Lo strano imbroglio hollywoodiano che diffonde il caos in Medio Oriente di Max Blumenthal

Lo strano imbroglio hollywoodiano che diffonde il caos in Medio Oriente
Redazione 14 settembre 2012 1

di Max Blumenthal – 14 settembre 2012
E’ stata la provocatoria anteprima di un film anti-islamico apparsa spontaneamente su YouTube a innescare l’attacco che ha portato alla morte di quattro diplomatici statunitensi, compreso l’ambasciatore statunitense in Libia Christopher Stevens?  I dirigenti statunitensi hanno suggerito che l’assalto sia stato pianificato in anticipo, presumibilmente da uno dei gruppi jihadisti emersi dopo il rovesciamento, guidato dalla NATO, del regime di Gheddafi. Così, anche se la scena mortale di Bengasi può non essere stata la conseguenza diretta della reazione rabbiosa al video islamofobo, la violenza ha contribuito a realizzare le idee apocalittiche dei sostenitori del film.
Prodotta e pubblicizzata da una strana accozzaglia di cristiani evangelicali di destra e di copti egiziani in esilio, l’anteprima è stata creata con l’intenzione sia di destabilizzare l’Egitto post-Mubarak sia di intorbidire le elezioni presidenziali statunitensi. Come ha affermato un consulente del film di nome Steve Klein: “Ci siamo lanciati in questa cosa sapendo che probabilmente sarebbe successo questo.”
Il primo articolo della Associated Press sull’anteprima – una produzione amatoriale, praticamente inguardabile intitolata ‘L’innocenza dei mussulmani’ – identificava un personaggio misterioso, “Sam Bacile”, come suo produttore. Bacile aveva dichiarato all’Associated Press di essere un sviluppatore immobiliare israelo-statunitense che viveva in California. Aveva detto di aver raccolto 5 milioni di dollari per la produzione del film da “100 donatori ebrei”, un’affermazione insolita echeggiante fantasie in stile ‘Protocolli degli Anziani di Sion”.  Sfortunatamente la vasta storia dei finanziamenti e della pubblicità israeliane e ultra sioniste della propaganda islamofoba negli Stati Uniti ha assicurato alla notevole affermazione di Bacile un’aura di credibilità.
Chi è Bacile? Il governo israeliano non è stato in grado di confermarne la cittadinanza e per un giorno intero nessun giornalista è riuscito a stabilire se esistesse o no. Dopo essere stata beffata da Bacile, l’Associated Press ha rintracciato il suo indirizzo nell’abitazione di Nakoula Basseley Nakoula, un separatista copto militante e pregiudicato condannato per frode mediante assegni. Il 13 settembre funzionari di polizia hanno confermato che “Sam Bacile” era uno dei falsi nomi usati da Nakoula per portare avanti le sue varie truffe, che apparentemente includono la produzione de “L’innocenza dei mussulmani”.
Secondo un attore del film il cast, interamente costituito da volontari, era stato indotto a credere di recitare in un’innocua epopea biblica a proposito di “come andavano le cose 2.000 anni fa”.  Il copione era intitolato ‘Guerriero del deserto’ e il contenuto non citava in alcun modo Maometto; il suo nome era stato doppiato nel film nel corso della post-produzione. Sul set un egiziano dai capelli grigi che si faceva chiamare soltanto “Sam” (Nakoula) chiacchierava a vuoto in arabo con un gruppo di amici dandosi arie da regista. Un avviso di ricerca di attori per il “Guerriero del deserto” indicava che il vero regista del film era “Alan Roberts”.  Anche questo poteva essere uno pseudonimo, anche se esiste un personaggio veterano di Hollywood dallo stesso nome, responsabile di capolavori quali “L’allegra puttana va a Hollywood” e “Il sexperto”.
Prima che Nakoula fosse smascherato, la sola persona a proclamare un qualche ruolo nel film è stata Klein, un venditore di assicurazione e veterano del Vietnam abitante a Hemet, California, che è emerso dallo stesso movimento islamofobo che ha prodotto l’assassino di massa norvegese Anders Behring Breivik. Posando da “anti-jihadisti” i crociati anti-mussulmani come Klein hanno preso l’imbeccata da propagandisti di vertice come Pamela Geller, la blogger che una volta ha suggerito che Barack Obama era figlio naturale di Malcom X e Robert Spencer, uno pseudo esperto accademico della radicalizzazione mussulmana che ha proclamato che l’Islam  non è altro che “una dottrina e una tradizione sviluppate per la guerra ai miscredenti.” Sia la Geller sia Spencer sono stati qualificati come dirigenti di gruppi di odio dal Southern Poverty Law Center [Centro legale meridionale contro la povertà].
Klein è un commentatore entusiasta del sito web della Geller, Atlas Shrugged [La rivolta di Atlante], nel quale ha recentemente protestato contro il “sostegno [di Mitt Romney] a uno stato mussulmano nel cuore di Israele”. Nel luglio del 2011 il sito web di Spencer, Jihad Watch [Osservatorio sulla jihad], ha promosso una manifestazione organizzata da Klein per sollecitare il licenziamento dello sceriffo della Contea di Los Angeles, Lee Baca, che egli dipingeva come un sempliciotto al servizio della Fratellanza Mussulmana.
Nella sua pagina personale su Facebook, Altar or Abolish, Klein ossessiona circa la Fratellanza Mussulmana, descrivendo l’organizzazione come “una rete globale di mussulmani all’attacco per convertire all’Islam i sei miliardi di abitanti del mondo o ucciderli.” Klein sollecita una reazione violenta alla minaccia percepita dell’Islam contro gli Stati Uniti, pubblicando sul suo sito web l’immagine di una famiglia media statunitense con una finta torretta di carro armato sul tetto dell’automobile. “Potete dirci dove sta la moschea più vicina?” dice la didascalia aggiunta da Klein alla fotografia.
