Passa ai contenuti principali

Finito il gasolio egiziano, Gaza al freddo e al buio


Gaza, 12-02-2012
Oltre un milione di palestinesi sono piombati stasera nelle tenebre nella striscia di Gaza, mentre sono ormai agli sgoccioli le ultime riserve di gasolio egiziano dell'unica centrale elettrica locale. I piu' 'fortunati' sono gli abitanti delle estremita' meridionale e settentrionale della Striscia, ancora collegati alla rete elettrica israeliana, e la citta' di Rafah - nel profondo Sud - che in qualche modo riceve la corrente dall' Egitto.  Per tutti gli altri non resta che avvalersi degli assordanti generatori familiari. Nel centro di Gaza, i gestori di negozi vicini si collegano al medesimo generatore per tenere in vita almeno le insegne degli esercizi. Ma nelle grandi strade il rumore meccanico implacabile di questi motori crea una cacofonia che fa fuggire i radi clienti, costretti a coprirsi le orecchie con le mani. Con le stazioni di benzina a secco ormai da un paio di giorni, le strade si sono gradualmente svuotate. Lungo i marciapiedi si notano capannelli di persone in attesa (anche per ore) di un mezzo di trasporto qualsiasi disposto a raccoglierle e a portarle verso casa. I taxi collettivi sono rarissimi, e vanno a ruba. Al calare delle tenebre, su molti quartieri di Gaza City e' piombata una tenebre assoluta, che ha molto demoralizzato i bambini. Ad essa si e' accompagnato un freddo intenso, pungente. Per non passare una notte del tutto all'addiaccio non resta che ricorrere - come due secoli fa - a un po' di carbone. Nel corso della giornata, la corrente elettrica e' stata razionata fra le diverse localita' della Striscia. Alcuni ne hanno beneficiato per otto ore, altri per appena due. Niente piu' televisione, niente internet: ancora una volta la popolazione di Gaza torna a ritroso nel tempo. Le moschee almeno vedono un accresciuto afflusso di fedeli, fiduciosi di ricavare almeno un po' di calore umano. La crisi era prevista da tempo, anche perche' disordini verificatisi nel Sinai avevano provocato la sospensione delle forniture egiziane. A quanto risulta, anche nel Sinai egiziano la corrente elettrica viene razionata. Nell'attuale stato di ostilita' fra Hamas ed Israele, anche la ipotesi di chiedere aiuto allo Stato ebraico e' stata scartata. Qualcuno pensa che l'Anp di Abu Mazen potrebbe cercare di trovare una soluzione, assieme con l'Egitto. In futuro, ad esempio, il gas naturale egiziano - esportato in tempi normali verso Israele e Giordania - potrebbe essere inoltrato anche verso Gaza. Ma i primi risultati benefici sarebbero avvertiti solo fra sei-otto mesi. Nel frattempo per la popolazione non resta che stringersi nelle coperte ed attendere l'alba di un nuovo giorno di freddo, di paralisi, e di sconforto.
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=161596

2

Gaza si prepara per altra notte al buio

  • PDF
  •  
  • Stampa
  •  
  • E-mail

Nena News
15.02.2012
http://www.nena-news.globalist.it/?p=17110

 

2 GAZA SI PREPARA A NUOVA NOTTE AL BUIO

Ferma la centrale elettrica per mancanza di gasolio, solo 5-6 ore di energia al giorno per 1,7 milioni di palestinesi della Striscia. Rischi anche per ospedali. Critiche al governo di Hamas.

DELLA REDAZIONE
Gaza, 15 febbraio 2012, Nena News – Resta spenta l’unica centrale elettrica della Striscia di Gaza, chiusa due giorni fa per mancanza di carburante. Con appena il 35% del fabbisogno assicurato (grazie all’elettricità proveniente da Israele ed Egitto), 1,7 milioni di palestinesi possono contare su 5-6 ore di energia al giorno. Lo ha confermato Ahmed Abu Al Amrin dell’ente responsabile per l’energia che appena qualche giorno fa, in via informale, aveva fatto intendere che la crisi sarebbe stata evitata. Invece non è andata così e Gaza è tornata ai tempi bui (appunto) di qualche anno fa, quando non arrivavano le forniture di carburante da parte di Israele.
                                  

Stavolta però la responsabilità non è, almeno direttamente, dell’assedio di Gaza. Le critiche sono rivolte al governo di Hamas che l’anno scorso, proprio per superare l’embargo israeliano, aveva autorizzato la centrale elettrica a servirsi del gasolio di contrabbando che entra a Gaza attraverso i tunnel sotterranei collegati all’Egitto. Poi però non ha saputo garantire un rifornimento costante e riserve consistenti per la centrale che ha bisogno ogni giorno di 600mila litri di gasolio industriale per poter funzionare. Peraltro il carburante è scarso anche in Egitto e in particolare nel Sinai settentrionale, penuria che ha fatto aumentare subito il prezzo. Il governo di Hamas, da parte sua, ha imposto di recente nuove imposte sul combustibile che transita per i tunnel sotterranei, provocando le proteste dei trafficanti palestinesi che ritengono di pagare “imposte troppo alte”.
A pagare invece sono gli abitanti di Gaza. La mancanza di energia sta avendo effetti gravi anche sulla sanità e le scuole, oltre che ripercussioni sugli impianti di purificazione dell’acqua e sul sistema fognario. Meno danneggiati dalla situazione sono i palestinesi che vivono nella estremità meridionale o in quella settentrionale di Gaza, che sono collegati alle reti di Israele o dell’Egitto. Nei campi profughi, l’Unrwa (Onu) cerca da parte sua con generatori autonomi di fare il possibile per assistere i civili. La polizia intanto è in stato di allerta attorno ad alcune stazioni di benzina dove in apparenza è ancora possibile acquistare carburante. Nena News

Commenti

Post popolari in questo blog

Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

Amira Hass : The fate of a Palestinian investor who called for Abbas' resignation