e telefoni cellulari.
Alla fine se lo sono portati via. Senza un’accusa precisa. 43 giorni in prigione prima di comparire davanti al giudice.
Supporto e solidarietà con i prigionieri palestinesi; partecipazione alla giornata annuale del detenuto, che si celebra ogni anno il 17 aprile (in particolare, quelle imputate sono le ricorrenze del 2011 e del 2012); partecipazione ad attività in solidarietà con i reclusi palestinesi in sciopero della fame; partecipazione alle commemorazioni del martire Abu Ali Mustafa il 27 agosto scorso.
Queste le accuse formalizzate solo il 26 novembre dopo sessioni di interrogatori di più di dieci ore consecutive, lunghi periodi in isolamento in una cella di 2 metri per 1,5 senza riscaldamento, trasferimenti da un carcere all’altro, impossibilità di contattare la famiglia e di ricevere assistenza medica.
Israele la chiama ‘detenzione amministrativa’.
Ayman Nasser, ricercatore presso la Addameer Prisoner Support and Human Rights Association, organizzazione non governativa nata nel 1992 per offrire assistenza legale gratuita ai detenuti palestinesi reclusi nelle carceri israeliane e per denunciare le gravi violazioni dei diritti umani commesse da Israele, nonchè tra i fondatori dell’Handala Centre, organizzazione dedita alla promozione culturale e allo sviluppo dell’associazionismo sul territorio palestinese, verrà ascoltato dal giudice oggi, 3 dicembre 2012.
In difesa di Nasser si è mobilitata l’associazione Front Line Defenders, con una lettera aperta indirizzata al governo israeliano.
Il direttore della sezione legale di Addameer, Mahmoud Hassan, in una dichiarazione rilasciata nei giorni scorsi, sosteneva che l’arresto di Nasser rappresenta l’ennesimo tentativo di Israele di criminalizzare il sostegno ai prigionieri palestinesi.
Non è la prima volta che Addameer finisce sotto i riflettori della giustizia israeliana. Il suo fondatore, il settantunenne Abdullatif Ghaith, è stato raggiunto nell’agosto scorso da un’ordine restrittivo firmato dal ministero degli Interni israeliano: dopo il provvedimento di divieto di ingresso in Cisgiordania, Ghaith si trova ora nell’impossibilità di lasciare il paese fino al 31 gennaio 2013.
Nel solo 2011 Addameer ha documentato 295 casi di arresti di attivisti per i diritti umani, 58 dei quali minori di 18 anni.

3 dicembre 2012

Palestina. Ayman Nasser: quando la libertà degli altri ha il prezzo della tua

Commenti

Post popolari in questo blog

Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

Eva Illouz Olocausto, militarismo e consigli di Machiavelli: come la paura ha preso il sopravvento su Israele