Amira HASS : Il garage dei miracoli
La mia macchina ha un antifurto che funziona digitando un codice. I pulsanti della tastiera sono ormai consumati e mi capita spesso di restare bloccata. La persona su cui posso contare in questi momenti è Maher, un elettricista di El Bireh che mi ha già salvata varie volte.
Il problema sono i pulsanti di plastica, ho spiegato a Maher mentre guidava la mia auto da un garage all’altro per sottoporre il guasto agli esperti. Il primo ha detto che dovevo cambiare l’intero dispositivo (compreso il chip del computer e un cavo), ma che ci sarebbero voluti giorni. Altri meccanici non volevano occuparsi di un apparecchio che non conoscevano. Ma Maher non si è dato per vinto. Abbiamo raggiunto un piccolo garage seminascosto fatto di lamiera, legno e toppe di ferro.
C’erano pezzi di automobili di tutte le forme e dimensioni, e alcuni uomini stavano smontando una macchina con targa israeliana. Maher mi ha spiegato che erano tutte auto rubate e si è scusato con me. Poi si è consultato con i meccanici, che gli hanno indicato una pila di cruscotti. Ha preso il primo e tombola! Era uguale al mio. In cinque minuti me l’hanno montato. Inutile dire che né Maher né i meccanici hanno voluto essere pagati.Maher è un simpatizzante di Hamas. È molto critico verso l’Autorità Palestinese e mi confida alcuni segreti sulla resistenza (non armata) all’occupazione. Sono tornata a casa con la macchina aggiustata e con la piacevole sensazione di avere la sua fiducia.
Traduzione di Andrea Sparacino
Internazionale, numero 967, 21 settembre 2012

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