Lettera aperta al movimento contro la guerra di Raha: Iranian Feminist Collective
Lettera aperta al movimento contro la guerra
21 settembre 2012
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Lettera aperta al movimento contro la guerra di Raha: Iranian Feminist Collective
e Havaar
20 settembre 2012
L’imminente anniversario dell’invasione dell’Afghanistan è un momento cruciale per gli attivisti per riflettere sulla necessità urgente di un movimento contro la guerra impegnato ad opporsi all’oppressione sistematica, al dominio e alla violenza. Nello spirito di muoversi verso questo scopo, ci sentiamo costretti a replicare quando gli individui e le organizzazioni all’interno del movimento tormentano e diffamano altri membri del movimento. Dobbiamo chiederci come questo si riflette sugli impegni politici ed etici che sono alla base del nostro attivismo. E’necessario chiederci quando troppo è troppo e un qualche tipo di azione collettiva è necessaria per occuparsi di una situazione insostenibile.
C’è una campagna di ostilità e di intimidazione in corso contro gli attivisti iraniani negli Stati Uniti che si oppongono alla guerra, alle sanzioni, e alla repressione di stato in Iran. Il Comitato per l’amicizia Iraniano-Americana (The Iranian American Friednship Committee – AIFC) sono alla guida di una serie di attacchi fisici e verbali verso gli attivisti iraniani e i loro alleati. Ora basta. Questa lettera è un appello a coloro che si considerano parte del movimento contro la guerra. Basta perdonare, scusare o accantonare questi attacchi continuando a includere l’AIFC nelle vostre coalizioni, dimostrazioni, forum, e altri eventi organizzativi. Sollecitiamo chi di voi vuole costruire un efficace movimento contro la guerra a comprendere la partecipazione di coloro le cui famiglie sono direttamente bersaglio dell’imperialismo statunitense, e a impegnarsi per la giustizia sociale per tutti, a opporsi alle violenze che l’AIFC ha continuato ad accumulare contro i membri delle varie organizzazioni iraniane.
Il 29 giugno 2012, Ardeshir Ommani dell’AIFC ha fatto circolare una lettera pubblica in cui attaccava i membri del Collettivo Femminista Iraniano e Havaar: L’Iniziativa Iraniana contro la guerra, le sanzioni e la repressione di Stato, Dove è il mio voto, e Uniti per l’Iran. Questo cosiddetto “foglio informativo” dell’AIFC, ha accusato i membri individuali di ciascun gruppo dia accettare programmi segreti imperialisti, sionisti e a favore della guerra. Una campagna così oltraggiosa dovrebbe essere trasparente per tutti quelli che ci conoscono e che lavorano con noi e per tutti coloro che riconoscono in queste accuse un copione già noto. Ommani e l’AIFC sono apologeti acritici del governo iraniano i quali orgogliosamente organizzano cene per il presidente Ahmadinejad a New York ogni autunno e che invitano attivisti contro la guerra e pro Palestina perché gli porgano i loro rispetti. Non sono soli ma lavorano insieme al Partito Mondiale dei Lavoratori e con il Centro Internazionale di Azione per dare copertura di sinistra al governo iraniano e per infondere nel movimento contro la guerra la politica pro-islamica della Repubblica. Ripetono la posizione dello stato iraniano dicendo che coloro che in Iran protestano a favore della democrazia sono agenti dell’imperialismo occidentale e del Sionismo. E ora l’AIFC scimmiotta il regime presentando accuse così false contro di noi, attivisti che osano sfidare la loro ortodossia e che si oppongono alle azioni oppressive dello stato iraniano.
Sfortunatamente non basta semplicemente accantonare le accuse dell’AIFC come false e continuare nel lavoro serio e responsabile di opporsi all’intervento statunitense in tutto il mondo. Le accuse di Ommani circa la lealtà sionista provocano gravi condanne da scontare in prigione in Iran come crimine di moharebeh (i crimini contro l’Islam o contro lo stato). Questo significa che gli Iraniani che rifiutano di diventare difensori dello stato iraniano non possono partecipare al movimento contro la guerra senza che la loro reputazione venga attaccata e i loro nomi vengano pubblicamente identificati con le accuse che possono portarli in prigione o anche peggio, se vanno in Iran. La continua accettazione dell’AIFC come presenza legittima nel movimento contro la guerra, praticamente assicura che la maggioranza degli Iraniani che vivono negli Stati Uniti considereranno l’intero movimento come favorevole alla Repubblica islamica e per questo insicuro e ostile. Costringendo gli Iraniani a dover scegliere tra visitare i membri della loro famiglia in Iran e aderire al movimento contro la guerra produce un’altra forma di discriminazione e di oppressione nei riguardi degli Iraniani negli Stati Uniti.
