Israele: legge della giungla in Cisgiordania e legalizzazione retroattiva degli avamposti Il caso di Ramat Gilad
In campo diplomatico il Primo Ministro Benjamin Netanyahu eccelle soprattutto nella stagnazione, mentre ha dimostrato creatività eccessiva quando si tratta di discutere degli insediamenti. Ogni volta che il sistema giudiziario ha disposto la cancellazione di un avamposto illegale, compresi quelli costruiti sui terreni privati palestinesi, una soluzione magica è stata trovata per violare l'ordine del tribunale.Nel corso degli anni, i governi israeliani hanno approvato retroattivamente decine di insediamenti illegali utilizzando denaro pubblico. Quando l'Alta Corte di Giustizia ha ordinato l'evacuazione di un avamposto costruito su terra rubata, la Procura di Stato si è impegnata a eseguire l'ordine. Ma alla fine della scorsa settimana il ministro Benny Begin ha dato l'autorizzazione retroattiva all' l'avamposto di Ramat Gilad.Secondo l'accordo, siglato sotto l'ombra di minacce da parte dei coloni e dei loro rappresentanti alla Knesset, nove edifici prefabbricati ,costruiti su terreni privati, saranno spostati poche decine di metri dalla collina su cui oggi sorge l'avamposto alle "terre statali". Lo status giuridico delle altre due strutture deve essere esaminato. Come ricompensa per aver accettato di non attaccare i soldati che avrebbero dovuto evacuare i residenti di Ramat Gilad, lo Stato legalizza l'avamposto che è stato edificato senza l'approvazione del ministro della difesa e senza permessi di costruzione.Nelle mani di questo governo la soluzione, come quella offerta a Ramat Gilad , è diventata strumento per approfondire l'occupazione e ostacolare la soluzione dei due stati. In base a legge ottomana, Israele ha espropriato negli anni circa un milione di dunam (250.000 ettari), definendoli "terre statali", al fine di stabilire insediamenti ebraici . Il ministro della Difesa Ehud Barak ha paragonato Israele a una "villa nella giungla". Nulla è più vicino alla legge della giungla : un sistema di leggi distorte rende possibile la costruzione legale degli insediamenti e degli avamposti come è avvenuto a Ramat Gilad.
In West Bank, Israel's rule is that of the jungle Ramat Gilad | Peace Now
allegati :
GIOVEDÌ 13 OTTOBRE 2011
1 Gli Stati Uniti si oppongono con forza ad ogni ipotesi "di regolarizzazione degli avamposti" illegali israeliani in Cisgiordania. Lo ha chiarito il dipartimento di Stato dopo che il premier Netanyahu ha annunciato la costituzione di una commissione per trovare un modo per legalizzare gli avamposti. "Si tratta di un'iniziativa che danneggia gli sforzi per raggiungere la pace e contraddice gli impegni assunti dagli israeliani", si legge in una nota.
2 Israele: al via la legalizzazione degli avamposti Benjamin Netanyahu sta cercando un modo per legalizzare alcuni avamposti israeliani della Cisgiordania costruiti su terra privata palestinese ed illegali non solo per il diritto internazionale ma anche per la legge israeliana.Una scelta maturata su pressione dei coloni e dei gruppi di estrema destra, preoccupati dalla decisione che Netanyau aveva preso a febbraio, durante un incontro con alcuni ministri e con il procuratore generale Yehuda Weinstein: in quell'occasione si era deciso di demolire alcuni avamposti israeliani, ma solo quelli costruiti su terra privata palestinese.
Per le colonie e gli avamposti costruiti su terra statale si era invece cercato di trovare uno stratagemma per legalizzarli in maniera retroattiva.
Come conclusione dell'incontro, il governo aveva promesso che avrebbe smantellato, entro la fine dell'anno, l'avamposto di Givat Assaf e parte degli avamposti di Givat Haro'eh, Ramat Gilad e Bnei Adam. Inoltre entro la metà del 2012 si era deciso di demolire alcune case in altri avamposti.
Come conclusione dell'incontro, il governo aveva promesso che avrebbe smantellato, entro la fine dell'anno, l'avamposto di Givat Assaf e parte degli avamposti di Givat Haro'eh, Ramat Gilad e Bnei Adam. Inoltre entro la metà del 2012 si era deciso di demolire alcune case in altri avamposti.
All'inizio di settembre le autorità israeliane hanno recapitato un ordine di demolizione a tre famiglie dell'avamposto illegale di Migron: le promesse del governo si erano trasformate in fatti. I coloni, per la prima volta, hanno dato vita ad attacchi contro l'esercito israeliano: un gruppoè penetrato in una base militare a nord di Ramallah e ha danneggiato tredici veicoli, forandone i pneumatici e distruggendo i finestrini. I coloni hanno inoltre lasciato scritte sui muri contro lo smantellamento dell’avamposto: “Saluti da Migron” e “Pagate il prezzo”, messaggi diretti all’esercito israeliano, colpevole secondo loro, di compiere azioni che danneggiano la politica colonizzatrice in atto in Cisgiordania.Da quel momento le pressioni poste su ministri, sui membri della Knesset e sullo stesso Netanyahu si sono fatte sempre più forti: secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz, il ministro Daniel Herschkowitz ha espresso la sua intenzione di lasciare il governo nel caso in cui non si trovasse una soluzione, mentre Yarin Levin, membro del Parlamento israeliano, rappresentante del partito Likud, ha affermato di voler presentare una legge che dia ai palestinesi una compensazione in terra o in denaro per ogni edificio costruito su terra privata palestinese.
E domenica scorsa, 9 ottobre, Netanyahu ha ceduto alle pressioni e ha annunciato di aver incaricato il ministro della giustizia Yaakov Neeman di cercare una via per legalizzare gli avamposti costruiti su terra privata palestinese. Vie che già dal 1979 l'Alta Corte israeliana ha rifiutato: molti sono stati gli avvocati che hanno sentenziato che è illegale espropriare terra privata palestinese per “motivi di sicurezza”.
Ma i coloni non ci stanno e affermano che ci sono diverse soluzione come quella di contestare la proprietà della terra, o di fornire una grossa compensazione ai legittimi proprietari.
La politica israeliana di colonizzazione della Cisgiordania non si ferma: la scelta di Netanyahu di legalizzare gli avamposti fa parte di un più vasto piano di espropriazione e di confisca della terra ai palestinesi. Meno di un mese fa il primo ministro israeliano aveva annunciato la costruzione di 1100 nuove unità abitative nella colonie israeliana di Gilo a Gerusalemme Est. See more details


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