Eilat : l'IDF conferma che tutti gli attentatori erano egiziani
di Richard Silverstein
Alex Fishman, corrispondente veterano di Yediot Achronot per la sicurezza, e uno dei pochi giornalisti israeliani scettici sulla versione ufficiale del governo relativa all’attacco terroristico a Eilat, conferma ciò che molti di noi conoscevano bene: è stato tutto un ordito di bugie. Il governo, all’inizio, ha riferito che per l’attacco erano responsabili i Comitati di Resistenza Popolare (PRC) di Gaza e che gli aggressori ne erano degli affiliati. Poi un giornale egiziano ha riportato che è stato il suo esercito ad aver ucciso tre degli aggressori e che erano egiziani. Questo è uno dei motivi per cui molti di noi hanno messo in dubbio la versione ufficiale. Ora, Fishman riferisce che, in effetti, l’indagine militare conferma che tutti i miliziani erano egiziani. Si pone anche la possibilità che almeno uno dei loro membri sia stato un poliziotto in servizio attivo.E’ stato Fishman (insieme a me e a Idan) a chiedere dove erano i corpi e perché non erano stati identificati da parte di Israele. Il giornalista ha affermato che l’esercito israeliano stava giocando una strana partita a poker con Hamas, per la pretesa, prima di restituirne i corpi, che questi ultimi riconoscessero che i morti provenivano da Gaza.
Questo spiega perché, a Gaza, non c’erano le tende per il lutto e non c’era notizia di eventuali combattenti uccisi da Israele. Ehud Barak sapeva che con la conoscenza che gli aggressori non erano di Gaza, come sosteneva, sarebbe decaduto l’intero piano di Israele di addossare ad essa la colpa dell’attacco e il progetto di vendicarsi su di lei al posto di chi era all’origine dell’aggressione, l’Egitto.
Idan ed io, abbiamo riportato che è estremamente sospetto il fatto che Bibi Netanyahu abbia vietato al capo sello Shabak, Yoram Cohen, di testimoniare davanti alla commissione per la sicurezza della Knesset sull’attacco a Eilat. Si tratta di una violazione senza precedenti del protocollo da parte dell’ufficio del primo ministro. Lo si può spiegare solo con il fatto che Bibi non vuole che il governo si esponga al ridicolo più di quanto non abbia già affrontato per la sua inettitudine nei confronti di ciò che circonda l’assalto alla Mavi Marmara, e il frenetico ritiro dei diplomatici israeliani dall’ambasciata del Cairo, sottoposta ad assalto da parte di manifestanti. Il primo ministro non è in grado di spiegare in un momento qualsiasi tante bugie e tale incompetenza. La difesa delle bugie che lui e Ehud Barak hanno divulgato su Eilat potrebbe essere la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Fatto strabiliante, l’IDF sostiene ancora, secondo Fishman, che il PRC è stato l’autore dell’attentato. Idan Ladau, che è stato uno dei più brillanti blogger israeliani che ha affrontato questo argomento ha scritto una contestazione completa della versione fornita dal governo. Una delle cose che fa notare, e che Amira Hass ha confermato in un suo articolo su Ha’aretz, è che l’attacco a Eilat era molto complesso, sofisticato e ha richiesto enormi capacità logistiche e organizzative. Chiunque sia un po’ informato sui PRC sa che i suoi quadri ricevono una formazione elementare e sono in possesso solo di armi molto leggere. In sostanza, non hanno le capacità, manovalanza o strumenti sofisticati da mettere in campo. La dichiarazione riportata di un rappresentante del PRC, ne dà conferma.
Questo rapporto di TIME, rivela che non solo il PRC nega ogni responsabilità, ma continua a farlo anche dopo che Israele ha assassinato i suoi comandanti in un attacco con droni:
“Se gli israeliani hanno una qualche prova, la mostrino”, afferma Ahmed Yusuf, un ex funzionario di Hamas che ora gestisce un gruppo di esperti di Gaza: “Mi sono incontrato con queste persone dalla Resistenza Popolare. Mi hanno dichiarato ‘Noi vogliamo prendere le distanze da quello che è successo a Eilat e ci siamo chiesti perché ci stanno minacciando’.”
