L'appello di Grossman e Sansal contro gli integralismi : Quando la pace si sogna in due
STRASBURGO - Se falliscono, comunque non avranno fatto peggio dei politici che li hanno preceduti negli ultimi 60 anni. David Grossman, israeliano, e Boualem Sansal, arabo, lanciano un appello per una «Unione mondiale degli scrittori per la pace» in Medio Oriente, innanzitutto tra israeliani e palestinesi.
Gli autori di «A un cerbiatto somiglia il mio amore» (Mondadori) e «Il villaggio del tedesco» (Einaudi) hanno presentato la loro - scandalosa, di questi tempi - iniziativa a Strasburgo, la città della pace ritrovata tra francesi e tedeschi, in occasione del primo «Forum mondiale per la democrazia» organizzato dal Consiglio d'Europa. Sabato scorso, nell'ex caserma Aubette nel cuore della città alsaziana, la presentazione è cominciata con l'esibito imbarazzo di Grossman e Sansal, consci di apparire ingenui nel riprendere l'ormai stanco concetto di pace tra israeliani e palestinesi. «Certo che siamo naïf - ha esordito Grossman -, siamo naïf consapevoli, per scelta. Non so se riuscirò a cambiare il mondo, ma di sicuro il mondo non riuscirà a cambiare me: alla guerra non mi rassegno».
C'è molto da spiegare, evidentemente, e l'iniziativa di Grossman e Sansal - che sperano in uno Stato palestinese accanto allo Stato ebraico - forse non è poi così naïf . Non capita spesso di vedere insieme persone che appartengono a due mondi in decennale conflitto. E se mai i politici riprenderanno a negoziare, gli eventuali accordi non porteranno a niente se i cittadini nel frattempo non avranno almeno cominciato a conoscersi, e accettarsi.
La guerra, combattuta con le armi o con le parole, ha già chiesto un prezzo molto pesante a Grossman e Sansal. Il primo ha perso il figlio Uri pochi giorni prima che finisse il conflitto del Libano; il secondo, in Algeria, è trattato da traditore.
L'appello di Strasburgo inizia ricordando il miracolo della riconciliazione tra Francia e Germania, «una pace che però ha dimenticato il resto del mondo». Giovedì Grossman e Sansal renderanno noto l'elenco degli scrittori che hanno aderito, fra i quali c'è già Claudio Magris, tra i primi a essere contattati settimane fa. «Ho aderito senza esitazione, solo esprimendo la speranza che tutti, non solo gli scrittori, si sentano coinvolti», dice Magris. Ogni due anni l'Unione di Strasburgo individuerà un segretario, un «primus inter pares» che ne guidi le attività, e da subito formerà gruppi di lavoro per ogni area di crisi (dal conflitto israelo-palestinese alla Siria al Mali). L'«Onu degli scrittori», visti i risultati dell'Onu vera, non sfigurerà.
9 ottobre 2012 | 15:45

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