MESSAGGIO DI NATALE MONSIGNOR TWAL :una pace “giusta e globale” per porre fine al conflitto israelo-palestinese"
Dialogo interreligioso, ecumenismo e una pace “giusta e globale” per porre fine al conflitto israelo-palestinese: sono le chiavi di volta – evidenziate nel messaggio di Natale diffuso oggi dal patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal – per l’anno 2012.
“Vorrei ritornare su quanto avvenuto e sta avvenendo nei paesi arabi, situazioni che stiamo seguendo da vicino. Ho sempre difeso i cambiamenti in atto a favore della democrazia e della libertà. Ho anche sottolineato a più riprese che i cristiani non sono esclusi da tali movimenti. Detto questo, spero sinceramente che siano rispettati i diritti umani e la dignità di ogni singolo. Spero che le autorità competenti possano compiere ogni sforzo per calmare gli spiriti senza ricorrere alla violenza, proteggendo le minoranze che sono parte integrante di questi popoli” scrive il patriarca, auspicando “una pace giusta e globale per porre fine al conflitto israelo-palestinese”.
Sulla richiesta per uno stato palestinese alle Nazioni Unite, monsignor Twal, pur sottolineando che “stare con una delle parti non significa essere contro l’altra” alla posizione assunta dalla Santa Sede, che è chiara e netta nel riconoscere la soluzione a due stati con confini sicuri e internazionalmente riconosciuti”.
Infine, riguardo all’ecumenismo, il patriarca sottolinea che “il nostro recente, decimo incontro del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente, tenutosi a Cipro, ha sottolineato la buona volontà delle quattro famiglie cristiane – cattolici, protestanti, ortodossi orientali e ortodossi – per una più profonda collaborazione ed impegno per l’unità. A questo proposito, su invito del Sinodo per il Medio Oriente, abbiamo intenzione di unificare la data della Pasqua. Lo facciamo spinti dal desiderio di nostro Signore e dalla volontà unanime del popolo cristiano della Terra Santa”.
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2Nel corso della Conferenza Stampa tenutasi mercoledì, 21 dicembre 2011, a cui hanno preso parte tutti i Vicari Patriarcali, Sua Beatitudine Fouad Twal ha letto il suo Messaggio di Natale e ha poi risposto alle domande dei giornalisti. Il messaggio è disponibile qui di seguito.
1. Dialogo interreligioso
3. Primavera araba e situazione dei cristiani
4. Richiesta all’ONU di riconoscimento di uno Stato di Palestina
5. Visita ai cristiani della Diaspora
7. Ringraziamenti e appuntamenti significativi
2Nel corso della Conferenza Stampa tenutasi mercoledì, 21 dicembre 2011, a cui hanno preso parte tutti i Vicari Patriarcali, Sua Beatitudine Fouad Twal ha letto il suo Messaggio di Natale e ha poi risposto alle domande dei giornalisti. Il messaggio è disponibile qui di seguito.
Messaggio di Natale – messaggio ai giornalisti, 21 dicembre 2011
Cari presenti, cari abitanti della Terra Santa (di Israele, Palestina, Giordania e Cipro), auguro a tutti voi un Buon Natale e un Nuovo Anno pieno di speranza e di pace nei vostri cuori, nelle vostre famiglie e nei vostri paesi.
Desidero salutare e ringraziare i Vescovi presenti: Mons. Giacinto Marcuzzo, nostro Vicario patriarcale in Israele e Mons. Shomali, Vicario patriarcale per Gerusalemme. Saluto e ringrazio anche P. David Neuhaus, Vicario patriarcale in Israele per la comunità cristiana di espressione ebraica.
Cari amici giornalisti, siete i benvenuti. Grazie per il vostro lavoro nel mondo dell’informazione, con cui cercate di diffondere regolarmente le notizie riguardanti la nostra diocesi, avendo a cuore a cuore l’amore per la verità e la competenza professionale. Sappiamo che influenza hanno avuto i media nei cambiamenti in corso nei paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente.
Vorrei fare insieme a voi un breve bilancio dell’anno ormai trascorso, evidenziando quelli che sono stati eventi e fatti positivi e quello che è mancato, condividendo altresì le mie preoccupazioni e soprattutto le mie speranze e attese all’alba del nuovo anno.
