Palestina. Estelle, la “stella” della solidarietà che unisce Gaza all’Europa



Partita dalla Svezia e diretta in Palestina, la nave Estelle della Freedom Flottilla III è arrivata anche in Italia. Da La Spezia a Napoli, passando per Ostia, la “stella” della solidarietà cerca di accorciare le distanze tra l’Europa e la Striscia di Gaza. Obiettivo: sensibilizzare, e rompere l’assedio via mare.




di Cecilia Dalla Negra

“Con Vittorio, per la Palestina libera”. Lo striscione, scritto in rosso, è affisso a poppa. Il porto è quello di La Spezia, la nave si chiama Estelle.
È lei la protagonista della Freedom Flottilla III – Ship to Gaza, una nuova missione internazionale lanciata per tentare, ancora una volta, di rompere l’assedio della popolazione palestinese nella striscia di Gaza.
Per gli attivisti coinvolti è il viaggio più lungo, la missione più grande. Sono quasi 5mila le miglia nautiche che separano la città svedese di Umea, da cui Estelle è salpata, dal porto di Gaza City.
Già idealmente unite, nella determinazione pacifica dell’equipaggio e dei tanti che lo sostengono, in un filo rosso che unisce il nord Europa alla Palestina; gli attivisti uccisi della Mavi Marmara a Vittorio Arrigoni, e a tutti coloro che continuano a lottare.
Dror Feiler, il capitano svedese che guida l’imbarcazione - ex paracadutista dell’esercito israeliano, obiettore sin dagli anni Settanta -  parla di un veliero che “sembra uscito dalle fiabe”; così come sognatori – ma non per questo meno determinati – sono i suoi passeggeri.
Che, disarmati e pacifici, sono diretti a Gaza per infrangere simbolicamente l’assedio che la uccide lentamente.
Partita alla fine di maggio dalla Svezia, la “stella” della solidarietà internazionale ha già toccato i porti di Norvegia, Francia e Spagna, per arrivare a La Spezia lo scorso 26 settembre.
Qui, come altrove, la nave è stata accolta da numerosi attivisti che, insieme all’equipaggio, hanno organizzato 4 giorni di iniziative per raccontare alla popolazione la situazione in cui versa Gaza.
Uno degli scopi della missione è infatti quello di sensibilizzare istituzioni, società civile e organismi economici, affinché si attivino per fermare l’occupazione israeliana. Proprio come avvenne, in un altro tempo e con altri cuori, per il regime di apartheid Sudafricano.
Allora la società civile, e in seguito anche i governi, aprirono gli occhi e attivarono le sanzioni economiche necessarie a fermare i soprusi. Una determinazione che, per la Palestina occupata e assediata, sembra ancora lontana da venire.
Ecco allora che il passaggio di Estelle per i porti del mondo, dal Baltico all’Atlantico passando per il Mediterraneo, si fa occasione per iniziative, spettacoli e manifestazioni, in un grande tour che vuole raccontare al mondo la Palestina, la sua occupazione, il suo assedio. Ricordando chi, per un ideale di giustizia, ha perso la vita. 
Se alla partenza di Estelle in Svezia si è ricordato il sacrificio dei 9 attivisti turchi della Mavi Marmara, uccisi dall’esercito israeliano nel 2010 durante la prima Flottilla, sulle coste italiane non poteva mancare l’omaggio a Vittorio Arrigoni, l’attivista italiano morto a Gaza nell’aprile del 2011, i cui assassini sono stati di recente condannati dal tribunale militare di Hamas.
“Semmai, voglio essere ricordato per i miei sogni”, diceva Arrigoni. E così è stato, a bordo di una nave che tenterà di raggiungere Gaza proprio come lui l’aveva raggiunta: via mare.
Quel mare che, in sei anni di assedio, è mutato da fonte di vita in luogo di morte per i suoi pescatori. Il 28 settembre, mentre Estelle sostava nel porto di La Spezia, moriva Fahmy Abu Ryad, 23 anni, colpito a morte dall’esercito israeliano perché pescava nelle acque a nord di Gaza, fuori dai limiti imposti.
“Soffiare insieme sulle vele di Estelle” allora è l’appello che arriva da Ship to Gaza, l’organizzazione indipendente e no-profit che ha ideato la missione, sostenuta in Italia anche dal Coordinamento Freedom Flottilla.
Che invita a donare per coprire le spese di una spedizione che ha un costo di 110 euro per ogni miglio nautico da percorrere. A chi vorrà contribuire, fanno sapere dall’organizzazione, sarà rilasciato un certificato di solidarietà.
E cresce intanto l’elenco delle personalità che hanno dichiarato di sostenere la missione di Estelle: da Vauro ad Ascanio Celestini (a bordo della nave), cui si sono aggiunti, tra gli altri, Moni Ovadia, il premio Nobel Mairead Maguire, lo scrittore israeliano Ilan Pappè, il cantante Manu Chao. 
La prossima tappa di Estelle è prevista per il 3 ottobre, quando attraccherà a largo di Ostia. Una parte dell’equipaggio (tra cui Feiler, Vauro, Celestini e Miriam Marino della Rete ECO-Ebrei contro l’Occupazione) sbarcherà sulla spiaggia per partecipare all’iniziativa pomeridiana organizzata da Ostia per la Palestina al Teatro del Lido.
Estelle quindi ripartirà diretta a Napoli, dove è in programma per il 6 ottobre una manifestazione nazionale che ne saluterà la partenza alla volta di Gaza.
Intanto, il ministero degli Esteri israeliano ha fatto sapere di essere in contatto con i governi dei passeggeri: “La politica israeliana non è cambiata (rispetto al 2010, anno dell’attacco alla Mavi Marmara, ndr), e la nave non sarà autorizzata a raggiungere Gaza”, fa sapere in un comunicato.
Ma non sarà questo, ne’ i controlli burocratici cui è costretta, a fermare la “stella” del mare che vuole unire l’Europa alla Palestina. E che, solo salpando, ci è già riuscita.
Per seguire la nave Estelle in tempo reale www.freedomflotilla.it. Su Twitter @freedomFlotITA 

1 ottobre 2012

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