Cosa spera Israele di ottenere attaccando Gaza?





di Rachel Shabi – 15 novembre 2012
Cos’è appena successo a Gaza? Dipende da quale versione volete. Quella israeliana, rapidamente diffusa dai media, è stata di aver “eliminato” il capo militare di Hamas, Ahmed Jabari, e attaccato la struttura degli armamenti di Hamas per fermare la pioggia di razzi che cadono nel sud di Israele. Il gruppo islamista Hamas governa la Striscia di Gaza dal 2006, lo stesso numero degli anni in cui l’area è sotto un assedio paralizzante. La rapida diffusione della notizia da parte israeliana ha anche incluso un videomessaggio dell’esercito che mostra il momento in cui un razzo ha colpito l’auto di Jabari e questo messaggio: “Raccomandiamo che nessun operativo di Hamas, di basso o alto livello, mostri in giro la sua faccia nei prossimi giorni.”
L’”omicidio mirato”, che ha ucciso almeno altre otto persone, tra cui due bambini, e il successivo bombardamento israeliano ha spezzato una tregua traballante che l’Egitto aveva appena mediato. Nelle ultime settimane, Israele ha ucciso civili a Gaza, tra cui tre bambini, e ferito dozzine di altri, mentre soldati e civili israeliani sono stati feriti in attacchi da Gaza. Israele ritiene Hamas responsabile di tali attacchi, anche se la maggior parte di essi viene da gruppi combattenti che Hamas lotta per controllare. Ora, il movimento islamista ha affermato che Israele ha “aperto le porte dell’inferno” e sta vendicandosi con un’ondata di razzi; sono riferiti tre morti tra i civili israeliani, mentre i residenti nel sud sono stati sollecitati a restare in casa. Le cose potrebbero peggiorare e causare altri morti.
I paralleli con il mortale attacco di Israele contro Gaza alla fine del 2008 sono chiari. Allora circa 1.400 abitanti di Gaza, per lo più civili, furono uccisi in un’offensiva sanguinaria di ventidue giorni lanciata da Israele subito dopo il giuramento di Obama da presidente e appena prima delle elezioni israeliane. Ieri Zehava Galon, presidente del partito israeliano di sinistra Meretz, ha descritto il governo israeliano come “una banda di piromani che vuole causare la guerra alla vigilia delle elezioni.” Il giudizio è che il primo ministro Benyamin Netanyahu e il suo ministro della difesa Ehud Barak stanno esibendo un po’ di quella dirigenza forzuta che gli israeliani sembrano amare quando si recano alle urne. La guerra, naturalmente, cancella ogni altro problema – come il crescente scontento sociale – dall’agenda della campagna per le elezioni che avranno luogo a fine gennaio 2013. Ora i politici israeliani di tutti i principali partiti appoggiano gli attacchi di Netanyahu contro Gaza; fare diversamente, mentre rullano i tamburi della guerra, corrisponderebbe a tradimento e a un disastro elettorale. Quando la radio dell’esercito israeliano ha citato l’affermazione del Meretz a proposito dei piromani, il presentatore ha aggiunto che era difficile credere che ebrei israeliani affermassero cose simili. 

Così gli abitanti di Gaza sono di nuovo intrappolati in una striscia sigillata e terrorizzati dai pesanti bombardamenti degli attacchi aerei e degli elicotteri, mentre Israele ha affermato che le truppe di terra sono anch’esse in preallarme. Sono riferiti tredici palestinesi morti.
Ma questa volta l’assalto è più rischioso per Israele, considerati gli spettacolari cambiamenti in Medio Oriente. Israele non ha più il tacito appoggio di un obbediente presidente Mubarak in Egitto, né ha la Turchia come alleata. La Fratellanza Mussulmana in Egitto è come una nave ammiraglia per Hamas; ha affermato che l’Egitto “non permetterà che i palestinesi siano sottoposti all’aggressione israeliana, come in passato.” L’Egitto ha richiamato il suo ambasciatore in Israele, mentre anche all’inviato israeliano al Cairo è stato detto di preparare le valige.
Israele afferma che questa volta l’obiettivo non consiste nel cancellare Hamas (l’obiettivo del 2008) ma per riaffermare la capacità israeliana di “deterrenza” o, in altri termini più stomachevoli, la capacità di attaccare fino a quando non riterrà che la lezione sia stata appresa.
Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org
Fonte: http://www.zcommunications.org/what-does-israel-hope-to-achieve-by-striking-gaza-by-rachel-shabi
Originale: New Statesman
traduzione di Giuseppe Volpe 

Commenti

Post popolari in questo blog

Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

Amira Hass : The fate of a Palestinian investor who called for Abbas' resignation