LO SPETTRO DI UN’ALTRA “PIOMBO FUSO”




“Lo spettro di un’altra operazione Piombo Fuso si aggira e ci preoccupa, speriamo non succeda quanto avvenne tra la fine del 2008 e il 2009”: alla MISNA che lo raggiunge telefonicamente a Gerusalemme, Christopher Gunness, non nasconde i timori dell’Unrwa, l’organismo dell’Onu che assiste i rifugiati palestinesi, a partire da quelli che ormai da decenni sono stabiliti nella Striscia di Gaza e che ora ammontano ad un milione e 200.000 persone.
“La Striscia di Gaza è sovraffollata e anche per motivi di spazio le strutture militari, obiettivo degli israeliani, sono spesso nelle vicinanze di aree residenziali”dice alla MISNA da Gaza, dove vive e lavora da 10 anni nell’ambito della cooperazione internazionale Meri Calvelli, cooperante dell’Associazione di cooperazione e solidarietà (Acs).
“L’intensità dei bombardamenti – continua Calvelli – è pari a quella dell’Operazione Piombo fuso, sebbene non ci sia stato finora un ingresso di truppe di terra. Certo, rispetto ad allora è cambiato il panorama politico come dimostra la pronta reazione egiziana, ma la gente ha la stessa paura, i negozi sono chiusi, si sta a casa sperando che tutto finisca presto, la città appare quasi spettrale”.
Intanto, mentre gli aerei sorvolano Gaza rilasciando i loro missili, i palestinesi rispondono al fuoco con i razzi: per la prima volta, riferisce la stampa israeliana, i razzi hanno raggiunto alcune zone di Gerusalemme e anche Tel Aviv è stata sfiorata. Il bilancio finora  parla di 24 palestinesi uccisi, tra questi donne e bambini, e di tre vittime israeliane. Il governo israeliano ha intanto mobilitato migliaia di riservisti e, secondo l’agenzia di stampa Maan, sta concentrando truppe e mezzi a ridosso della frontiera con la Striscia di Gaza. Ad avvalorare l’ipotesi di un ingresso delle truppe di terra è anche il quotidiano israeliano Haaretz, secondo cui l’esercito si starebbe muovendo proprio in questa direzione o comunque prevede un’estensione delle operazioni.
[GB]

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