Ricordo volentieri i seguenti eventi che abbiamo bisogno di continuare ad incoraggiare e favorire:
1. Desidero ringraziare il Santo Padre per aver organizzato in Vaticano, il 10 novembre scorso, un incontro del Consiglio dei Capi religiosi presenti in Israele, avente come scopo quello di promuovere la comprensione e il rispetto reciproco. Le diverse comunità - cristiana, ebraica, musulmana e drusa -, credono ancora nella forza della preghiera per favorire una riconciliazione più profonda e per migliorare i rapporti di buon vicinato. Il dialogo interreligioso è un prerequisito indispensabile per la creazione di un clima di fiducia, di amicizia e di collaborazione.
2. Questo incontro si inserisce direttamente nel significativo cammino sigillato dall’incontro di Assisi, che ha visto riuniti attorno al Papa più di 300 rappresentanti di tante fedi diverse e anche di non credenti per un momento di dialogo e di preghiera all’insegna della pace e della giustizia per tutti i popoli.
Per la seconda volta nella storia, tutte le religioni del mondo si sono riunite insieme nello stesso luogo per pregare Dio, ognuno a suo modo, per la pace nel mondo. Ciò che serbo dell’incontro di Assisi è proprio questo: la consapevolezza che le religioni hanno una responsabilità tutta particolare per aiutare le persone a costruire la pace. Le religioni sono un fattore di pace. Condanniamo ogni violenza a danno dei luoghi di culto e così pure il disprezzo verso i simboli religiosi.
3. La Conferenza di Londra che ha avuto luogo nel mese di luglio ha permesso di riunire, attorno allo stesso tavolo, cattolici, protestanti, anglicani, musulmani ed ebrei. Già per questo si tratta di un segnale positivo.
4. Proprio di recente, il secondo Forum cattolico-musulmano tenutosi ad Amman ha riunito alti rappresentanti cattolici e musulmani. Ciò che ci aspettiamo da questi incontri è un superamento dei pregiudizi e la crescita del rispetto reciproco per imparare a conoscere i nostri valori comuni e a costruire così ponti di buon senso e di buona volontà, senza dimenticare l'importanza del dialogo di vita che si svolge nel quotidiano, all’interno delle nostre scuole e nelle nostre diverse istituzioni.
2. Ecumenismo
Sulla stessa linea, vorrei ricordare l’impegno ecumenico, e cioè il dialogo tra i cristiani delle diverse confessioni. Il nostro recente, decimo incontro del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente, tenutosi a Cipro, ha sottolineato la buona volontà delle quattro famiglie cristiane - cattolici, protestanti, ortodossi orientali e ortodossi - , per una più profonda collaborazione ed impegno per l’unità. A questo proposito, su invito del Sinodo per il Medio Oriente, abbiamo intenzione di unificare la data della Pasqua. Lo facciamo spinti dal desiderio di nostro Signore e dalla volontà unanime del popolo cristiano della Terra Santa.
Desidero anche sottolineare un momento felice seguito all’incontro dei Patriarchi Cattolici d'Oriente, tenutosi in Libano nei giorni dal 14 al 17 novembre. Abbiamo accolto, infatti, il Patriarca Kyrill di Mosca che a sua volta ci ha invitato a restituirgli la visita in Russia per rinsaldare le nostre relazioni. Non posso che rallegrarmi.
Desidero anche sottolineare un momento felice seguito all’incontro dei Patriarchi Cattolici d'Oriente, tenutosi in Libano nei giorni dal 14 al 17 novembre. Abbiamo accolto, infatti, il Patriarca Kyrill di Mosca che a sua volta ci ha invitato a restituirgli la visita in Russia per rinsaldare le nostre relazioni. Non posso che rallegrarmi.
Vorrei anche ritornare su quanto avvenuto e sta avvenendo nei paesi arabi, situazioni che stiamo seguendo da vicino. Ho sempre difeso i cambiamenti in atto a favore della democrazia e della libertà. Ho anche sottolineato a più riprese che i cristiani non sono esclusi da tali movimenti. Detto questo, spero sinceramente che siano rispettati i diritti umani e la dignità di ogni singolo. Spero che le autorità competenti possano compiere ogni sforzo per calmare gli spiriti senza ricorrere alla violenza, proteggendo le minoranze che sono parte integrante di questi popoli. Dobbiamo saper cogliere questo momento per costruire una nuova società, basata sulla cittadinanza uguale per tutti. Insieme ai Patriarchi cattolici d'Oriente, abbiamo chiesto ai nostri fedeli di fissare una giornata di preghiera per la riconciliazione e la pace in Medio Oriente.
