Giorgio Forti :GLI ADORATORI DELLA NAZIONE

  Il Manifesto, 30 settembre 2011
Gilberto Pagani descrive molto efficacemente (il manifesto del 29/9, p. 9) il processo-farsa ai supposti complici dell’assassinio di Vittorio Arrigoni, in corso davanti al Tribunale militare di Gaza. Un tribunale militare in paese sottoposto ad un regime come quello di Hamas  agisce in quel modo. Ma certo preoccupa che simili regimi siano al potere in tanti Paesi, come Israele per stare al Medioriente, ma anche tanti Paesi che si supponevano civili. In Europa, l’Italia è forse il Paese dove più velocemente si sta perdendo l’autonomia del potere giudiziario, come nei regimi dittatoriali. I tentativi continui da parte del governo Berlusconi di assoggettare la Magistratura, e di abolire anche formalmente l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla Legge sono troppo noti per doverli qui elencare. Come sono note le scarse ed inefficaci resistenze del Parlamento e persino del Presidente della Repubblica.
 Come mai questa assuefazione alla perdita delle libertà democratiche che ogni cittadino dovrebbe esigere dallo Stato di Diritto? Una risposta, semplice solo nella sua formulazione più generale, sta nella accettazione, da parte di quasi tutti, delle prerogative della Nazione: che ha, letteralmente, potere di vita e di morte sui suoi cittadini, e può richiederne la fedeltà assoluta, fino al diventare assassini di “nemici” della patria, ed al dare a questa la propria vita, anche per cause abbiette:  vedi le guerre fasciste. Chi rifiuta è traditore. Il fenomeno è generale, ed è rafforzato anche dal fatto che, nelle nazioni anche le più potenti, il potere reale è ora nelle mani di piccolissimi numeri di persone, i potenti della finanza mondiale, che mettono al proprio servizio anche governi delle dimensioni di quello degli Stati Uniti (per non parlare di Grecia e Italia!). Un esempio drammatico degli effetti tragici del nazionalismo, peggio ancora quando ha come base la religione e la razza (non uso l’eufemismo “etnia”) è quello di Israele. Gli Ebrei, la cui cultura cosmopolita ha tanto contribuito in Europa alla cultura liberaldemocratica ed a quella del socialismo, sono diventati in Israele tra i più fanatici adoratori del nuovo idolo, la Nazione, il più sanguinario tra quanti ne ha adorato l’umanità, dal  vitello d’oro in poi:  si pensi solo ai 55 milioni di morti ammazzati della seconda Guerra Mondiale, tra i quali  i 6 milioni di Ebrei uccisi nella Shoa, ed a tutti quelli delle guerre “piccole” e men piccole che la hanno seguita. Oggi in Israele una piccola, coraggiosa minoranza si ribella: i Refusenick che rifiutano la complicità con una patria che opprime un popolo intero. Ma in generale, chi veste una divisa ( volontario o mercenario!) ubbidisce ciecamente ai “superiori”: di fatto, a chi gli paga lo stipendio, in guerre dichiarate o fatte senza dichiararle, come si usa oggi, evitandosi così anche la approvazione in parlamento, a nome del Popolo sovrano.

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