Il Mondo ebraico ricorda il Cardinale Martini
Martini
Della morte del cardinal Martini mi colpisce la commozione di cattolici ed ebrei, musulmani e non credenti, il fatto che ognuno vi viva una perdita probabilmente diversa da quella degli altri ma percepita con simile smarrimento. E ricordo quanto mi diceva mio padre, Vittorio Foa, raccontando di essere andato a piazza San Pietro all’annuncio della morte di Giovanni XXIII e di essersi ritrovato, senza accorgersene, lui ebreo, in ginocchio sul sagrato insieme agli altri. Che ci siano perdite che annullano, sia pur per un attimo, le differenze? Mi piacerebbe pensarlo.
Anna Foa, storica
“Il cardinal Martini, amico e uomo di dialogo”
Il mondo ebraico italiano saluta il cardinale Carlo Maria Martini. A rendere omaggio al cardinale scomparso sono stati il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, il presidente dell’Assemblea dei rabbini d’Italia rav Elia Richetti, la Comunità ebraica di Milano, il rabbino capo emerito di Milano rav Giuseppe Laras.
Il presidente UCEI Renzo Gattegna ha dichiarato:
È con profondo dolore e cordoglio che gli ebrei italiani apprendono la notizia della scomparsa dell’arcivescovo emerito di Milano Carlo Maria Martini. Uomo di cultura, fine esegeta biblico, grande protagonista del dialogo interreligioso, il cardinal Martini ha scritto alcune pagine memorabili di incontro tra i popoli prodigandosi in particolare per avvicinare nel solco dei molti valori comuni ebrei e cristiani. Un impegno straordinario per intensità ed efficacia, di cui troviamo traccia in numerosi suoi studi e significativamente ribadito con la decisione di trasferirsi a Gerusalemme una volta concluso il lungo mandato milanese, che ha portato indiscutibili benefici a tutta la società italiana contribuendo ad aprire una nuova era di pace e di fratellanza di cui tutti oggi possono godere. Il cardinal Martini è stato un amico, una guida, un punto di riferimento. Che il suo ricordo sia di benedizione.
È con profondo dolore e cordoglio che gli ebrei italiani apprendono la notizia della scomparsa dell’arcivescovo emerito di Milano Carlo Maria Martini. Uomo di cultura, fine esegeta biblico, grande protagonista del dialogo interreligioso, il cardinal Martini ha scritto alcune pagine memorabili di incontro tra i popoli prodigandosi in particolare per avvicinare nel solco dei molti valori comuni ebrei e cristiani. Un impegno straordinario per intensità ed efficacia, di cui troviamo traccia in numerosi suoi studi e significativamente ribadito con la decisione di trasferirsi a Gerusalemme una volta concluso il lungo mandato milanese, che ha portato indiscutibili benefici a tutta la società italiana contribuendo ad aprire una nuova era di pace e di fratellanza di cui tutti oggi possono godere. Il cardinal Martini è stato un amico, una guida, un punto di riferimento. Che il suo ricordo sia di benedizione.
ll presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia rav Elia Richetti ha dichiarato:
L’Assemblea dei Rabbini d’Italia porge un deferente omaggio alla fulgida figura del Cardinale Carlo Maria Martini, appena scomparso, ricordandone l’esemplare, convinto impegno nel dialogo con tutti i credenti e i non credenti, l’amore per una conoscenza e uno studio senza barriere. Che il suo esempio possa essere faro e stimolo verso la pace tra tutte le creature dell’unico Dio.
L’Assemblea dei Rabbini d’Italia porge un deferente omaggio alla fulgida figura del Cardinale Carlo Maria Martini, appena scomparso, ricordandone l’esemplare, convinto impegno nel dialogo con tutti i credenti e i non credenti, l’amore per una conoscenza e uno studio senza barriere. Che il suo esempio possa essere faro e stimolo verso la pace tra tutte le creature dell’unico Dio.
La Comunità Ebraica di Milano esprime cordoglio ed enorme dispiacere per la scomparsa di Sua Eminenza il Cardinale Carlo Maria Martini, Arcivescovo Emerito di Milano. Walker Meghnagi e Daniele Nahum, rispettivamente Presidente e responsabile Rapporti Istituzionali della Comunità Ebraica di Milano, hanno dichiarato “La morte del Cardinal Martini è per tutti gli ebrei di Milano un momento di grande tristezza e di smarrimento. Per noi era un punto di riferimento importante e un amico su cui contare. Fu protagonista del dialogo interreligioso nella nostra città e uomo di pace in Medio Oriente. Proponiamo al Comune di Milano affinché dedichi i Giardini della Guastalla , di fronte alla Sinagoga Maggiore di Milano, a quest’uomo nobile, carissimo a noi e alla Città tutta”.
Proponiamo, in memoria del Cardinale, questo luogo altamente simbolico dato che racchiuso tra la Sinagoga (espressione del dialogo ebraico-cristiano), l’Università Statale (cattedra dei non credenti) e la Chiesa Valdese (espressione del dialogo interconfessionale).
Proponiamo, in memoria del Cardinale, questo luogo altamente simbolico dato che racchiuso tra la Sinagoga (espressione del dialogo ebraico-cristiano), l’Università Statale (cattedra dei non credenti) e la Chiesa Valdese (espressione del dialogo interconfessionale).
