Amira Hass : Israele nella trappola


Secondo i mezzi d’informazione israeliani, il nostro paese è di nuovo in pericolo. Domenica subiremo un pericoloso attacco: centinaia di turisti, forse migliaia, atterreranno in Israele e chiederanno di andare in Cisgiordania. Che calamità! Che provocazione! Immaginate mille persone armate di biglietto aereo che si accalcano agli sportelli dell’immigrazione e pronunciano la parola proibita: Palestina.La polizia, i servizi segreti, l’esercito, il ministero dell’interno, i funzionari dell’immigrazione, i giornalisti, il ministero degli esteri, le compagnie aeree: sono tutti reclutati per affrontare la minaccia. Se l’esercito di turisti-terroristi non sarà fermato all’aeroporto, il compito di intercettarli e rispedirli a casa spetterà alle forze dell’ordine.Un coraggioso giornalista televisivo ha osato rivolgere una domanda al corrispondente per gli affari di polizia: “Cosa succede se li lasciamo passare tranquillamente?”. Il corrispondente, spiazzato, ha bofonchiato: “Ma no, è impossibile”. Figuriamoci. Benvenuti in Palestina è un’iniziativa che vuole denunciare il blocco israeliano (non quello della Striscia di Gaza, ma quello meno rigido della Cisgiordania).Il governo israeliano, per la seconda volta, è caduto nella trappola. Dipingendo l’arrivo di centinaia di turisti come una minaccia terroristica (o almeno come un attacco di attivisti antisemiti), fa capire fino a che punto ha bisogno di nascondere al mondo il suo dominio indecente.Traduzione di Andrea Spracino.


Israele nella trappola

2   Le raccomandazioni di Shemuel Eliahu, rabbino di Safed, ai soldati religiosi, a seguito degli incidenti che hanno avuto per protagonista il tenente colonnello Shalom Eisner, radiato dall'esercito per avere colpito con il calcio del fucile alcuni manifestanti propalestinesi (Da "Be-rosh Jehudi'" n. 276, parashat tazria' mezzora' 2012):

"Credo che sia chiara la necessita' di comportarsi nei confronti degli attivisti propalestinesi, secondo il principio "non esitare a sparare contro chi solleva il suo braccio contro un ufficiale di Zahal". Chi , nel caso specifico dell'ufficiale Eisner, gli ha fratturato due dita, meritava di essere picchiato a sangue. Io tuttavia consiglio soldati e ufficiali di regolarsi prima di picchiare i manifestanti come fa spesso la polizia con grande saggezza: requisite macchine fotografiche e video e sinceratevi che non possano piu' essere messe in funzione".

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