Hamas, incontri segreti con 5 paesi europei.
HAMAS, INCONTRI SEGRETI CON 5 PAESI EUROPEI
Il partito islamico impegnato nel dialogo politico con 5 membri UE. Per Hamas l’obiettivo è la fine dell’isolamento. Per i poteri occidentali la nuova alleanza con i Fratelli Musulmani e il loro neoliberismo garantiscono il controllo economico della regione.
L’obiettivo occidentale è evitare terremoti soprattutto nel settore economico. Da questo punto di vista, i Fratelli Musulmani e le loro politiche neoliberiste (privatizzazioni selvagge, progetti di sviluppo esclusivamente gestiti da privati, basso costo del lavoro) sono apparsi da subito buoni alleati. Basta gettare un occhio alle riforme economiche in Egitto e Tunisia, riforme dettate da Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale.
Un’apertura che sa di controllo. La longa manus occidentale non può perdere potere in Medio Oriente e, dopo Mubarak, Ben Ali e Gheddafi, i nuovi interlocutori sono diventati gli ex nemici. Secondo Hamdan, l’obiettivo di Hamas, ufficialmente considerato da Unione Europea e Stati Uniti “gruppo terrorista”, è quello di sfruttare i cambiamenti di equilibri nella regione per porre fine all’isolamento della Striscia di Gaza.
“Posso dire – ha detto Hamdan dal suo ufficio di Beirut – che si tratta di incontri di alto livello. I nostri canali stanno lavorando, non si tratta di un mero contatto iniziale”. Il leader islamico non ha voluto precisare quali Paesi, ma secondo tre ufficiali di Hamas di stanza a Gaza, in condizione di anonimato, si tratterebbe di Gran Bretagna, Francia, Olanda, Austria e Svezia. I governi di Londra, Parigi e Vienna hanno negato; la Svezia non ha commentato.
Il processo di riassestamento dell’equilibrio dei poteri in Medio Oriente e la salita al potere dei Fratelli Musulmani in Nord Africa richiede una modifica delle strategie: una di queste è l’apertura verso Hamas, attraverso incontri segreti in Libano, Egitto, Turchia e nella stessa Gaza. “Credo che l’Europa – ha continuato Hamdan – ha capito che, se vuole avere rapporti nella regione dopo la Primavera Araba, deve affrontare questioni importanti proprio tramite la causa palestinese”.
Attraverso questa lente va letto l’interesse del movimento di Hamas verso un nuovo dialogo con l’altra sponda del Mediterraneo: la necessità di agganciarsi al successo che i Fratelli Musulmani stanno riscuotendo nella regione ha portato il partito, membro del movimento islamista panarabo, a chiudere la porta in faccia ad un alleato storico come il regime di Bashar Al Assad in Siria.
E infatti, secondo Hamdan, Hamas sarebbe a caccia di garanzie da parte europea: in vista delle elezioni parlamentari palestinesi, a fronte del poco chiaro processo di riconciliazione tra Fatah ed Hamas, il partito islamico intende fare pressioni perché l’Unione Europea ne riconosca il risultato, qualsiasi esso sia. “Devono accettare la democrazia palestinese. Riteniamo sia un bene per i palestinesi se l’UE accetterà i risultati, senza tener conto di nomi e partiti”.
Immediata la reazione israeliana e statunitense. Il Ministero degli Esteri israeliano si è protetto dietro al rassicurante scudo del terrorismo: “L’Unione Europea è meticolosa nell’agire secondo le decisioni del Quartetto e Hamas è nella lista nera”. Insomma, Israele nega. Lo stesso fa Washington, dove il portavoce del Dipartimento di Stato Mark Toner non ha voluto confermare i presunti meeting in corso. Nena News
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