Auspichiamo una pace giusta e globale per porre fine al conflitto israelo-palestinese, e ci atteniamo alla posizione assunta dalla Santa Sede, che è chiara e netta nel riconoscere la soluzione a due stati con confini sicuri e internazionalmente riconosciuti. Affermo altrettanto spesso che stare con una delle parti non significa essere contro l'altra. Siamo per il benessere di tutto il mondo: per la pace, la sicurezza, il reciproco rispetto e dignità. Il cammino è avviato, ma il tragitto è ancora lungo. Credo fermamente e a tutt’oggi che i negoziati siano sempre il modo migliore per risolvere il conflitto.
Tra gli eventi lieti di quest'anno, vorrei menzionare le mie due visite negli Stati Uniti (a giugno e a settembre). Queste visite mi hanno permesso di incontrare i fedeli della diaspora. Lo scopo era quello di invitarli a non dimenticare la loro terra d’origine, ad amarla tutt’oggi e ad aiutare i loro fratelli, "quel piccolo gregge" rimasto. Grazie alla loro preghiera e al loro aiuto materiale, siamo riusciti a costruire l'Università di Madaba, che ha iniziato la sua attività il 17 ottobre e che si prefigge di formare, nei diversi ambiti, futuri dirigenti "illuminati", aperti e responsabili.
6. Pastorale dei Migranti
Con la presenza dei rifugiati immigrati in Israele, ci troviamo ad avere circa 230.000 lavoratori stranieri. La stragrande maggioranza di essi è cristiana. Ci sono poi più di 30.000 persone che chiedono asilo politico. Vivono e sono inserite per lo più all’interno della società ebraica e si esprimono quindi in lingua ebraica. Di fatto il Vicariato per cattolici di espressione ebraica si trova ad affrontare una grande sfida per rispondere adeguatamente alle esigenze pastorali di questi immigrati cattolici. Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per assicurare un servizio religioso che favorisca la loro massima integrazione nella Chiesa locale.
Prima di concludere, vorrei ringraziare tutte le comunità religiose presenti in Terra Santa con la loro preghiera e / o con il loro servizio apostolico. Ringrazio anche tutte le anime belle che, facendo seguito all'Esortazione apostolica Verbum Domini, hanno dato inizio, nel 2011, all’anno della Bibbia in Terra Santa, con l’obiettivo di rendere più familiare la Parola di Dio, “nostro pane quotidiano", ai nostri fedeli.
Sono lieto di accogliere con favore i prossimi significativi appuntamenti che ci attendono e ai quali la nostra Chiesa parteciperà con gioia:
- Il Congresso Mondiale sulla Pastorale del Turismo (Messico, aprile 2012).
- Il Congresso per la Pastorale dei media - convocata dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali - riunirà i vescovi in Libano dal 17 al 19 aprile 2012.
- L’Incontro Mondiale delle Famiglie (Milano, giugno 2012), a cui prenderanno parte otto famiglie dalla Terra Santa.
- Il 50° Congresso Eucaristico Internazionale (Dublino, giugno 2012).
- Il prossimo Sinodo per la Nuova Evangelizzazione che si terrà a Roma nell’ottobre 2012.
Vorrei concludere invitando tutti i cristiani a venire in pellegrinaggio in Terra Santa. Non abbiate paura. Vi riserviamo una calorosa accoglienza. Uno dei modi migliori per amare la Terra Santa è di giungervi come pellegrini, pregando per lei e per i suoi figli. La patria terrena di Gesù ha bisogno di voi e voi avete bisogno di lei.
Cari amici, vi rinnovo i miei sinceri auguri di pace. Preghiamo Maria, Madre di Cristo, il Principe della Pace, affinché interceda per la nostra Terra Santa. Che il Natale vi riempia di gioia.
+ Fouad Twal, Patriarca Latino
Messaggio di Natale del Patriarca latino
Messaggio di Natale del Patriarca latino

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