Nel 2011, durante la sua campagna per allontanare lo sceriffo Baca, Klein ha formato un’alleanza con Joseph Nasrallah, un giornalista radiofonico copto estremista che condivideva le sue paure e il suo risentimento nei confronti della Fratellanza Mussulmana. Nasrallah è spuntato dal nulla l’11 settembre 2010 in una manifestazione turbolenta contro la costruzione di un centro comunitario islamico nel centro di Manhattan, avvertendo poche centinaia di agitati tizi del genere Tea Party che i mussulmani “sono venuti a conquistare il nostro paese allo stesso modo in cui vogliono conquistare gli Stati Uniti.”
Organizzata dalla Geller e da Spencer, la manifestazione era stata accuratamente programmata per coincidere con il picco della campagna per le elezioni di medio termine, in cui molti Repubblicani di destra speravano di far leva sul crescente sentimento anti-mussulmano per incanalarlo al risentimento contro la presidenza di Obama.
Grazie alla sua amicizia con Nasrallah, Klein ha incontrato un altro copto radicale separatista di nome Morris Sadek. Sadek è stato bandito dal rientrare nel suo Egitto dove è diffusamente odiato per le sue ingiuriose esibizioni anti-mussulmane. Nel giorno della manifestazione a Ground Zero, ad esempio, Sadek è stato visto percorrere le strade di Washington D.C., l’11 settembre 2010, con un crocefisso in una mano e una bibbia con la bandiera statunitense nell’altra. “L’Islam è il male!” gridava. “L’Islam è una religione settaria!”
Con un’altra elezione che si sta approssimando negli Stati Uniti e con il governo egiziano improvvisamente sotto il controllo della Fratellanza Mussulmana, Klein e Sadek si sono uniti a Nakoula per preparare quella che sarebbe stata la loro maggiore trovata propagandistica sino a oggi: ‘L’innocenza dei mussulmani.’ Non appena il video è apparso su YouTube, Sadek lo ha pubblicizzato sul suo sito web, trasformando l’oscuro spezzone in fonte virale di indignazione in Medio Oriente. E, come a orologeria, l’11 settembre folle di manifestanti mussulmani hanno preso d’assalto i muri dell’ambasciata statunitense al Cairo, chiedendo riparazione per l’insulto al profeta Maometto. Le dimostrazioni sono rimbalzate in Libia, dove si è verificato l’attacco mortale che può essere stato solo marginalmente collegato al film.
Per Sadek il caos è stato uno sviluppo incoraggiante. Lui e i suoi alleati si erano costantemente opposti alla rivoluzione egiziana, temendo che avrebbe annunciato la Fratellanza Mussulmana come nuova leader del paese. Ora che le loro paure peggiori si sono avverate, gli estremisti copti e altri sostenitori di Mubarak privi di una via d’uscita hanno fatto ricorso al sotterfugio di indebolire il partito al governo indicando allo stesso tempo l’impatto dei loro sforzi come prova della bancarotta governativa. Come ha detto Sadek: “La violenza che [il film] ha causato in Egitto è un’ulteriore prova di quanto siano violenti la religione e il popolo.”
Agli attivisti cristiani di estrema destra come Klein, gli attacchi agli interessi statunitensi all’estero sono sembrati probabilmente un progresso delle loro ambizioni in patria. Con gli statunitensi a confrontarsi con le immagini sconvolgenti, nei notiziari serali,  di mussulmani violenti in Egitto e in Libia, probabilmente i loro atteggiamenti già negativi nei confronti dei vicini mussulmani sono peggiorati.  A loro volta, i candidati alla presidenza, Romney e Obama, saranno costretti a fare a gara a chi prenda la posizione più dura contro il “terrorismo” islamico.
Da aristocratico moderato costantemente sulla difensiva nei confronti della sua stessa ala destra, Romney ha abboccato all’esca, accusando senza fondamento Obama di “simpatizzare con quelli che hanno scatenato gli attacchi” e di aver presentato delle “scuse per i valori statunitensi”.  Il goffo attacco gli si è ritorno contro in modo spettacolare, esponendo Romney a vibrate critiche da parte dell’intero spettro politico, compresi membri Repubblicani imbarazzati del Congresso.  Obama non ha perso tempo nell’autorizzare una tornata di attacchi di droni a bersagli in tutta la Libia, che probabilmente aggraveranno l’ostilità delle regione nei confronti degli Stati Uniti.
Un gruppo di estremisti marginali ha dimostrato che con un po’ di soldi e una truffa incredibilmente cinica hanno potuto modellare la storia affinché corrispondesse alla loro visione apocalittica. Ma alla fine non sono rimasti immuni dalla violenza che hanno incitato.
Secondo Copts Today [Copti oggi], un canale giornalistico arabo specializzato in questioni copte, Sadek è stato visto fare un giretto rilassato sulla M Street di Washington l’11 settembre, immerso nel sole di una perfetta giornata autunnale. Tutto a un tratto si è trovato circondato da quattro donne copte inferocite. Rimproverando a Sadek di alimentare le fiamme della violenza settaria, le donne si sono tolte le scarpe e hanno cominciato a colpirlo in testa con i tacchi.
“Se succede qualcosa ai cristiani in Egitto” gli ha urlato una di loro, “la colpa sarà tua!”


Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: http://www.zcommunications.org/inside-the-strange-hollywood-scam-that-spread-chaos-across-the-middle-east-by-max-blumenthal
Originale: guardian.co.uk

traduzione di Giuseppe Volpe
Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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