Anna Foa, storica : Domani è il 16 ottobre, la data che per gli ebrei romani e italiani, e per tutti gli italiani più rappresenta l’immagine della Shoah in Italia.
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Domani è il 16 ottobre, la data che per gli ebrei romani e italiani, e per tutti gli italiani più rappresenta l’immagine della Shoah in Italia. Domani saranno consegnati alla Comunità Ebraica di Roma i documenti ritrovati nell’archivio di Bad Arolsen che riguardano i trecentocinquanta bambini ebrei deportati da Roma fra il 16 ottobre 1943 e il giugno 1944. Quei bambini non hanno potuto raccontare né testimoniare, perché sono finiti subito nelle camere a gas, perché nessuno di loro è tornato. Quei bambini hanno avuto il destino che Hitler voleva riservare a tutti gli ebrei, scomparire senza lasciare traccia. Sono i non testimoni. Quelli sommersi nel primo istante. E quante generazioni perdute, da quei bambini assassinati prima di vivere, quanti figli e nipoti che non sono nati dopo di loro a percorrere la loro vita, crescere, imparare, amare, soffrire e gioire come tutti. Quei documenti non potranno dirci, come per altri, adulti, sopravvissuti al campo, come essi hanno compreso e vissuto il loro percorso di morte. Ma ci potranno raccontare chi erano, ricordarci il loro nome, sapere degli sforzi per ritrovarli fatti dai loro cari dopo la Liberazione, dare insomma anche un volto ai loro nomi.Anna Foa, storica2 Allo Yad Vashem i nomi italiani della ShoahIn concomitanza con il 69esimo anniversario del rastrellamento nazifascista al Portico d’Ottavia, data tra le più simboliche delle persecuzioni antiebraiche in Italia, la Fondazione CDEC-Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea consegnerà al Memoriale dello Yad Vashem, a Gerusalemme, la lista con i nomi delle vittime italiane della Shoah affinché questi nomi, quasi 7mila unità – 918 i sopravvissuti, siano inseriti nel Central Data Base of the Shoah Victims. La consegna avverrà domani alle 16.30 nel corso di una cerimonia che vedrà la partecipazione tra gli altri dell’ex rabbino capo di Israele Meir Lau, sopravvissuto ad appena 8 anni all’inferno di Buchenwald, dell’ambasciatore Francesco Talò e di numerose autorità locali. In rappresentanza del CDEC il presidente Giorgio Sacerdoti e la storica Liliana Picciotto, entrambi consiglieri dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Si tratta, come è stato evidenziato, del momento culminante di lunghi anni di ricerche finalizzate a catalogare nomi, date di nascita, dati anagrafici, luoghi e date degli arresti, date della deportazione e destinazioni finali dei prigionieri. Un lavoro monumentale, anticipato dalla pubblicazione de Il libro della memoria (ed. Mursia) e dall’apertura del sito web www.nomidellashoah.it, concluso il quale la dottoressa Picciotto e il CDEC consegnano alle nuove generazioni un patrimonio di volti e di storie da non dimenticare. Al termine della cerimonia allo Yad Vashem, nella sede della Hevrat Yehudè Italia, si terrà la presentazione del volume, sempre di Liliana Picciotto, L’alba ci colse come un tradimento. Gli ebrei nel campo di Fossoli 1943-1944 (Mondadori). Introdurrà l’ospite Cecilia Nizza, responsabile alla cultura della Hevrà.
Allo Yad Vashem i nomi italiani della Shoah
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