Eichmann, Adenauer, i sionisti cristiani: la logica dell’appoggio anti-semitico allo stato di Israele

 Gilbert Achcar
28 novembre 2012

L’antisemitismo ed il filo-semitismo condividono una base comune: sono entrambi incapaci di concepire gli ebrei come gente normale, ha detto la famosa storica dell’anti-semitismo Eleonore Sterling negli anni ’50. Seguendo questa riflessione, Achcar parla di un  filo-semitismo ambiguo. E’ l’atteggiamento per cui la Germania Ovest del dopoguerra  ha cercato di occultare la stella gialla e si è integrata nel sistema occidentale. Inoltre anche il sionismo in Europa e in Nord America era  motivato da anti-semitismo. Era la politica ufficiale dei Nazisti e di Hitler fino al 1941 deportare gli ebrei in Palestina. Achcar mette in rilievo il fatto che l’unica  organizzazione politica non-nazista che era rimasta in Germania dopo che i Nazisti avevano preso il potere, era il movimento sionista. L’amalgama di sionismo e anti-semitismo caratterizza l’appoggio allo stato di Israele da parte di Adolf Eichmann, Konrad Adenauer  (almeno fino al 1945) e, tra gli altri,  dei sionisti cristiani negli Stati Uniti.
Gilbert Achcar: : politologo, e sociologo alla “Scuola di Studi Orientali e Africani” dell’Università di Londra, pacifista, autore del libro “The Arabs and the Holocaust”  [ Gli Arabi e l'Olocausto] e insieme con Noam Chomsky, del libro: “Perilous Power”, [Potere pericoloso].

David Goessmann: ci parli del suo libro “Gli Arabi e l’Olocausto: la guerra arabo-israeliana delle narrazioni”. Di che cosa tratta questa “Guerra delle narrazioni”?