Il rabbino capo emerito di Milano rav Giuseppe Laras ha dichiarato:
La morte di S.E. il Cardinale Carlo Maria Martini mi provoca grande dolore e tristezza.
La sua scomparsa, anche se da tempo preannunziata, mi fa riemergere nella memoria la sua presenza così preziosa, discreta, importante e attiva sia per la cultura che per la vita spirituale.
In particolare la sua figura è legata e sarà ricordata per il contributo fondamentale e imprescindibile da lui coraggiosamente e senza riserve sempre profuso per il dialogo ebraico-cristiano.
Se tale dialogo nel mondo è potuto esistere, svilupparsi e coinvolgere persone, nonostante le molte difficoltà, lo si deve soprattutto a lui, alla sua determinazione, alla sua forza morale e alla sua fede.
La sua scomparsa sarà avvertita dolorosamente e a lungo da tutti coloro che in lui hanno trovato un interlocutore attento e paterno e un riferimento umano e morale.
Per chi, come me, lo ha bene conosciuto e con cui ha lungamente collaborato nell’ambito del dialogo tra ebrei e cristiani, condividendo amicizia, passioni, sforzi, incontri, momenti e speranze è oggi un giorno difficile.
Sia ricordato il suo nome in benedizione!
La morte di S.E. il Cardinale Carlo Maria Martini mi provoca grande dolore e tristezza.
La sua scomparsa, anche se da tempo preannunziata, mi fa riemergere nella memoria la sua presenza così preziosa, discreta, importante e attiva sia per la cultura che per la vita spirituale.
In particolare la sua figura è legata e sarà ricordata per il contributo fondamentale e imprescindibile da lui coraggiosamente e senza riserve sempre profuso per il dialogo ebraico-cristiano.
Se tale dialogo nel mondo è potuto esistere, svilupparsi e coinvolgere persone, nonostante le molte difficoltà, lo si deve soprattutto a lui, alla sua determinazione, alla sua forza morale e alla sua fede.
La sua scomparsa sarà avvertita dolorosamente e a lungo da tutti coloro che in lui hanno trovato un interlocutore attento e paterno e un riferimento umano e morale.
Per chi, come me, lo ha bene conosciuto e con cui ha lungamente collaborato nell’ambito del dialogo tra ebrei e cristiani, condividendo amicizia, passioni, sforzi, incontri, momenti e speranze è oggi un giorno difficile.
Sia ricordato il suo nome in benedizione!
Un ricordo da Gerusalemme
Il Cardinale Carlo Maria Martini, grande figura del dialogo, ha a lungo vissuto e studiato a Gerusalemme. Ricordo che un Shabbat qualche anno fa venne al Tempio Italiano di Via Hillel 27. Era vestito modestamente di grigio e si sedette all’ultimo banco della sinagoga. Come membro del comitato, mi avvicinai a lui e gli dissi: Eccellenza, venga per favore a sedersi in uno dei banchi anteriori dove di solito si mettono gli ospiti di riguardo. Il Cardinale gentilmente rifiutò e continuò a seguire la preghiera con davanti a sè il libro aperto in ebraico. Alla fine si ritirò discretamente.
Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme
Qui Milano – I Salmi per il cardinal Martini uniscono la città
Fra i Salmi letti per il cardinale Carlo Maria Martini, rav Giuseppe Laras, rabbino capo emerito di Milano, ha scelto questo verso per raccontare l’uomo con cui per trent’anni ha intrecciato un intenso dialogo teologico, ma soprattutto umano. A recitare i brani accanto a lui, nel cortile del palazzo arcivescovile, c’erano il rabbino capo di Milano Alfonso Arbib, il presidente dell’Assemblea dei rabbini d’Italia Elia Richetti, il rav David Sciunnach. Attorno a loro, sotto un manto di nuvole gravide di pioggia, la città di Milano. Perché all’invito della Comunità ebraica di riunirsi per recitare Salmi per il cardinale, hanno risposto in tanti. Presenti numerosi leader ebraici (tra cui Roberto Jarach, vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), ebrei milanesi, rappresentanti delle autorità, locali e non solo, esponenti della comunità islamica, e del mondo cattolico, tra cui monsignor Mario Delpini, vicario generale dell’arcidiocesi di Milano. “Ringrazio sentitamente la Comunità ebraica per questa occasione – le parole del vescovo – Oggi ci siamo riuniti in preghiera per il cardinal Martini, domani speriamo di riunirci nuovamente per portare avanti la sua eredità”.
Attenta e commossa durante la lettura dei Salmi anche la sorella del cardinale, Maris Martini “In questo momento la nostra famiglia vuole ricordare mio fratello attraverso il silenzio. Tuttavia ci tengo a condividere un episodio. La prima volta che mi recai in Israele con lui, una notte andammo insieme a visitare i cimiteri ebraici intorno a Tiberiade. Cercammo le tombe dei grandi Maestri. Ricordo molto bene il cappellino che indossava mio fratello e l’atmosfera di pace e di profondità. Un’atmosfera unica”.
Rossella Tercatin – twitter @rtercatinmoked

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