Per essere chiari, le accuse stampate di Ommani sono soltanto le più recenti di una campagna di vessazioni e di violenze che risale al 2010. La breve storia che segue illustra delle tattiche che sono inaccettabili per noi e che dovrebbero essere inaccettabili per il movimento contro la guerra. In un workshop del 24 giugno 2010, presso il Forum sociale degli Stati Uniti ospitato da Raha e da Dove è il Mio Voto, Ommani è stato elemento di disturbo perché ha insultato le giovani donne dell’organizzazione e ha messo in dubbio la legittimità che avevano anche soltanto di parlare alla conferenza. Alla dimostrazione del 4 febbraio 2012 contro la guerra svoltasi a Manhattan, Ommani ha tentato fisicamente di far cadere una donna dal podio dei relatori, mentre esprimeva le sue opinioni contro la guerra e le sanzioni e in solidarietà con coloro che si oppongono alla repressione di stato in Iran. A una commissione del 24 marzo 2012, che si chiamava “Iran: solidarietà, non intervento” che faceva parte del Congresso nazionale del Comitato contro la guerra, a Ommani è stato ripetutamente chiesto dal servizio di sicurezza del congresso, di smettere di chiamare i membri di Raha “agenti della CIA” e propagandisti del Dipartimento di stato” e perfino di non permetterci di parlare affatto. Incapace di impegnarsi in qualsiasi dialogo rispettoso delle idee che i membri di Raha e i loro alleati stavano difendendo, Ommani è semplicemente uscito furioso dalla commissione. A una conferenza plenaria la sicurezza è stata chiamata dopo che Ommani aveva dato una spinta a una donna che era là per appoggiare Raha e che era in fila in attesa di parlare. Ommani alla fine è stato allontanato dalla sicurezza del congresso e portato in un punto diverso della sala per impedire che molestasse i membri di Raha in fila per parlare.
Questo conflitto non può essere ridotto a una faccenda di differenze politiche sulla natura dello stato iraniano. Ci sono certi comportamenti che dovrebbero essere molto ovviamente al di là dello scopo di ciò che accettabile nel movimento contro la guerra. Questi comprendono la molestia fisica e verbale degli attivisti, in particolare le tattiche di intimidazione usate dagli uomini contro le donne. Spingere, insultare e intimorire le donne nello sforzo di farci stare zitte è sessismo assoluto. Inoltre, rivolgerci false accuse che potrebbero renderci bersaglio della repressione di stato ha precedenti storici incancellabili nelle operazioni di spionaggio della SAVAK, la polizia segreta dello Shah che perseguitava l’opposizione studentesca iraniana negli anni ’6′ e ’70. Nello stesso modo in cui i progressisti americani difendevano gli studenti iraniani dalla persecuzione dallo stato iraniano e dagli Stati Uniti, noi oggi incitiamo gli attivisti per opporsi a questi tentativi di farci stare zitte. L’AIFC ha ripetutamente dimostrato un’incapacità di seguire le regole fondamentali della civiltà e dell’impegno e non dovrebbe avere alcun posto nel nostro movimento.
Raha e Havar si oppongono a tutti gli interventi militari in Iran (per saperne di più sull’analisi di Raha, vedere:www.jadaliyya.com/pages/index/683/solidario-and-its-discontents). Inoltre, ci opponiamo a tutte le sanzioni degli Stati Uniti, dell’Europa e dell’Iran e ci siamo attivati per tentare di costruire un movimento contro le sanzioni e contro la guerra. Secondo noi, lo stato iraniano, lo stato israeliano e gli Stati Uniti sono tutti colpevoli di reprimere i movimenti democratici popolari. Essendo solidali con gli altri impegnati in lotte simili, ci organizzeremo contro le misure brutali e autocratiche di questi governi fino a quando non saremo liberi – dagli Stati Uniti all’Iran alla Palestina e oltre.
In lotta e solidarietà,
I membri del Collettivo Femminista RAHA
Rahacollective.org
membri di Havaar: Iniziativa iraniana contro laGuerra, le Sanzioni e la Repressione di stato
Havaar.org
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
Fonte: http://www.zcommunications.org/open-letter-to-the-anti-war-movement-by-raha-iranian-feminist-
Originale: Raha Collective
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0
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