Duro scontro politico in Libano per drone Hezbollah su Israele
Duri scambi di accuse in Libano per la vicenda del drone inviato una decina di giorni fa dal movimento sciita Hezbollah su Israele, sullo sfondo della guerra civile siriana che continua ad avere un impatto fortissimo nella politica interna del Paese dei cedri.
Gli ex premier Saad Hariri e Fuad Siniora, entrambi esponenti di primo piano del fronte filo-occidentale «14 marzo», accusano Hezbollah di aver agito per gli interessi di un altro paese (Iran) e di aver esposto il Libano a rischio di un attacco da parte di Israele.
Siniora in modo particolare ha criticato il segretario generale di Hezbollah, Hasan Nasrallah, per aver deciso l'invio del drone senza consultare il governo e le forze armate libanesi. Hariri ha colto l'occasione per criticare un presunto maggior coinvolgimento di Hezbollah nella guerra civile siriana, a sostegno del regime di Bashar Assad.
Pronta la risposta del movimento sciita. Naim Qassem, numero due di Hezbollah, ha replicato che Hariri e il suo partito, Futuro, continuano a inviare soldi e combattenti in appoggio ai ribelli armati. «Smettila di finanziare e armare l'opposizione siriana e di dare appoggio a gruppi armati provenienti dalla Turchia», ha detto Qassem rivolgendosi ad Hariri. Nena News

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