IRAN: TIME, ISRAELE DIETRO L’ESPLOSIONE DEL DEPOSITO MUNIZIONI
IRAN: TIME, ISRAELE DIETRO L'ESPLOSIONE DEL DEPOSITO MUNIZIONI, 14 nov. -
C’e’ Israele dietro l’esplosione che in un deposito di munizioni dei pasdaran ha ucciso sabato scorso 17 soldati, tra i quali il generale Hassan Moaqaddam, uno dei protagonisti del programma missilistico del regime degli ayatollah. Lo afferma Time, riferendo le confidenze di una fonte anonima di un servizio di intelligence occidentale. L’Iran oggi ha onorato con una cerimonia funebre i Guardiani della Rivoluzione morti in quello che la stampa ufficiale e’ tornata a definire un incidente avvenuto durate un trasferimento di armi da un edificio all’altro, ma nelle ultime ore si sono fatte piu’ consistenti le voci che collegano l’esplosione con i tentativi israeliani di mettere fuori gioco le figure chiave della Difesa militare di Teheran. “Non credete agli iraniani”, ha spiegato la fonte, che ha aggiunto: “Israele ha ancora altre pallottole pronte in magazzino”.
Moqaddam, a capo del programma di ricerca industriale per garantire l’autosufficienza militare ai Guardiani della Rivoluzione, corpo d’elite e semiautonomo anche in termini di finanziamento delle forze armate iraniane, si specializzo’ in realizzazione di pezzi di artiglieria’ durante la guerra con l’Iraq e poi diresse il programma balistico di Teheran. “Fino al momento della morte era impegnato nelle sue ricerche”, ha detto un suo vice, del quale e’ la tv iraniana ha reso noto solo il nome e il grado, comandante Mousavi. Moqaddam,ha aggiunto quest’ultimo, “ha trascorso 25 anni nello studio e nello “sviluppo del programma missilistico”, il cui gioiello e’ lo Shabab-3, 2.000 chilometri di gittata, ovvero in grado di colpire il nemico storico di Teheran, Israele.
Dal canto suo, lo Stato ebraico non aveva fatto mistero, negli ultimi giorni e alla luce del rapporto in cui l’Aiea (Agenzia internazionale energia atomica) indica le prove che l’Iran sta cercando di dotarsi dell’atomica, di avere un piano di attacco contro la Repubblica islamica. Barak aveva addirittura salutato con entusiasmo quanto avvenuto nel deposito di Bid Ganeh: “Spero che esplosioni come queste si moltiplichino”, aveva esclamato ieri. Moqaddam, ha affermato oggi un esponente dei pasdaran, il generale Abbas Khani, era uno di quelli che “il nemico ha sempre
cercato di individuare ed eliminare”. (AGI) Fab
C’e’ Israele dietro l’esplosione che in un deposito di munizioni dei pasdaran ha ucciso sabato scorso 17 soldati, tra i quali il generale Hassan Moaqaddam, uno dei protagonisti del programma missilistico del regime degli ayatollah. Lo afferma Time, riferendo le confidenze di una fonte anonima di un servizio di intelligence occidentale. L’Iran oggi ha onorato con una cerimonia funebre i Guardiani della Rivoluzione morti in quello che la stampa ufficiale e’ tornata a definire un incidente avvenuto durate un trasferimento di armi da un edificio all’altro, ma nelle ultime ore si sono fatte piu’ consistenti le voci che collegano l’esplosione con i tentativi israeliani di mettere fuori gioco le figure chiave della Difesa militare di Teheran. “Non credete agli iraniani”, ha spiegato la fonte, che ha aggiunto: “Israele ha ancora altre pallottole pronte in magazzino”.
Moqaddam, a capo del programma di ricerca industriale per garantire l’autosufficienza militare ai Guardiani della Rivoluzione, corpo d’elite e semiautonomo anche in termini di finanziamento delle forze armate iraniane, si specializzo’ in realizzazione di pezzi di artiglieria’ durante la guerra con l’Iraq e poi diresse il programma balistico di Teheran. “Fino al momento della morte era impegnato nelle sue ricerche”, ha detto un suo vice, del quale e’ la tv iraniana ha reso noto solo il nome e il grado, comandante Mousavi. Moqaddam,ha aggiunto quest’ultimo, “ha trascorso 25 anni nello studio e nello “sviluppo del programma missilistico”, il cui gioiello e’ lo Shabab-3, 2.000 chilometri di gittata, ovvero in grado di colpire il nemico storico di Teheran, Israele.
Dal canto suo, lo Stato ebraico non aveva fatto mistero, negli ultimi giorni e alla luce del rapporto in cui l’Aiea (Agenzia internazionale energia atomica) indica le prove che l’Iran sta cercando di dotarsi dell’atomica, di avere un piano di attacco contro la Repubblica islamica. Barak aveva addirittura salutato con entusiasmo quanto avvenuto nel deposito di Bid Ganeh: “Spero che esplosioni come queste si moltiplichino”, aveva esclamato ieri. Moqaddam, ha affermato oggi un esponente dei pasdaran, il generale Abbas Khani, era uno di quelli che “il nemico ha sempre
cercato di individuare ed eliminare”. (AGI) Fab

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