Amira Hass : La reputazione di Hamas
Nell’operazione Piombo fuso del
2008-2009 l’esercito israeliano prese di mira fin dal primo giorno dei
luoghi affollati, come i commissariati di polizia vicino alle scuole.
Questa volta, invece, i militari stanno chiaramente cercando di evitare
che il numero delle vittime palestinesi civili diventi troppo alto.
Questa considerazione di certo non
consola le famiglie delle persone che sono morte e che sono rimaste
ferite finora. Né allontana la paura che il bilancio possa aggravarsi.
Anche se Israele non ha mai voluto ammettere la sua responsabilità per
la morte dei civili durante l’operazione Piombo fuso, ora preferisce
ridurre gli spettacoli cruenti. Queste scene di violenza, che non furono
mostrate dalla tv israeliana a quei tempi, fecero però il giro del
mondo, scatenando proteste senza precedenti.
Se, da una parte, dopo l’operazione
Piombo fuso Israele sembra aver imparato la lezione sul piano militare e
su quello della comunicazione, dall’altra non ha imparato la lezione
politica: è ancora convinto che uccidere i capi politici e militari di
Hamas possa servire a sconfiggere l’organizzazione.
Hamas è un movimento di massa e
un’organizzazione dotata di istituzioni, leggi e disciplina interna.
Diversamente da Al Fatah, non dipende da una figura carismatica o dalla
personalità di un leader forte. La sua azione politica e i suoi
dibattiti interni continuano ad andare avanti, anche se i suoi dirigenti
vengono uccisi da un missile o da una bomba israeliana. Se avessero
voluto, i politici israeliani avrebbero potuto imparare questa lezione
molto tempo fa. Avrebbero anche potuto rendersi conto che attaccare
indiscriminatamente la popolazione palestinese serve solo a renderla più
unita dietro un unico capo, e a mettere a tacere il dissenso.
Gli abitanti di Gaza hanno molte ragioni
per lamentarsi di Hamas, che si merita la sua reputazione di autorità
oppressiva. Ma perfino gli oppositori di Hamas sono convinti che Israele
non sia solo una potenza occupante, ma anche un aggressore. Quando
l’attacco sarà finito, Hamas sarà ancora lì, probabilmente più forte di
prima. Hamas sta facendo di tutto per provare che sa amministrare il suo
territorio meglio di quanto faccia Al Fatah in Cisgiordania e che può
ostacolare l’occupazione israeliana (un concetto vago, che a volte si
riferisce all’intero paese e a volte ai territori occupati nel 1967).
Per raggiungere questo obiettivo Hamas
non si è preoccupato di trasformare la Striscia di Gaza in un
pseudostato, aggravando la distanza politica e sociale con la
Cisgiordania. Ma per Hamas i legami con il mondo arabo e musulmano sono
più importanti di un corridoio territoriale che porta a Ramallah.
http://www.internazionale.it/opinioni/amira-hass/2012/11/19/la-reputazione-di-hamas/

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