Roma: picchiati perché entrano nel quartiere ebraico

Elisa Bellardi
Botte, insulti e minacce di morte. «Potete fare casino per tutta Roma, ma se entrate qui dentro siete morti. Questo non si chiama ghetto da 500 anni, è il quartiere ebraico». Cinque ragazzi vittime di violenza, di cui uno pestato a sangue, dopo essere entrati nel quartiere ebraico di Roma. Ancora un grave episodio ai danni degli attivisti che hanno manifestato contro l'austerity il 14 novembre, ma questa volta gli autori potrebbero non essere poliziotti bensì membri della Led (Lega Ebraica di Difesa). Ovvero la cellula italiana dell' americana Jewish Defense League, inserita nel 2001 nell'elenco delle organizzazioni terroristiche compilato dall'Fbi.
Ma andiamo con ordine. Come riporta il sito del "Fatto quotidiano", sono le 16 di mercoledì 14 novembre e nella Capitale si è appena conclusa una manifestazione che ha visto numerosi scontri. Tre ragazze e due ragazzi, di cui quattro sono attivisti del Teatro Valle Occupato e uno del Cinema Palazzo, stanno tornando a casa passando, appunto, dalle strette vie del ghetto ebraico. Una di loro è un'attrice trentenne, gli altri sono tutti molto giovani. «Non avevamo né zaini, né caschi, né niente – raccontano – Stavamo solo camminando». Ma arrivati in piazza delle Cinque Scole arriva la brutta sorpresa: lo sguardo niente affatto rassicurante di due uomini che, subito dopo, iniziano a seguirli. Davide, uno dei ragazzi, insospettito, accende la telecamera con cui poche ore prima aveva filmato gli scontri. Ilenia, 30 anni, all'inizio non vede il pericolo: «Abbiamo pensato che fossero due agenti in borghese e,dopo tutto quello a cui avevamo assistito in corteo, volevamo tutelarci registrando un eventualeabuso di polizia». Ma il momento di ottimismo dura poco, perché i due si accorgono di essere filmati e la cosa non va giù. «Uno dei due ci è venuto addosso insultandoci e subito dopo si è scagliato addosso al ragazzo con la macchina da presa».
Da lì accade tutto in fretta. Davide viene immobilizzato sul cofano di una macchina parcheggiata e preso a pugni senza pietà. Intanto sul posto arrivano altri uomini che si presentano come poliziotti, ma non tirano fuori nessun tesserino di riconoscimento e, al posto di aiutare Davide, minacciano gli altri ragazzi: «Vi arrestiamo, vi portiamo dentro e poi vi ammazziamo. Fuori i documenti». Ma Davide, nonostante sia in pessime condizioni («Mi hanno preso al collo, stavo soffocando», dichiarerà in seguito) riesce a riaccendere un attimo la telecamera. «Mi volevi fotografare? Lo sai che sei un pezzo di merda? Se ti muovi ti ammazzo. Vedi come ti ho preso? Basta che stringo un po' e tu sei morto», si sente. Poi solo più botte e grida di dolore.
Nel frattempo passano i minuti e la piazza si riempie di persone, ma nessuno muove un dito per aiutare i giovani. Anzi, come racconta Valeria, fotografa di scena del Teatro Occupato, «Saranno stati una trentina. Alcuni sembravano agenti in borghese, altri, la maggioranza, gente del quartiere. Ho pensato che la nostra unica colpa fosse di essere passati per quelle strade». Come se fosse la norma, o peggio: come se "ronda di quartiere" che ha come obiettivo degli innocenti con la sola colpa di essersi trovati lì fosse perfettamente accettata dagli abitanti di quelle parti, proprio dove la manifestazione era passata poche ore prima. «Alcuni di loro – racconta Fabio, attivista del Cinema Palazzo– avevano radio simili a quelle in dotazione agli agenti, altri invece kippah e peot» (copricapo e riccioli tradizionali che portano gli ebrei ortodossi, ndr). Poi una ragazza riceve una chiamata da un'amica e urla nel telefono: «Ci stanno arrestando, chiama gli avvocati». Non solo. Un'anziana coppia passa in macchina e la donna si mette a gridare. Così la situazione si tranquillizza, vola ancora qualche pugno, ma il peggio è passato. Gli amici, raccolto Davide in pessime condizioni, riescono a fuggire. Qualche giorno dopo, decidono di sporgere denuncia.
Ora rimane grosso punto interrogativo sull'identità dei picchiatori. Le ipotesi sono diverse: si trattava di poliziotti in borghese, di una sorta di "ronda" organizzata appunto da gente del quartiere in difesa del ghetto ebraico o, e questa è la possibilità più inquietante, della Lega Ebraica di Difesa? Nel caso, non si tratterebbe certo del primo episodio di violenza del gruppo ultra ortodosso, già colpevole di aggressioni ai danni di gruppi ed esponenti dell'area dei centri sociali e della sinistra radicale, perché considerati "filo palestinesi". Intanto, nel video si vedono chiaramente tre protagonisti dell'aggressione.
 Roma: picchiati perché entrano nel quartiere ebraico
  http://www.hakeillah.com/2_12_15.htm

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