Siria, i sauditi invitano Ahmadinejad.
Al vertice straordinario islamico convocato da re Abdullah invitato anche il presidente iraniano, che assicura: ci sarò. Non accadeva dal 2007. Si parlerà di Siria.
L'ultimo volta che Mahmoud Ahmadinejad ha preso l'aereo per andare in Arabia Saudita è lontana nel tempo, risale addirittura al 2007. Poi il lento deterioramento dei rapporti, fino alla "fitna", la guerra quasi calda che vede i sunniti contro gli sciiti in quasi tutto il Medio Oriente. Non solo in Siria, ma anche il Iraq, gentilmente regalato a Tehran da George W. Bush, in Libano, nel Bahrain.
Ovviamente oggi la preoccupazione numero è la Siria e nel vertice straordinario convocato da re Abdullah a La Mecca di qui a una settimana è sicuro, ufficiale, che la questione siriana sarà la "issue number one". Ma per dirsi cosa? Per fare un po' di scena, fingere che l'organizzazione islamica esiste, che la "fitna" , la guerra tra sunniti e sciiti, non è esplosa al calor bianco? O cercare anche una soluzione? La storia del Medio Oriente è costellata di vertici falliti, di incontri senza esito. Ma a questo vertice straordinario le parti arrivano con agende opposte, ma anche un problema comune: la primavera araba.
Gli astuti iraniani hanno cercato di nascondere ciò che è evidente, e cioè che la primavera araba è un vento che soffia in direzione diametralmente opposta a quello che fu il vento della rivoluzione iraniana. Ma anche gli astuti sauditi hanno cercato di nascondere una preoccupazione evidente; il vento della Primavera soffia anche a casa loro e loro oltre a reprimere devono anche spendere una montagna di soldi in programmi sociali assistenziali per cercare di sopire il malcontento interno. Inoltre proprio non piace ai sauditi il successo del Fratelli Musulmani, che basano il loro "Islam politico" sulle partecipazione popolare al voto e non sull'asse tra ulema e capi politici assoluti, come da loro perorato o imposto. Quindi se c'è una speranza che dal summit di La Mecca possa venire un costrutto è proprio in questa paura comune. Non è un caso che nella crisi dei cosiddetti pellegrini iraniani sequestrati in Siria sia giunta una prima schiarita proprio ora. Siriani e iraniani hanno infatti ammesso che alcuni di questi "pellegrini" sono dei pasdaran, in pensione sia chiaro. Il regime di Assad ormai è il passato, l'Iran lo sa, ha segnato con la visita di ieri il suo posto a tavola. E ora? Vedremo cosa accadrà a La Mecca. Se accadrà qualcosa....
Siria, i sauditi invitano Ahmadinejad.ilmondodiannibale.globalist.itAl vertice straordinario islamico convocato da re Abdullah invitato anche il presidente iraniano, che assicura: ci sarò. Non accadeva dal 2007. Si parlerà di Siria.
Le petromonarchie e la Primavera rimossailmondodiannibale.globalist.itUn silenzio sempre più fitto avvolge la repressione della Primavera in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Satrapie "amiche" su cui è comodo tacere.
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