IDF: Non poter sparare liberamente ai palestinesi è "intollerabile"
http://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/israeli-soldiers-say-its-intolerable-they-cant-kill-palestinians-more-freely-due
I soldati israeliani dicono che è “intollerabile” non potere uccidere i palestinesi con maggiore libertà a causa delle telecamere, “regole”.
di Ali Abunimah
Soldati israeliani di occupazione si sono lagnati con Israel’s Ynet del fatto che non è permesso loro di essere più aggressivi contro i palestinesi di cui occupano la terra nella West Bank.
In particolare, i soldati sembrano insoddisfatti di non poter più colpire a morte palestinesi che lanciano loro delle pietre perché questi non gradiscono che truppe straniere occupino le loro città. Per identificare i soldati Ynet ha utilizzato solo le iniziali
Un soldato israeliano lancia granate di gas lacrimogeni sui palestinesi durante una manifestazione di protesta contro l’attacco di Israele alla Striscia di Gaza, a Beit Ummar, vicino alla città di Hebron, il 16 novembre 2012.
Secondo S., gli ordini di aprire il fuoco si riferiscono solo a situazioni di un pericolo palese e incombente e solo se c’è una persona con i mezzi e l’intenzione di uccidere. “Ma che cos’è una folla inferocita che vi tira sassi, e a volte pietre, se non una situazione di pericolo di vita? Non vorrei dare l’ordine di aprire il fuoco su una folla di persone, ma non ci si può trovare in un’occasione in cui sei di fronte a una persona con una pietra e cominci a porti la domanda se tale persona rappresenta un pericolo per la vita. Se gli sparo io vado in prigione.
“intollerabile” non poter sparare ai palestinesi a volontà.
Un soldato ammette che la presenza di telecamere – presumibilmente nelle mani di palestinesi o di altri video-operatori – inibisce i soldati dall’essere più violenti:
T. afferma che le telecamere sul luogo compromettono l’operato delle forze militari. “Il comandante o un ufficiale vede una macchina fotografica e diventa un diplomatico, che soppesa ogni pallottola di gomma, ogni passo. E’ intollerabile, noi veniamo lasciati totalmente allo scoperto. Le telecamere sono la nostra Kryptonite”.
Di tanto in tanto, i crimini compiuti dai soldati israeliani di occupazione vengono ripresi su video:
Ma più spesso non lo sono. Nelle testimonianze recenti fornite al gruppo Breaking the Silence, soldati israeliani hanno ammesso di aver commesso crimini spaventosi, comprese aggressioni deliberate e fatte a caso a bambini palestinesi, talvolta uccidendoli, talaltra solo per divertimento.
Nel video girato dai palestinesi lo scorso maggio, si possono vedere i coloni israeliani che attaccano un villaggio con pietre, colpi di arma da fuoco e che appiccano il fuoco ai campi, mentre le forze di occupazione israeliane sono a protezione dei coloni.
VIDEO: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=w2hDnNO352Y
In questo video, pubblicato qualche giorno fa su Youtube, si possono vedere i coloni mentre lanciano pietre contro i palestinesi del villaggio di Urif nei territori occupati della West Bank, ancora una volta tutelati dai soldati.
Appare improbabile che “S” e “T” sarebbero entusiasti che ai palestinesi venisse concesso il diritto di sparare contro di loro. Le pietre, a quanto pare, sono le sole armi mortali nelle mani dei palestinesi, quando sono dirette contro forze di occupazione, pesantemente armate, che fanno irruzione.
Comunque i soldati israeliani uccidono impunemente
Mentre “T” si preoccupa “che si soppesi ogni pallottola di gomma”, i soldati israeliani hanno trovato sistemi per aggirare le norme che, in teoria, hanno l’intenzione di impedire l’uccisione indiscriminata di palestinesi.
Esattamente un anno fa, Mustafa Temimi, di 28 anni, è stato ucciso nel villaggio di Nabi Saleh quando i soldati israeliani gli hanno sparato in faccia a bruciapelo un candelotto di gas lacrimogeno, un omicidio testimoniato da Linah Alsaafin.
Nel mese di novembre, un video ha ripreso le immagini impressionanti di Rushdi Temimi, di 31 anni, sempre a Nabi Saleh, che giace a terra poco dopo essere stato colpito allo stomaco e alla coscia dalle forze di occupazione israeliane durante una manifestazione di protesta contro gli attacchi israeliani a Gaza.
Il video mostra i soldati di occupazione che minacciano la donna che sta riprendendo il video e che impediscono agli abitanti del villaggio di prendersi cura di Temimi, il quale è morto due giorni dopo in ospedale.
VIDEO: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=T4L3oaYtyLs
Oltre a Temimi, i soldati israeliani hanno ucciso il 22enne Hamdi al-Falah nella città di Hebron nella West Bank durante le proteste contro l’attacco a Gaza.
“S” che era preoccupato “Se gli sparo, vado in galera” può stare tranquillo. Un anno dopo l’uccisione di Mustafa Temimi, nessuno è stato assicurato alla giustizia. E’ improbabile che gli assassini di Rushdi Temimi faranno i conti più di tanto con la giustizia.
E’ stato così fin da quando venne alla luce un video di soldati israeliani che brutalizzavano dei palestinesi, durante la prima Intifada, che ebbe inizio questo fine settimana di 25 anni fa.
VIDEO: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Qpg2CLT9Fno![]()
Video o non video, decennio dopo decennio, si trascina la brutale occupazione israeliana senza che coloro che danno ordini e coloro che li eseguono siano obbligati a risponderne e restino impuniti.
(traduzione di mariano mingarelli)
Commenti
Posta un commento