ARRIVANO UN GRUPPO DI BAMBINI PALESTINESI A GROTTAGLIE E SCOPPIA LA POLEMICA
di FULVIO COLUCCI
GROTTAGLIE - Lo spaventapasseri piantato nel parco giochi della scuola sembra aspettarli da sempre. Ma a spaventare, nella vicenda degli undici bambini palestinesi che domenica prossima arriveranno a Grottaglie, sono state le reazioni di un gruppo di genitori. «La loro presenza all’inter no della scuola dell’infanzia “Collodi” può creare problemi igienici e sanitari». Razzismo dietro la paura di «infezioni»? La voce ha scatenato la reazione immediata della presidente dell’Arci Marzia Benicchi, curatrice del progetto insieme all’organizzazione non governativa palestinese “Remedial education center” e, soprattutto, del sindaco Ciro Alabrese.
La scuola, chiusa per la pausa estiva, sarà riaperta per ospitare i bambini di Gaza. «Sì, ho dato disposizioni in tal senso e due dipendenti comunali vigileranno sulla struttura» ha spiegato Alabrese. «Razzismo? Se non è razzismo è egoismo, ma siamo lì» ha commentato il primo cittadino, cercando, comunque, di circoscrivere l’incendio: «Un episodio isolato». «Non scherziamo sulla città razzista. I genitori venuti in Comune la scorsa settimana a protestare devono ritenersi fortunati. Non ero in ufficio, altrimenti avrei mostrato loro tutto il mio disgusto per certe prese di posizione. La scuola - ha sottolineato Alabrese - è pubblica, di tutti; non di alcuni genitori. Il fine di ospitare i ragazzi palestinesi, di far scoprire loro che c’è un pezzo di mondo disposto ad accoglierli, a far vivere una dimensione diversa da quella drammatica della Striscia di Gaza, con la guerra nel cuore, negli occhi e nelle orecchie, è un fine nobile. Era ed è intollerabile dire: siamo preoccupati. Io avevo pensato a una sistemazione diversa dalla scuola dell’infanzia “Collodi” solo per un motivo: ritenevo più idonea una struttura con servizi igienici per bambini non più piccolissimi: penso, per esempio, alle docce. Perciò pensavo alla palestra dell’istituto “Sant’Elia”; mi sono reso conto che non era adeguata. In questo lasso di tempo in cui ho valutato la scelta - ha aggiunto il sindaco di Grottaglie - si è insinuato qualche “turbamento”. E comunque io accoglierò i ragazzi palestinesi domenica prossima e andrò a trovarli come in passato. Invito tutta la città a farlo».
Di quel “turbamento”, voce rimasta senza volto perché nessun genitore ha osato levarla in pubblico, puntualizza le coordinate e smussa gli angoli, Patrizia Di Lauro, dirigente scolastica della “Collodi”. «Non parlerei di atteggiamenti razzisti da parte dei genitori, c’è addirittura chi si è offerto di ospitarli in casa. Le preoccupazioni espresse, semmai, coincidono con quanto deliberato dal Consiglio di circolo in un documento: si dava la disponibilità all’accoglienza e si esprimeva, però, perplessità sul fatto che i servizi igienici dedicati a bambini molto piccoli non fossero sufficienti per ragazzi più grandi».
«Ospiteremo undici giovanissimi di età compresa fra i nove e i dieci anni, quattro operatori, anche loro palestinesi, e il presidente dell’organizzazione non governativa “Remedial education center” che insieme a noi ha creduto nel progetto» ha spiegato Marzia Benicchi, presidente dell’Arci. Lei vuole dare un volto al dissenso dei genitori, anche se la calura sembra averlo dissolto, almeno apparentemente. «Perciò li ho invitati a venire all’Arci e conoscere il progetto. Offriremo ospitalità ai bambini delle scuole elementari e medie di Jabalia e Gaza: tra mare, passeggiate, giochi, momenti spensierati, momenti ai quali ha diritto ogni fanciullo, a maggior ragione se vive sotto le bombe» nell’eterno conflitto fra israeliani e palestinesi. «Voglio alleviare le loro sofferenze, voglio vederli ridere, loro che anche solo al rumore di un elicottero scappano come impazziti di paura. Grottaglie razzista? Pensavo di no, ma purtroppo ora non sono più sicura».
Commento: un'ottima iniziativa. Non capisco la polemica creata ad arte secondo me
La Gazzetta del Mezzogiorno
Commenti
Posta un commento