“Voglio dire, che l’operazione era ancora in corso quando hanno assassinato la nostra gente,” riferisce un portavoce del PRC che va sotto il nome di Abu Mujahed. “Il modo in cui hanno mantenuto il controllo e sono riusciti a combattere per ore, sta a dimostrare che dietro c’è una struttura organizzata molto forte. E’ come se avessero una formazione di tipo militare e avessero l’esperienza per poterlo fare.”
I miliziani del PRC, dichiara, sono sottoposti al “normale addestramento di base – armi leggere, niente di particolare” Reclute specializzate in armi di piccolo calibro o nel lancio di proiettili di mortaio e di razzi su Israele. “Dovete capirlo, abbiamo operato solo contro israeliani sul fronte di Gaza,” dice Abu Mujahed. “Fino a ora, la decisione è quella di intervenire solo all’interno del confine geografico. Questo ha a che fare con il nostro pensiero strategico. Riguarda le nostre relazioni con gli altri – siano essi l’Egitto o le altre fazioni.”
Chiunque non abbia familiarità con i gruppi militanti palestinesi, non ha paura di attribuire loro la responsabilità degli attacchi terroristici contro gli israeliani, soprattutto di quelli in cui ci sono degli shahid, dei martiri per la resistenza palestinese. Eppure il PRC si rifiuta di conformarsi alla narrazione israeliana.
Landau rivela anche che SITO, un sito web che segue l’attività jihadista, afferma che un diverso gruppo terroristico rivendica la responsabilità per le uccisioni di Eilat:
Un gruppo che si autodefinisce “Jama’a Ansar al-Beit Maqdis” (sostenitori di Gerusalemme) ha rivendicato la responsabilità per i plurimi attacchi effettuati il 18 agosto 2011 a Eilat , in Israele, in cui sono stati uccisi otto israeliani.
Nessun media israeliano ha riportato questo fatto, né ha messo in discussione la versione del governo che la responsabilità era del PRC.
Landau, che ha un divertente senso ironico dell’umorismo, ha qualificato un gruppo di noi blogger “pazzi, illusi” in quanto portavamo avanti questa storia e non permettevamo al governo di modificare il suo tessuto di bugie. Si noti che questo è quasi esattamente il linguaggio usato da Avi Issacharoff su Ha’aretz per deridere la mia versione dei fatti. Finora la versione mia e di Landau regge abbastanza bene. Quella di Issacharoff, non altrettanto.
Landau, nello scritto, fa una critica schiacciante del comportamento di Israele dopo l’attacco:
Israele sapeva che i terroristi non provenivano da Gaza e non avevano ricevuto ordini da Gaza. Ancora di più, ha trascinato Hamas in un’intensificazione del conflitto contro la volontà di quest’ultimo. Ha mentito consapevolmente ai suoi cittadini sulla provenienza dell’attacco e lo scopo dei suoi omicidi mirati a Gaza [cinque dirigenti del PRC e un bambino di un anno].
Le vere ragioni delle menzogne: a) il governo di Israele e il suo apparato di sicurezza voleva trascinare i palestinesi in un ciclo di vendette sanguinose poco prima del voto di sovranità alle Nazioni Unite, rafforzando in tal modo gli elementi militanti del fronte avverso [cioè Hamas e PRC a spese di Fatah] e frustrando le opzioni [non violente] della resistenza popolare, dato che ogni attivista ucciso infiamma ancor più l’animo dei suoi colleghi; b) togliere il vento alle vele del movimento di protesta popolare J14 e dirottare la rabbia della società israeliana verso l’esterno [verso Gaza]; c) per vanificare la sua richiesta di una drastica riduzione del bilancio delle spese militari, facente parte della piattaforma del movimento per la giustizia sociale.
L’indagine dell’IDF rivela, inoltre, che l’unico soldato israeliano ucciso durante l’attacco è stato ammazzato dopo il tramonto dalle forze egiziane a caccia dei terroristi e che le cinque vittime tra i soldati delle forze di sicurezza egiziane sono dovute agli spari in risposta delle forze israeliane. Sembra che la situazione fosse un casino tremendo. Qualsiasi indagine valida dovrebbe cercare di capire come evitare questo massacro in modo che entrambe le parti possano sparare ai cattivi invece di uccidersi a vicenda.
(tradotto da mariano mingarelli)
Rivelazione: gli attaccanti di Eilat erano tutti egiziani!
2Why Israel should not attack in Gaza
3“Eilat è colpa di Gaza”: Israele bombarda la Striscia
Friday, 19 August 2011 11:39 Emma Mancini (Alternative Information Center)
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