Giorgio Forti :Günter Grass, Israele e l’Iran


  Categoria: Rete ECOPubblicato Sabato, 21 Aprile 2012 23:37Scritto da Giorgio Forti14 aprile 2012 

La coraggiosa presa di posizione di Günter Grass contro la politica aggressiva di Israele e l’averne messa in evidenza la pericolosità per la pace in Medioriente e nel mondo intero ha suscitato una vasta discussione, che si spera venga presa in considerazione anche dai governi, in primo luogo quelli occidentali, che dovrebbero avere ( anche se non la stanno dimostrando) la cultura storica e politica richiesta per farne buon uso. La reazione ultranazionalista e razzista del governo israeliano era scontata, ed è stata espressa dal ministro dell’interno che ha dichiarato Grass persona non grata in quanto antisemita nazista (sono questi gli insulti ormai consueti con cui vengono trattati tutti gli oppositori). Il meglio della cultura israeliana è tuttavia sceso in campo a difendere Grass: giornalisti, scrittori ed alcuni universitari. Così Tom Segev, Gideon Levy, Uri Avnery, ed altri. La più generalmente diffusa opinione del pubblico, a giudicare dai commenti mandati ai giornali, è invece schierata contro i giudizi dello scrittore tedesco, ed è probabile che l’idea di attacco preventivo contro l’Iran abbia molti sostenitori. In Itala il dibattito sui media è assai triste: senza l’intervento dello scrittore premio Nobel, l’interesse della stampa italiana per il problema Palestina-Israele, con l’eccezione de Il Manifesto, era limitato al conformismo occidentale. Il Manifesto ha pubblicato un articolo del noto attore di teatro e scrittore Moni Ovadia ( Il Manifesto, 11/4/2012, p.1). Ovadia prende nettamente posizione contro la “stupidità” del governo israeliano che consiste, secondo lui, soprattutto nel decretare che a Grass venga negato l’ingresso in Israele. E’ istruttivo confrontare il linguaggio dell’Ebreo israeliano Uri Avnery ( Haaretz del 14/4) con quello dell’Ebreo italiano Moni Ovadia:1-Ovadia: “…Il governo di Israele ha tirato fuori i brevissimi trascorsi del Nobel in divisa da SS a 17 anni”Avnery: “… all’età di 17 anni, verso la fine della seconda guerra mondiale, è stato reclutato nelle Waffen SS, come decine di migliaia di altri”2-Ovadia: “… ora è vero che Grass nella foga della sua vis polemica l’ha fatta fuori dal vaso. Ha omesso di dire che Ahmadi Nedjad, un giorno sì e un giorno no minaccia di cancellare dalle carte geografiche Israele”Avnery: “…Egli chiama gli Iraniani un popolo schiavizzato da una grande bocca Se si controlla il testo originale di Grass, si trova che Avnery ha ragione. Si potrebbe chiedersi la ragione della animosità di Ovadia contro Grass: sarebbe un utile esercizio di indagine storica-politica per i lettori. Un elemento che appare subito è l’atteggiamento diverso dei due nei riguardi dell’Iran, che noi sappiamo benissimo che non può esser rappresentato da Ahmadi Nejad più di quanto l’Italia da Berlusconi, anzi molto meno: in Iran c’è, come sappiamo, una fortissima opposizione al governo degli Ayatollah, molto più di quanto ci sia in Israele contro il regime nazionalista-razzista, che ha sempre più il volto fascista. Che non un giorno si e uno no, ma da 64 anni con una costanza degna di miglior causa opprime in modo crudele ed inumano un popolo intero, privandolo dei più fondamentali diritti umani,oltre che dei diritti civili e dell’indipendenza.Grass dice anche che l’armamento atomico di Israele mette in pericolo la pace nel mondo, ed è difficile dargli torto. Suggerisce anche che le armi e l’attrezzatura nucleare reali di Israele, e gli impianti per l’arricchimento dell’uranio dell’Iran ( che è lontano dall’avere armi atomiche), vengano messe sotto permanente controllo internazionale. Si può dargli torto?  pubblicato su il Manifesto, con il titolo Günter Grass tra Ovadia e Avnery, il 19 aprile 2012

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