Ghilad Shalit in Israele libero dopo cinque anni
Lo scambio e' avvenuto di prima mattina e si e' svolto senza significativi intoppi, mentre Israele tirava un sospiro di sollievo collettivo - malgrado la contestazione di qualcuno per il ''cedimento al ricatto dei terroristi'' - di fronte al ritorno di questo figlio disperso divenuto negli anni della cattivita' una sorta di icona planetaria. Mentre nelle piazze palestinesi, a Gaza come a Ramallah, un'atmosfera di tripudio salutava i primi reduci delle carceri israeliane. Secondo le intese previste, raggiunte con la decisiva mediazione egiziana, Shalit e' stato trasferito di buon ora in Egitto dalla Striscia di Gaza, sotto la scorta dei miliziani del braccio armato di Hamas - guidati dal loro uomo forte, Ahmed Jabari - attraverso il valico di Rafah. E qui e' stato preso in affido dalle forze di sicurezza del Cairo che , piu' tardi, dopo l'intervista, lo hanno consegnato agli israeliani. Nel frattempo i primi 477 detenuti palestinesi coinvolti nel 'baratto' - radunati nelle ore precedenti in parte a ridosso del varco di Kerem Shalom (fra Israele e la Striscia) e in parte nel carcere di Ofer (vicino a Ramallah) - sono stati avviati gradualmente al rilascio. Altri 550, per un totale di 1.027 reclusi, molti dei quali condannati nello Stato ebraico per gravi attentati terroristici, verranno scarcerati entro i prossimi due mesi. Shalit, dal canto suo, e' salito su un elicottero che lo ha condotto nella base di Tel Nof, a nord di Tel Aviv, dove e' avvenuto finalmente l'incontro con i genitori, con il nonno, con i fratelli. E dove ha ricevuto anche il bentornato del premier Benyamin Netanyahu, del ministro della Difesa Ehud Barak e dei vertici militari del suo Paese. Un rendez-vous carico di emozione, secondo quanto si puo' immaginare, tenuto accuratamente fuori dalla portata di telecamere e flash.
Il tutto in un'atmosfera di gioia piu' raccolta rispetto ai festeggiamenti di massa dei palestinesi e alla fanfara della macchina della propaganda messa in moto soprattutto da Hamas per celebrare quello che gli integralisti presentano come ''una vittoria sul nemico sionista'': gli ex detenuti sono stati ricevuti a Gaza con tutti gli onori e a Ramallah da un discorso del presidente dell'Autorita' palestinese (Anp), Abu Mazen. L'ultima tappa di Ghilad Shalit, nel primo pomeriggio, e' ora verso la casa di famiglia di Mitzpe Ramon, affacciata su una verde vallata dell'alta Galilea, a due passi dal confine con il Libano. Dove tutti sono mobilitati, i media di mezzo mondo affollano le stradine presidiate in forze dalla polizia e l'intero villaggio appare imbandierato con i colori d'Israele: tra slogan di bentornato e poster che raffigurano l'immagine stilizzata - ormai nota nel mondo - di Ghilad.
NAPOLITANO, LIBERAZIONE SIA SEME PER DIALOGO - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano si augura che ''l'accordo che ha portato alla liberazione di Gilad possa essere il seme di una nuova stagione di dialogo e di un rinnovato anelito verso la pace". Il capo dello Stato ha espresso la propria ''gioia sincera e affettuosa del popolo italiano in un messaggio a Shimon Peres.
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