Prigionieri palestinesi. Ecco i dettagli dell'accordo di fine digiuno
Il 15 maggio scorso è stato siglato l'accordo per porre fine allo sciopero della fame dei prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane. L'associazione per i diritti umani e in sostegno ai detenuti "Addameer" spiega, in un comunicato, i dettagli dell'accordo.
di Addameer - traduzione a cura di Cecilia Dalla Negra *
Ramallah, 15 Maggio 2012 – Dopo un intero mese di digiuno, circa 2.000 prigionieri politici palestinesi hanno posto fine la scorsa notte (14 maggio, ndt) al loro sciopero della fame collettivo, avendo raggiunto un accordo con l’Israeli Prision Service (IPS) per rispondere ad alcune loro richieste fondamentali.
Addameer plaude a questo risultato del movimento dei prigionieri e può solo sperare che Israele porti avanti le promesse di cambiamento politico in buona fede.
Addameer in particolare rende omaggio a quelle persone che, con encomiabile fermezza, hanno portato avanti per oltre 2 mesi uno sciopero della fame pubblico lottando per i propri diritti fondamentali.
Le richieste sollevate in questa lotta collettiva, avviata il 17 aprile 2012, comprendevano la fine dell’utilizzo del regime di isolamento da parte dell’IPS per “ragioni di sicurezza”, che attualmente interessa 19 prigionieri, alcuni dei quali sono stati in isolamento per 10 anni, e l’abrogazione delle misure punitive adottate contro i prigionieri palestinesi in seguito alla cattura del soldato israeliano Gilad Shalit.
Tra queste, anche il divieto di visita da parte dei familiari per tutti i detenuti provenienti da Gaza a partire dal 2007, e il divieto di accesso all’educazione universitaria dal giugno 2011. I prigionieri hanno chiesto anche la fine della pratica israeliana di detenzione amministrativa, senza processo ne’ prove. 8 detenuti, di cui 5 in regime di detenzione amministrativa, hanno iniziato lo sciopero della fame alla fine di febbraio scorso.
I dettagli dell’accordo firmato la scorsa notte (il 14 maggio, ndt) dal Comitato dei Prigionieri in rappresentanza degli scioperanti, sono stati illustrati oggi (il 15 maggio, ndt) dall’avvocato di Addameer Fares Ziad, membro del Comitato, che ha incontrato in carcere Ahed Abu Gholmeh; e dall’avvocato Mahmoud Hassan, che ha incontrato Ahmad Sa’adat nel carcere di Ramleh, riportando ciò che è stato detto quando i membri del Comitato hanno raggiunto Ramleh per annunciare la fine dello sciopero della fame.
Secondo quanto riferito da Ahed Abu Gholmeh, i 9 membri del comitato per lo sciopero della fame si sono incontrati ieri (14 maggio, ndt) con una commissione composta da ufficiali dell’IPS e da membri dell’intelligence israeliana, che si sono accordati su un testo condiviso.
L’accordo scritto contiene 5 disposizioni principali: l’interruzione dello sciopero della fame da parte dei prigionieri dopo la firma dell’accordo; la fine dell’utilizzo della pratica dell’isolamento di lungo periodo per “ragioni di sicurezza”, e la rimozione dall’isolamento di 19 prigionieri entro 72 ore dalla firma dell’accordo; la reintroduzione entro un mese della possibilità di visite familiari per parenti di primo grado dei prigionieri che vengono dalla Striscia di Gaza e per i parenti dalla Cisgiordania, negate sino ad oggi sulla base di vaghe “ragioni di sicurezza”; la formazione, garantita dai servizi di intelligence israeliani, di un comitato per facilitare gli incontri tra l’IPS e i prigionieri per migliorare le loro condizioni di vita dentro le carceri.
Gli ordini di detenzione amministrativa attuali non saranno rinnovati per i 308 prigionieri attualmente in carcere secondo questo regime, a meno che i file segreti – sui quali la detenzione amministrativa si basa – non contengano informazioni davvero “molto serie”.
Riguardo i cinque prigionieri in regime di detenzione amministrativa e in sciopero della fame da molto tempo - tra cui Bilal Diab e Thaer Halahleh, che hanno condotto miracolosamente la battaglia per 77 giorni - il loro ordine di detenzione amministrativa non sarà rinnovato, e saranno rilasciati entro i termini dell’ordine di detenzione corrente.
Questi cinque detenuti sono stati trasferiti in ospedali pubblici per ricevere adeguate cure mediche. Riguardo la pratica israeliana di detenzione amministrativa nel suo complesso, Ahmad Sa’adat ha inoltre rilevato che l’accordo comprende una limitazione alla sua diffusione in linea generale.
Addameer, ad ogni modo, è preoccupata che le previsioni contenute nell’accordo non risolveranno definitivamente la problematica applicazione israeliana della detenzione amministrativa, che si pone in evidente violazione del Diritto internazionale.
Addameer osserva inoltre che Israele ha più volte mancato di rispettare gli accordi siglati con i palestinesi riguardo la questione dei prigionieri. Per questa ragione, sarà essenziale per tutti i sostenitori dei prigionieri politici monitorare attentamente gli eventi dei prossimi mesi, per assicurarsi che questo accordo sia completamente rispettato.
Come organizzazione per i diritti umani, che si pone in linea con gli standard internazionali dei diritti dei prigionieri, Addameer continuerà a monitorare da vicino le condizioni all’interno delle carceri israeliane, in modo da assicurarsi che concordino con il rispetto dei diritti umani e del Diritto internazionale.
Nel giorno in cui si celebra il 64° anniversario della Nakba palestinese, è deplorevole che sia stato necessario arrivare quasi alla morte di alcuni prigionieri politici palestinesi per richiamare l’attenzione sulla loro situazione;
è anche imperativo che questa opportunità sia colta non solo per applaudire all’accordo raggiunto, ma anche per continuare gli sforzi e la pressione in loro vece e chiedere una soluzione definitiva della loro causa.
Addameer esprime infine la propria gratitudine agli attivisti che si sono dedicati a questa causa e alle istituzioni, ai membri della società civile e della comunità diplomatica, che hanno supportato i prigionieri palestinesi nella loro lotta per la dignità.
* Il testo orginale dell'accordo è disponibile qui.
17 maggio 2012

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