Khaled Khalifa :Siria: "il silenzio del mondo sulla tragedia del mio popolo"
Cari amici, scrittori e giornalisti del mondo intero, in particolare di Cina e Russia, ci tengo a informarvi che il mio popolo è esposto a un genocidio. So che la scrittura è impotente e nuda dinnazi a cannoni, carriarmati e missili russi che bombardano le nostre città e i nostri civili, ma non ho alcuna voglia che anche il vostro silenzio sia complice della morte del mio popolo.
di Khaled Khalifa da Damasco
Da una settimana le forze del regime hanno intensificato gli attacchi contro le città ribelli, soprattutto Homs, Zabadani, la periferia di Damasco, Rastan, Madaya, Wadi Barada, Figeh, Idlib e contro i villaggi delle montagne di Zawiya.
Fino al momento in cui vi scrivo queste poche righe, più di mille martiri sono caduti, molti dei quali erano bambini, e centinaia di case sono andate distrutte sulla testa di chi vi abitava.
La cecità del mondo ha incoraggiato il regime a tentare di reprimere una rivoluzione pacifica, con una potenza di fuoco inaudita.
Il sostegno di Russia, Cina e Iran, nonché il silenzio di tutta la comunità internazionale di fronte ai crimini perpetrati in pieno giorno, sta portando alla morte il mio popolo per mano del regime.
Ma nelle ultime due settimane, dal 2 febbraio ad oggi, i segni del massacro sono diventi evidenti a tutti. L’immagine di centinaia di migliaia di siriani scesi nelle strade delle loro città e dei loro villaggi la notte del massacro di Khalidiya, tra venerdì e sabato, le mani alzate tra preghiere e lacrime, ha posto la tragedia siriana al centro del mondo.
E’ un’espressione chiara del nostro sentirci orfani, abbandonati da tutti e da politici soddisfatti da vane parole e sanzioni economiche che non mettono fine a questo bagno di sangue.
Il mio popolo affronta il genocidio a mani nude.
Le nostre città ribelli sono in uno stato d’assedio senza precedenti nella storia mondiale delle rivoluzioni. Al personale medico viene impedito di assistere i feriti, mentre gli ospedali di campagna vengono bombardati a sangue freddo.
Nessuno può entrare nel paese, le linee telefoniche sono state interrotte e i rifornimenti di cibo e medicine bloccati. Il contrabbando di sacche di sangue e di tavolette di Setamol nelle zone colpite dagli attacchi è considerato un crimine degno del carcere o di un campo di detenzione. E ciò che sta accadendo in questi luoghi un giorno vi sconvolgerà.
In tutta la storia moderna, il mondo non ha mai conosciuto il coraggio che stanno mostrando i manifestanti siriani.
Il mondo non ha mani conosciuto un silenzio così assordante e una tale connivenza e complicità nello sterminio di un popolo.
Il mio è un popolo di pace, caffé e rose. Non posso dire altro in questo momento così difficile, ma spero che sarete solidali con il moi popolo nel modo che riterrete più appropriato.
So che la scrittura è impotente e nuda dinnazi ai cannoni, ai tank e ai missili russi che bombardano le nostre città e i nostri civili, ma non ho alcuna voglia che anche il vostro silenzio sia complice della morte del mio popolo.
10 febbraio 2012

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