Gilbert Achcar: Ebbene, la guerra delle narrazioni ruota attorno il modo in cui si narra la nascita dello stato di Israele. La narrazione principale è quella che ho citato. Ce ne sono diverse varianti, ma fondamentalmente, Israele è presentata come una specie di redenzione dai crimini del nazismo  e dal resto. e questo è il motivo per cui Israele continua a dire che l’Occidente ha responsabilità di appoggiare Israele. Perciò la replica all’antisemitismo storico, e naturalmente al nazismo, è il sionismo, è lo stato di Israele, e questo è quanto. Gli Arabi sono i continuatori del nazismo in questo tipo di narrazione, perché  hanno rifiutato Israele. La loro lotta contro lo stato di Israele è una specie di ultimo episodio della seconda guerra mondiale. Questa è la narrazione, Ora, naturalmente, dal lato arabo e palestinese, la narrazione è completamente diversa. Prima di tutto non inizia con l’anti-semitismo in Europa, comincia con il sionismo, con l’inizio della colonizzazione sionista in Palestina. Il punto di svolta cruciale per la narrazione araba è la dichiarazione Balfour. Lord Balfour, nel 1917, nel nome di [sua] maestà, in nome della Gran Bretagna la quale doveva controllare la Palestina dopo la prima guerra mondiale, ha dato via libera a un processo coloniale che ha portato alla nascita di Israele come stato coloniale, come la Rodesia o altri simili stati di coloni bianchi che si sono formati in Africa. La percezione  nel mondo arabo è che Israele è della stessa natura di quelle nazioni. Direi che c’è la necessità di colmare in parte questa grossa dicotomia presente nelle narrazioni, nel senso che, malgrado quello che ho detto sul ruolo del movimento sionista, non si dovrebbe dimenticare che il sionismo era una delle molte risposte all’anti-semitismo. Voglio dire che l’anti-semitismo è ciò che ha creato il sionismo come unica risposta. Ci sono altre riposte; come sapete, il sionismo per molto tempo, fino a quando il nazismo ha ottenuto il potere, era un movimento di minoranza tra gli ebrei europei. E’ diventato molto più forte dopo, a causa del nazismo e del resto. Attirava come se fosse una specie di conferma della prospettiva sionista. Questo va tenuto bene in mente. C’è una tendenza nel mondo arabo a dimenticare questo aspetto. E, naturalmente, nella forma più caricaturale ed estrema, porta anche delle  persone a reagire a Israele e agli usi che esso fa dell’Olocausto. Reagiscono con la negazione dell’Olocausto che è un atteggiamento completamente folle e stupido. Dico folle e stupido perché coloro che credono che questo sia anti-sionismo, assumendo queste posizioni, di fatto alimentano l’ideologia sionista e il progetto sionista. L’intera guerra delle narrazioni, che ho riassunto  in poche quattro parole, è quello che analizzo dettagliatamente nel libro.
David Goessmann: Lei dice che per i Tedeschi ci sono due modi di ricavare delle lezioni dal genocidio nazista degli ebrei europei. La prima è: “Mai più a loro, gli Ebrei”, e l’altra soltanto: “Mai più”. Ci parla delle implicazioni di queste lezioni?
Gilbert Achcar: non sono, penso l’unico che dice questo, e moltissimi pensatori, filosofi, politologi ebrei che criticano il sionismo, lo hanno detto. In effetti si possono trarre due tipi di  lezioni dall’Olocausto,  se ne può trarre un tipo di lezione particolaristica, limitata.  Naturalmente non c’è da discutere sul fatto che il genocidio nazista degli ebrei, degli ebrei europei, sia stato un enorme crimine, uno dei più grossi crimini perpetrati dai nazisti. Non è stato il più grosso numericamente perché il numero di persone uccise sul fronte russo era maggiore, ma in proporzione alla popolazione, naturalmente, paragonabile a Roma, che ha avuto il suo genocidio. Allora, o si isolano soltanto gli ebrei da tutto questo e si dice “Mai più agli ebrei”, oppure “Mai più a noi, gli ebrei”, Quindi se si è ebrei  particolaristi, con una prospettiva etnica, si dirà “Mai più a noi” e basta,  e non ci importa del resto. O se si è tedeschi, per esempio, della gente  dice “Mai più a loro, gli ebrei” perché questa è la nostra grossa vergogna, quella per la quale abbiamo dovuto esprimere la colpa in modo molto più continuo, negli anni, fin dalla seconda guerra mondiale. A proposito, c’è un libro di un professore israeliano, Frank Stern, sull’occultare la stella gialla, che spiega come il filo-semitismo nella Germania del dopo guerra, era diventato un modo di insabbiare il passato nazista integrandolo nel sistema occidentale, della Germania Ovest. Quindi questo è un modo di considerare l’Olocausto. L’altro modo  che è proposto da un sacco di pensatori ebrei, ancora una volta, è la prospettiva universalistica. Si deve capire che l’Olocausto non è solo una tragedia per gli ebrei, è una tragedia per l’umanità, in un certo senso. Ci sono delle lezioni universali che si  possono trarre e sono: “Mai più”. Mai più questo tipo di sistema, questo tipo di segregazione totalitaria, razzista, di discriminazione, di oppressione e di uccisone e di genocidio che abbiamo visto in quell’epoca. E se si traggono lezioni di questo genere, allora si combatte contro l’oppressione razzista, contro la negazione del diritto all’auto determinazione, contro le occupazioni dovunque, anche se sono fatte da uno stato che pretende di essere uno stato ebraico.
