Moked : Disinformazione scorretta
Questa redazione non ha l’abitudine di entrare in polemica con altri notiziari, soprattutto quando qualcuno, nel tentativo di attirare l’attenzione, elude le regole del civile confronto. E’ forse ora il caso di annoiare il lettore con un’eccezione che c’è da augurarsi possa restare un caso isolato. Questa risposta non è determinata dal fatto che un sito abbia accusato sabato scorso falsamente il giornale dell’ebraismo italiano Pagine Ebraiche di aver “tessuto le lodi” di due giornalisti, un americano e un’italiana, tendenziosi e mistificatori nella loro maniera di trattare il conflitto mediorientale.
Come qualunque lettore può serenamente constatare, si tratta di un’affermazione ingiustificata e ridicola. I due nomi, assieme a decine di altri, sono stati semplicemente evocati nell’ambito di un dossier molto ampio dedicato a Mantova letteratura (settembre 2011). Basta leggere per constatare come il giornale si sia limitato a elencare decine e decine di personaggi che nelle passate edizioni hanno partecipato al Festival. Informazioni prive di un giudizio, offerte perché un lettore interessato a un’iniziativa possa trarre in tutta autonomia le proprie conseguenze. Come se non bastasse, alcuni brevi testi pubblicati dal giornale sono stati malamente riprodotti online, estrapolandoli dal contesto originario, mescolandoli ad affermazioni farneticanti e diffamatorie, sostituendo le immagini originali con altri materiali, arricchendoli di errori di ortografia e di grammatica. Pura e semplice disinformazione scorretta, talmente rozza da non meritare forse nemmeno una parola.
Il motivo di queste righe è in effetti un altro. La redazione è al lavoro, per motivi che non hanno nulla a che vedere con questa vicenda, su un dossier che analizzerà a fondo le modalità di lavoro e le distorsioni di uno dei personaggi citati. In questi casi è meglio prevenire: si tratterà di un’autonoma indagine giornalistica già programmata in precedenza, realizzata sulla base di quella professionalità e di quell’indipendenza di giudizio che caratterizzano Pagine Ebraiche e i suoi collaboratori. Non certo del cedimento a un penoso tentativo di intimidazione destinato a cadere nel vuoto.
allegato Giornalismo e maldicenza
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