Akiva Eldar :Il Piano del Ministero della Difesa di Israele destina il 10 % della West Bank all’espansione delle colonie.

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Da anni l’Amministrazione Civile sta localizzando e facendo in segreto la mappatura nella West Bank di terreni disponibili e fissando gli appezzamenti alla maniera delle colonie israeliane esistenti, presumibilmente con un occhio rivolto all’espansione di queste comunità.                                  L’Amministrazione Civile, che fa parte del Ministero della Difesa, ha reso note le mappe solo in risposta alla richiesta fatta dell’attivista anti-colonizzazione Dror Etkes in applicazione della Legge sulla Libertà di Informazione.In alcune località i confini degli appezzamenti, delineati nelle mappe, coincidono con il percorso della Barriera di separazione della West Bank.

Lo Stato ha sostenuto dinanzi alla Corte Suprema e alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, che il tracciato della barriera di separazione era basato su esigenze di sicurezza per Israele. Ma le mappe e le cifre dell’Amministrazione Civile, rivelate qui per la prima volta, indicano che tale tracciato è stato progettato in conformità con il terreno disponibile nella West Bank, destinato a incrementare la superficie e la popolazione delle colonie.
E’ stato definito un totale di 569 appezzamenti di terreno, che inglobano 620.000 dunam (circa 155.000 ettari) – circa il 10 % dell’area totale della West Bank. Dalla fine degli anni ’90, sui terreni compresi nella mappa sono stati costruiti 23 degli avamposti privi di autorizzazione. L’Amministrazione Civile sta cercando di legalizzare alcuni di questi avamposti, che comprendono Shvut Rahel, Rehelim e Hayovel.
Etkes ritiene che ciò stia a indicare che i coloni che hanno costruito gli avamposti hanno avuto accesso all’indagine dell’amministrazione relativa ai terreni disponibili – molte cose provano del profondo coinvolgimento del governo nella violazione sistematica della legge in merito all’espansione delle colonie, afferma.
Le mappe citano i nomi di numerose comunità che non esistono. Queste comprendono Shlomzion, sul terreno appartenente alla cittadina palestinese di Aqraba, a est di Nablus; Lev Hashomron, dulla terra di Kfar Haja, tra Nablus e Qalqilyah; Mevo Adumim, sui terreni di Azariya e Abu Dis; Mitzpeh Zanoah e Mitzpeh Lahav a sud del monte Hebron.
             expansion mapI nomi di parecchi siti danno l’idea che sono destinati all’espansione di colonie preesistenti , anche se alcuni degli appezzamenti sono distanti diversi chilometri dai loro omonimi. Questi comprendono Immanuel Mizrah, Elkana Bet, Beit Aryeh Gimmel e Tekoa Sheet’hei Mir’ey.
Le mappe segnano anche 81 siti su 114.000 dunam in Aree A e B, che sono sotto il controllo civile palestinese, a indicare che l’Amministrazione Civile ha cominciato a identificare terreni disponibili prima degli Accordi di Oslo. Ma questi appezzamenti non sono stati aggiornati da parecchi anni perché Israele non può costruirvi sopra delle colonie.
Tutte le altre aree – 506.000 dunam nell’Area C – sono state aggiornate negli ultimi dieci anni. Questo implica che l’Amministrazione ha delimitato i siti come riserve per un uso futuro, sostiene Etkes.
Più del 90 % di questi terreni si trova a est della barriera di separazione, al di là dei principali blocchi di coloniehttp://www.haaretz.com/news/diplomacy-defence/israel-defense-ministry-plan-earmarks-10-percent-of-west-bank-for-settlement-expansion-1.421589.

2      Israele legalizza insediamenti illegali in Cisgiordania

Scritto da Associazione
Giovedì 05 Aprile 2012 15:22
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AIC - Alternative Information Center
05.04.2012
http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/economy-of-the-occupation/3519-israele-legalizza-insediamenti-illegali-in-cisgiordania
Israele legalizza insediamenti illegali in Cisgiordania
da Alternative Information Center
 
Dopo che l’esercito israeliano ha forzatamente sfrattato dieci famiglie di coloni dalla casa palestinese che avevano occupato nella Città Vecchia di Hebron la scorsa settimana, il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato che il governo sta lavorando alla “legalizzazione” di tre insediamenti israeliani in Cisgiordania: Bruchin, Sansana e Rachalim. 
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La colonia israeliana di Har Homa, di fronte al villaggio palestinese di Beit Sahour (Foto: Gustav Winters, AIC)
Neyanyahu ha chiesto alla Procura Gnerale di garantire che l’insediamento di Givat Ulpana non verrà evacuato. Era stato lo stesso governo israeliano ad imporre l’evacuazione di Givat Ulpana entro maggio di quest’anno.
 

“Il principio che mi guida è il rafforzamento della presenza ebraica in Giudea e Samaria – ha detto Netanyahu martedì pomeriggio – Lo stiamo già facendo anche ad Hebron, la città dei nostri antenati”. Il premier ha poi aggiunto che “c’è un principio che manteniamo: facciamo tutto ciò nel rispetto della legge e continueremo a farlo”.
Come appare chiaro dai tre insediamenti menzionati sopra, “obbedire” alla legge significa spesso cambiare la legge stessa.
Mentre lo sfratto dei coloni dall’abitazione nella Città Vecchia di Hebron è stato condotto sotto la supervisione di Netanyahu, il ministro della Difesa Ehud Barak è stato il principale target delle dure critiche dei partner nella coalizione di governo. Il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman è arrivato a dire che la stabilità della coalizione è messa in pericolo, a meno che l’autorità sulle colonie in Cisgiordania sia tolta dalle mani di Barak e assegnata ad una commissione ministeriale.
La cacciata dei coloni dalla casa palestinese ad Hebron è una falsa pista. Ieri il Ministero dell’Edilizia israeliano ha pubblicato un bando di gara per la costruzione di almeno 830 nuove unità abitative a Gerusalemme Est, nella colonia di Har Homa. La maggior parte delle abitazioni sarà costruita nella nuova area della colonia, chiamata Har Homa Gimel, che porterà l’insediamento sempre più vicino al villaggio palestinese di Beit Sahour.
Tradotto in italiano da Emma Mancini (Alternative Information Center)


 

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