Amira Hass:Ramallah è indifferente ai 2.000 prigionieri in sciopero della fame



2 Israele  :PUNITI DETENUTI PALESTINESI IN SCIOPERO DELLA FAME
4    Gideon Levy : Netanyahu e le restrizioni sui prigionieri palestinesi

 Di Amira Hass
 Circa 2.000 prigionieri palestinesi detenuti in varie prigioni israeliane stanno attualmente facendo uno sciopero della fame, secondo quanto riferiscono organizzazioni palestinesi di Ramallah.

Lo sciopero è stato iniziato da prigionieri fedeli alla Jihad Islamica, e anche dal Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, in opposizione a pene detentive emesse senza processi.
Dal 17 aprile, lo sciopero della fame si è allargato anche a  prigionieri  che hanno avuto un processo, nel tentativo di aumentare la consapevolezza di ciò che spiegano come politica della “doppia punizione” in carcere, specialmente riguardo alle miserabili condizioni che i prigionieri chiamano una violazione umiliante dei loro diritti umanai. Tre prigionieri rilasciati in base al patto perla liberazione di Gilad Shalit, * hanno piantato una tenda nella Piazza dell’Orologio di Ramallah per appoggiare lo sciopero della fame.
Uno degli ex prigionieri che è dietro all’iniziativa della tenda, Nijar Temimi, ha detto che negli anni ’70 e ’80 grazie agli scioperi della fame, si era riusciti a unire di nuovo la società palestinese per sostenere il Movimento dei Prigionieri e le sue richieste.
Temimi, che è stato condannato all’ergastolo 19 anni fa per aver ucciso un colono, ha lodato l’unità e l’appoggio grazie ai quali i prigionieri sono riusciti nella loro lotta.
Alla fine degli anni ’60, per esempio, era stato considerato un successo importante il fatto che si fossero portati pettini e materassi nelle prigioni. In seguito si ottenne di poter fare avere ai prigionieri anche libri e materiale per scrivere. Ora, tuttavia, sembra che la società palestinese abbia perduto l’interesse per le condizioni dei prigionieri.
In qualsiasi momento, ci sono 10/20 persone presso la tenda della solidarietà. Alcuni si fermano brevemente, altri vi passano delle ore. Gli altoparlanti, sistemati preso la tenda,  fanno concorrenza al rumore della strada trafficata e delle  macchine, mentre fanno sentire canti ritmati che descrivono la lotta in corso e la vita in prigione.
Giovedì, due parenti dei prigionieri seduti vicino alla tenda, si lamentavano:”Oggi la gente è più interessata a fare spese e ai loro stipendi”.
Fahri Barghouti, uno dei  tre prigionieri che ha iniziato la tenda della solidarietà, e che era stato in prigione per  34 anni, ha condiviso  quella affermazione sorridendo tristemente. “Oggi”, ha detto, “la gente dimostra interesse per le cose materiali”.
Presso la tenda della solidarietà, la gente spera che il successo dei prigionieri che fanno lo sciopero della fame,  Khader Adnah e  Hana Shalabi continui, e che i loro sforzi portino a un rinnovato interesse della gente e all’attenzione internazionale.
I prigionieri che stanno facendo lo sciopero della fame, lottano contro le autorità carcerarie che continuano ad attuare la politica delle punizioni che sono entrate in vigore quando Gilad Shalit era prigioniero, e in particolare la proibizione di visite di  famiglie che vengono da  Gaza e la proibizione di intraprendere studi universitari.
I prigionieri si oppongono al regime di isolamento prolungato, che dura talvolta fino a dieci anni, e anche all’aumento dell’ammontare delle multe, alle assurde condizioni per le visite.
Secondo i rapporti delle prigioni, il Servizio carcerario israeliano sta usando mezzi drastici per impedire lo sciopero della fame. In alcuni casi, gli effetti personali dei prigionieri sono stati confiscati, non sono state permesse le visite dei dottori, e i prigionieri che hanno organizzato lo sciopero sono stati separati.
In altri casi, il sale, che i prigionieri aggiungevano all’acqua per evitare la rapida perdita di minerali gli è stato portato via, e il diritto di visita delle famiglie, è stato sospeso per i prigionieri che fanno lo sciopero della fame.
Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

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