Zvi Bar’el :La decisione della Lega Araba può aprire la strada a un’azione militare in Siria?


1  La decisione della Lega Araba può aprire la strada a un’azione militare in Siria?   Original Version: Arab League may pave way for military action in Syria
La decisione della Lega Araba di sospendere la Siria pone un dilemma strategico sia all’Occidente che all’Iran – sostiene l’analista israeliano Zvi Bar’el
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La decisione della Lega Araba di sospendere la Siria, di imporre sanzioni economiche e di discutere i piani del periodo di transizione con l’opposizione siriana, potrebbe in teoria aprire la strada ad una offensiva militare contro la Siria simile a quella in Libia.
Tuttavia, si può dubitare che gli Stati occidentali – che hanno finora citato l’assenza di un sostegno arabo a un intervento per giustificare la loro inazione – si avvantaggeranno di questa decisione. Questo perché, a differenza dell’attacco in Libia, un’offensiva contro la Siria potrebbe avere drammatiche ripercussioni regionali.
L’Iran potrebbe decidere di aprire un proprio fronte, e Hezbollah – come ha minacciato il leader Hassan Nasrallah la scorsa settimana – potrebbe lanciare un attacco contro Israele. Una mossa militare contro la Siria potrebbe anche suggerire l’intenzione di attaccare l’Iran, proprio in un momento in cui gli Stati occidentali vogliono dissipare le paure che iraniani, russi e cinesi hanno riguardo a un tale attacco.
Questa non è la prima volta che la Lega Araba ha sospeso uno Stato membro. Essa sospese l’Egitto per 10 anni dopo che quest’ultimo aveva firmato l’accordo di pace con Israele, e ha sospeso la Libia. Ma la decisione contro la Siria non è solo una misura punitiva. Oltre a delegittimare il regime del presidente Bashar Assad, essa dà una legittimazione araba alla vasta (anche se non unica) fazione di opposizione: il Consiglio nazionale siriano con sede a Istanbul. Il Consiglio è stato riconosciuto per la prima volta come rappresentante ufficiale del popolo siriano.
Così facendo, la Lega Araba sta assumendo il ruolo di “incoronatore di regimi”, che agisce in prima persona piuttosto che semplicemente reagire. La sua mossa potrebbe spingere la Russia ad incontrare i rappresentanti dell’opposizione siriana per la prima volta. Se un tale incontro dovesse aver luogo, segnerebbe una svolta drammatica nella posizione della Russia, che fino ad oggi si è schierata con Assad.
L’Iraq per il momento si è astenuto dal sostenere la decisione della Lega, ma non vi si è opposto come hanno fatto invece il Libano e lo Yemen. L’astensione dell’Iraq, il quale coordina la sua politica estera con l’Iran, riflette il dilemma di Teheran.
L’Iran, che non è un membro della Lega Araba, ufficialmente rimane ancora fedele alla propria posizione di sostegno al presidente Assad. Ma nelle ultime settimane alcuni funzionari della leadership iraniana hanno chiesto di fermare la brutale repressione in Siria.
Esponenti dell’opposizione in Siria hanno riferito che funzionari iraniani hanno incontrato membri dell’opposizione siriana per “discutere il futuro”. Per quanto riguarda l’Iran, “il futuro” lo obbligherà a prendere in considerazione i propri rapporti con l’opposizione per assicurarsi che la decisione della Lega Araba non lo lasci privo di alleati siriani.
Da qui l’importanza della decisione della Lega, che pone un dilemma strategico sia all’Occidente che all’Iran.
Zvi Bar’el è un analista politico israeliano; scrive abitualmente sul quotidiano “Haaretz”
(Traduzione di Roberto Iannuzzi)
La decisione della Lega Araba può aprire la strada a un’azione militare in Siria?
2  La Lega Araba  ha deciso di imporre sanzioni politiche ed economiche al governo di Assad. Si tratta di una misura eccezionale, adottata in precedenza soltanto contro la Libia dopo che Gheddafi aveva ordinato all'esercito di uccidere i ribelli e contro l'Egitto dopo aver firmato un trattato di pace con Israele.
Questo intervento della Lega Araba è un chiaro segnale di auspicio di un intervento più energico da parte della comunità internazionale, in particolare del Consiglio di sicurezza dell’Onu, nonostante le resistenze della Russia e della Cina, per imporre nuove sanzioni contro la Siria. Ma ancora più importante, il messaggio inequivocabile lanciato dalla Lega Araba riguarda l’imposizione di raggiungere un accordo tra gli oppositori di Assad e i suoi sostenitori. I maggiori sostenitori della decisione della Lega Araba sono l'Arabia Saudita e alcuni Stati del Golfo, compreso il Qatar, Oman e Bahrain, che dietro alla rivolte in Siria vedono la guerra segreta con l'Iran sul futuro del Medio Oriente. L'Arabia Saudita ha condotto nelle ultime settimane la linea più dura contro il regime siriano cercando di convincere gli Stati membri del Consiglio di Sicurezza ad un inasprimento delle sanzioni contro il regime. La Lega Araba anche invitato i paesi arabi a ritirare i loro ambasciatori da Damasco e ha rivolto direttamente un appello al l'esercito siriano, chiedendo di non intervenire con la violenza e uccidere civili. Il rappresentante siriano presso la Lega Araba siriana Yousef Al - Ahmad, ha dichiarato che la decisione era già stata scritta e che riflette le volontà del Qatar, ispiratore della cospirazione contro la Siria, con il contributo degli americani e dei Paesi occidentali

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