David Goessmann: Il Cancelliere tedesco Konrad Adenauer, aveva dichiarato, durante visita privata in Israele nel 1966: “Anche io facevo parte del  movimento sionista”. In uno dei suoi libri anche lei cita la dichiarazione antisemita di Adenauer sul “potere degli Ebrei”. Secondo lei questo è un esempio di ciò che lei descrive come un atteggiamento filo-semitico per  il quale la Germania Ovest – come ha detto – e un più ampio  schema imperialista aggressivo. Ci spiega che cosa intende dire?
Gilbert Achcar: Cito anche un’ottima riflessione di Eleonore Sterling, storica dell’anti-semitismo, importante esperta del problema. Anche la sua  famiglia è stata vittima dell’Olocausto. Ha detto che il filo-semitismo è in realtà una specie di antisemitismo al contrario. E quello che hanno in comune, il filo-semitismo e l’anti-semitismo, è l’incapacità di considerare gli ebrei come persone che non sono normali. Trattare gli ebrei come persone che non sono normali.  O si odiano in modo anormale o si amano, o si difendono in  modo anormale. Il punto cruciale, quando si parla dell’affermazione di Adenauer sul suo essere stato sionista è che è stato sionista nello stesso modo; posso sembrarle offensivo, le spiegherò che cosa intuendo dire.  Sa  chi altro  ha detto “Ero un sionista”?
David Goessmann: No.
Gilbert Achcar: Adolf Eichmann. Durante il suo processo a Gerusalemme, ha affermato:” Ero in sionista”. Esattamente così. Che cosa intendeva dire? Voleva dire, con quella affermazione, che naturalmente volevamo liberarci degli  ebrei, volevamo una “Germania depurata dagli ebrei”, [in tedesco nel testo], e fino al 1941, prima della cosiddetta “soluzione finale” [in tedesco nel testo], i nazisti espellevano, deportavano gli ebrei. La politica era di espellerli. Lo stesso Hitler, e questo Ian Kershaw e altri storici del nazismo lo hanno spiegato molto chiaramente, desideravano moltissimo che gli ebrei venissero mandati in Palesino e soltanto in Palestina. Non voleva che gli ebrei tedeschi andassero negli Stati Uniti, perché là potevano premere su quella nazione e sulla Gran Bretagna per farli entrare o per farli agire contro la Germania nazista; questo era prima dell’inizio della guerra. Fino al 1941 questa era la linea politica messa in atto. E perciò davvero volevano liberarsi degli ebrei, e hanno collaborato con il movimento sionista. Adesso  esiste  un libro in tedesco scritto da un professore di studi sull’Olocausto dell’Università del Vermunt  Francio Nicosia, che tratta del nazismo e del sionismo, del rapporto tra loro; è un libro molto erudito che nessuno può accusare o sospettare di alcun  tipo di pregiudizio. Quando si legge, però, si rimane realmente costernati e sorpresi dalla portata di questa collaborazione, di cui le gente sa poco. L’unica organizzazione politica non nazista che restava in Germania dopo che i nazisti avevano preso il potere, era il movimento sionista. era tollerato, accettato, per la collaborazione nel mandare là la gente. Spesso cito la mia esperienza personale: quando ho cominciato a rendermi conto di questi argomenti e problemi. Era il 1967 e in quel periodo andava  a scuola a Beirut, la capitale del Libano, il paese da cu provengo. Ricordo che quell’anno ho avuto una discussione con un mio compagno di scuola francese. Frequentavo il  ginnasio francese, come quelli che sono qui  [in Germania, n.d.t.] e questo compagno francese difendeva Israele per la guerra del 1967 e abbiamo avuto una discussione accesa. E l’argomento che mi forniva per spiegare il motivo per cui era un sostenitore di Israele, è una cosa che non ho mai dimenticato. Ha detto:”sai, non voglio, in nessun momento della mia vita, lavorare per un principale ebreo. Voglio che gli ebrei vadano a Israele. Ecco perché appoggio Israele.” Potete quindi vedere che c’è una forma di appoggio al sionismo che è anti-semitica. la gente vuole liberarsi degli Ebrei, vogliono che se ne vadano dall’ Europa e dagli Stati Uniti e dicono: “Bene, lasciate che vadano a Israele”. Il fatto che una delle principali forze della lobby filo-israeliana negli Stati Uniti sono i cosiddetti Sionisti-Cristiani. Fondamentalmente la loro ideologia è anti-semitica: verrà il momento dell’estasi e tutti questi ebrei abbandoneranno il giudaismo e diventeranno cristiani. Questo è il genere di ideologia che hanno. e, tuttavia, sono i  più devoti  sostenitori di Israele.
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo 
www.znetitaly.org
Fonte: http://www.zcommunications.org/eichmann-adenauer-christian-zionists-the-logic-of-anti-semitic-support-for-the-state-of-israel-by-gilbert-achcar
Originale: Kontext
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2012  ZNET Italy – Licenza Creative Commo

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