Gideon Levy :Lo Stato di Israele e quello dell'IDF

Nelle relazioni con lo stato accanto, nelle ultime settimane sono subentrate leggere tensioni, anche se questi rapporti restano ottimi – grazie per avermelo chiesto. I loro leader possono provare una sensazione di dolore in quanto le estremità delle loro ali sono spuntate, ma il danno non è grave. Fin dalla sua costituzione, lo Stato delle Forze di Difesa Israeliane ha vissuto in amicizia accanto allo Stato di Israele. I confini tra i due stati risultano ben noti e sono difendibili. Ambasciatori di quest’altro stato svolgono il loro ruolo con successo all’interno dello stato di Israele, ma esercitano una pressione politica, tipica nel rapporti tra i delegati di una potenza regionale e quelli di un’altra.Anche quando la notte di sabato scorso, a migliaia si sono raccolti sui confini del paese limitrofo, non si sono registrati incidenti. I manifestanti hanno marciato verso i bordi della capitale, Hakirya, ma non si sono rivolti a nessuno al suo interno. Hanno guardato le torri sfarzose, sapevano che le leggi applicate all’interno sono diverse da quelle in vigore nel loro stato; anche se queste leggi avrebbero potuto esser a scapito dei manifestanti, la cosa non ha fatto sì che rivolgessero la loro rabbia o il loro disagio sulla capitale di questo paese confinante, l’unico luogo in grado di assicurare loro la salvezza.

Certo, di tanto in tanto qualcuno esprime un parere sul bilancio della difesa, dato che senza una reale riduzione di questo bilancio non c’è alcuna speranza di risolvere i mali sociali di Israele. Ma si può fare affidamento sui leader della potenza accanto; sanno che cosa si cela nei cuori e nelle anime dei loro vicini di casa, sanno come trattare questi insoliti mormorii di dissenso. Tutto ciò che hanno da fare è diffondere parole allarmistiche e angoscianti sui pericoli e far salire la minaccia alla sicurezza; faranno un paio di dichiarazioni di buona volontà, forse, come gesto eccezionale, potrebbero anche evacuare alcuni acri di terra occupata da parte dello Stato di Israele; e tutto, poi, riprenderà il corso normale. Ovviamente, saranno loro a prendere la decisione sull’evacuazione del territorio, delle basi dell’IDF (comprese quelle ormai deserte) nelle aree colonizzate; l’intervento estraneo dello Stato di Israele in tale processo decisionale è fuori questione. Questo è il modo di relazionarsi con questa super potenza confinante.

E’ vero, alcuni delegati di questo stato limitrofo sono stati completamente inattivi. Per diverse settimane, i più importanti generali della riserva, quali Giora Eiland, Yitzhak Ben Ysrael e Yaakov Amidror, non sono stati presenti negli studi televisivi; questo fatto è estremamente insolito. Allo stesso modo, corrispondenti dei telegiornali militari e di altri dello stesso genere sono temporaneamente senza lavoro. Alcuni hanno profetizzato addirittura che i programmi di Israele stanno per cambiare e che sicurezza e religione saranno sospinti da parte da discussioni su problemi sociali venati di tratti secolari; ma con la fine dell’estate dietro l’angolo, puoi scommettere con certezza che religione e sicurezza troveranno il modo di ritornare al centro della scena. Nel frattempo, i capi dello stato confinante stanno già preparandosi per la nuova guerra. Eccellono in quello. Chiedono un ampliamento del bilancio della sicurezza, anche se quest’anno esso è il più grande nella storia di Israele: 54 miliardi di NIS non sono sufficienti – hanno bisogno di altri 11 miliardi, e la rivoluzione sociale può attendere, o implodere. Perché c’è bisogno di ancor più denaro per la sicurezza? Perché i capi di questo stato elencano ( e pure creano) minacce. “Le nuove sfide” sono all’orizzonte quest’anno, alcune delle quali derivano da “minacce prodotte dai cambiamenti regionali.”  Il popolo egiziano sta combattendo per la libertà, così come quello siriano; dopo aver abbandonato il terrorismo, i palestinesi si stanno impegnando in un movimento di diplomazia internazionale. Nella mente dei leader di questo stato vicino, tutti gli sviluppi di questo tipo si traducono in nuovi pericoli, per cui chiedono il mandato per un bilancio supplementare.

I residenti del paese nostro vicino non hanno a che fare con questioni di benessere sociale: Due terzi del bilancio assume la forma di salari. Non sono stipendi striminziti. Gli abitanti sono protetti da alcune delle leggi sociali tra le più progressiste al mondo: pensionamento sui quarant’anni con notevoli vantaggi relativi al vitalizio e alla proprietà. Queste condizioni sono sognate dagli abitanti del vicino Stato di Israele. Inoltre, lo stato confinante trae vantaggio dall’acquisto di aerei del domani e super- futuristici sottomarini. Li ottengono, che ne abbiano bisogno o no. Per esempio, i preparativi per un raid su una innocente e insensata flottiglia per Gaza sono durati dei mesi e costati milioni. Non c’è bisogno di scrivere oltre su questo pozzo senza fondo del bilancio. Ma la protesta montante nel vicino Stato di Israele per i guai degli alloggi e l’assistenza sanitaria resta inascoltata – nessuna delle voci dalla protesta delle tende passa attraverso le finestre insonorizzate di questa potenza regionale. Lì tutto è a posto.

Israele ha bisogno di un esercito, sia esso pure grande e forte. Ma non necessita che sia ingordo e senza limiti. Solo il giorno in cui la protesta  è diretta verso Hakirya, solo il giorno in cui lo stato dell’IDF diviene parte integrante dello Stato di Israele, potremo dire che qui si è verificata una vera e propria rivoluzione sociale. Fino ad allora, lasciate che sia l’IDF a vincere.Lo Stato di Israele e quello dell'IDF 

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