Haaretz : Beduini a rischio nella zona E1
05.12.2012
http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/bedouin-face-displacement-in-west-bank-corridor-regardless-of-israel-s-constructions-plans.premium-1.482595
Indipendentemente dai piani di costruzioni di Israele, nel corridoio della West Bank i beduini sono a rischio di sgombero.
Che i piani per costruzioni nella zona E1 recentemente approvati si materializzino o no, Israele ha intenzione di ricollocare la popolazione beduina locale – contro la sua volontà.
di Amira Hass
Martedì, un membro del Consiglio locale beduino ha riferito ad Haaretz che dieci comunità palestinesi beduine che vivono nel corridoio della West Bank che collega Ma’ale Adumim e Gerusalemme sono preoccupate che, se si materializzassero i piani recentemente approvati per costruzioni nella zona, essi sarebbero i primi ad essere danneggiati dal provvedimento.
Ma anche se Israele continua a mantenere congelato il piano di sviluppo dell’area, nota come E1, queste dieci comunità insieme a circa altre dieci che vivono in tale zona – approssimativamente 2.300 persone – sono esposte a una ricollocazione. Israele ha intenzione di traslocare in insediamenti permanenti e contro la loro volontà le comunità beduine che vivono nella West Bank, a partire dai dintorni di Gerusalemme.
Nel mese di ottobre di quest’anno, lo stato ha comunicato alla Corte Suprema di avere l’intenzione di completare entro un anno questo processo di reinsediamento nella periferia di Gerusalemme, compresa la zona E1. Membri della tribù dei Jiahalin, che sono residenti a Khan al-Ahmar, hanno riferito martedì ad Ha’aretz di essere stati informati dall’Amministrazione Civile della sua intenzione di trasferirli in un villaggio già esistente nei pressi di Jericho che, secondo loro, è centro di raccolta di palestinesi provenienti da tutte le parti della West Bank.
Il Consiglio locale dei beduini, che si è costituito due anni fa, si aspetta che l’Unione Europea, che nel passato si è espressa contraria allo spostamento delle comunità beduine, intervenga.
Circa l’80% dei beduini che vivono nella periferia orientale di Gerusalemme sono registrati come profughi, provenienti da famiglie di Tel Arad, nel Negev, che Israele ha esiliato agli inizi degli anni ’50. Fino al 1967, hanno continuato a vivere secondo lo stile di vita tradizionale basato sull’allevamento di mandrie di bestiame nella West Bank e nella Valle del Giordano. Fin dall’occupazione della West Bank nel 1967, le aree entro le quali ai beduini era permesso muoversi con le mandrie è risultato fortemente ridotto, dato che Israele ha dichiarato certe parti del territorio poligoni di tiro, riservandone altre per le colonie. Negli ultimi vent’anni, la situazione dei beduini è peggiorata notevolmente per l’espansione delle colonie, perché l’accesso a Gerusalemme - mercato principale dei loro prodotti - è stato interdetto, perché è stato costruito il muro di separazione ed allargata la strada Gerusalemme – Jericho.
L’anno scorso, l’autorità civile fu costretta a sospendere i piani per la costruzione di un quartiere supplementare accanto alla discarica e il trasferimento nella zona di famiglie appartenenti ad altre tribù. Questo si verificò a seguito della pressione diplomatica e della battaglia legale intrapresa dall’avvocato delle famiglie, Shlomo Lecker, che comprovò che il vivere accanto a una discarica di rifiuti rappresentava un rischio per la salute.
(tradotto da mariano mingarelli)
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