Il tempo delle domande di Paola Caridi (invisiblearabs)


Facile dire, ora, che tutti ci aspettavamo qualcosa di grave. Che la tensione era alta, troppo alta, e che i fantasmi – a evocarli – sembrano reali. Facile, e anche così tragicamente scontato….
Il problema è che aver avuto paura di una riedizione della strategia della tensione non aiuta a delineare meglio le forme di questa nuova stagione luttuosa e difficile. Aiuta a lenire il senso di paura, a unire le coscienze, a renderci meno soli. Non più preparati, però.
E allora – forse, e con tutte le cautele del caso – conviene porci delle domande, da cittadini e non da ‘tecnici’. Da cittadini, e non da investigatori o magistrati. La prima domanda riguarda il tempo. Il tempo in cui viviamo. Tempo di crisi, è vero, ma anche di libertà. Perché le crisi – dice una mia cara amica manager – sono anche opportunità. Tempo di crisi, di sofferenze economiche, sociali, e morali. Eppure, e non è affatto una contraddizione, tempo di grandi risvegli, di ribellione (mentale e fisica) alle dottrine che dettano legge soprattutto in campo economico. Continua qui  

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