Hebron, l’esercito picchia un uomo e arresta tre internazionali
In violazione alle Convenzioni di Ginevra, che proibiscono punizione collettive in risposta ad azioni di singoli, lunedì notte ad Hebron i soldati israeliani hanno attaccato l’intero quartiere di Qitoun.
L’esercito israeliano ha trascinato fuori dalle proprie case alcuni palestinesi, ha picchiato uno di loro e ha arrestato tre internazionali, dopo che qualcuno nella notte del 28 novembre aveva lanciato due Molotov contro il checkpoint militare israeliano nel quartiere di Qitoun ad Hebron.
I soldati e la polizia di frontiera hanno reagito lanciando gas lacrimogeni, entrando nelle case del quartiere e obbligando 50 palestinesi a rimanere fuori al freddo per due ore mentre l’esercito procedeva con le identificazioni. I soldati hanno arrestato un uomo e ne hanno bloccati altri tre dopo aver consentito ai residenti del quartiere di tornare nelle proprie abitazioni. Intorno alle 22.20, i militari sono usciti da una delle case con i vestiti appartenenti all’uomo responsabile di aver lanciato le Molotov.
Nel frattempo, i palestinesi che attraversavano il checkpoint hanno visto i soldati picchiare uno degli uomini arrestati. Più tardi, altri passanti hanno visto i militari bloccare un uomo a terra e sedersi sopra di lui. Intorno alle 22.40, il comandante dell’unità ha dichiarato l’area zona militare chiusa e ha ordinato agli internazionali presenti di andarsene, inclusi tre membri di Temporary International Presence in Hebron (TIPH). Il TIPH è autorizzato da un mandato internazionale a monitorare le azioni dell’esercito. Quando gli internazionali hanno chiesto al comandante di mostrare loro l’ordine, lui ha rifiutato.
L’esercito ha infine arrestato tre membri dell’International Solidarity Movement (ISM) e li ha rilasciato poco dopo.
Le azioni militari che colpiscono un gruppo di persone come forma di punizione per i reati di singoli sono considerate illegali dalle Convenzioni di Ginevra.

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