Yossi Sarid : il boicottaggio di tutti prodotti arabi da parte di Ben Gurion (1930) e il boicottaggio dei prodotti delle colonie da parte dei palestinesi
Sintesi personal A Ehud Barak una volta fu chiesto come si sarebbero comportato se fosse stato un giovane palestinese costretto a vivere tutta la vita sotto occupazione . "Avrei aderito a una organizzazioni terroristica, rispose senza esitare." Barak, of course, got carried away. No decent person would ever agree to be a terrorist, no matter what the reason for his struggle. My worldview would not allow me to kill random passersby whose bad luck it was to be on a bus during an explosion.Ma se io fossi un palestinese, non solo avrei aderito al boicottaggio dei prodotti israeliani provenienti dalle colonie, ma ne sarei stato il promotore. Non è umano che io stesso comperi la lapide che seppellisce le mie speranze di libertà e di indipendenza o costruisca la tomba per la mia terra saccheggiata Questa è ora la bandiera dei leader palestinesi Mahmoud Abbas e Salam Fayyad. All'inizio dello Stato Israeliano Ben-Gurion decise di porre fine alla dipendenza economica dagli arabi e di rafforzare l'economia israeliana . Così lanciò una campagna per l'acquisto "dei prodotti della terra."È così che, negli anni 1930 nacque un'associazione per questo fine:, era considerata una virtù nazionale acquistare solo prodotti agricoli e industriali "ebrei". Giovani e entusiasti volontari visitavano i mercati per controllare, minacciavano i venditori di fracassare le vetrine in quanto traditori se non avessero rispettati "gli ordini". Gli intellettuali ,i filosofi, gli scrittori e poeti si schierarono a favore di questa iniziativa Nel suo libro " ebrei e arabi sotto il mandato britannico," Tom Segev racconta la storia di una fabbrica di sapone che i sionisti volevano aprire . Il funzionario inglese rispose che ne esisteva a Nablus un araba e sarebbe stato il caso di domandarsi che cosa sarebbe successo ad essa con un nuovo concorrente. La pubblicità apparsa su un giornale garantiva la qualità migliore del sapone ebraico privo di miscugli arabiIn his book "One Palestine, Complete: Jews a[Image]nd Arabs Under the British Mandate," Tom Segev includes the story of a soap factory whose Zionist management requested a permit. Ze'ev Jabotinsky would quote from memory remarks by a British official on the subject: Don't forget that there is a flourishing soap factory in Nablus, the official said. If the Jews also set up an enterprise like that, maybe it will be better, and what will happen to the Arab factory? And in this newspaper, an advertisement appeared promising fragrant soap made from pure olive oil that would be free of any Arab mixture, and of better quality than the soap from NablusAll'inizio degli anni 1980, sono stato avvicinato da investitori palestinesi in cerca di aiuto. Volevano creare una fabbrica di sottaceti, ma "alto commissario" israeliano rifiutò di dare loro il permesso. Io non potei fare nullaAnd that reminds me: At the beginning of the 1980s, I was approached by Palestinian investors looking for help. They wanted to set up a factory for sour pickles, but the Israeli "high commissioner" refused to give them a permit. I told them it would be okay, but I was merely boasting - I wasn't able to set free the pickled cucumbers.Ben-Gurion dichiarò un boicottaggio su tutti i beni arabi, i palestinesi hanno dichiarato un boicottaggio solo sui prodotti provenienti dagli insediamenti. I palestinesi hanno ancora molto da imparare da noi, il "Yahud." Israel is still better than the Palestinians at boycotting
2 Akiva Eldar :comprate prodotti palestinesi
3 Nehemia Shtrasler : il cuore del nostro primo ministro sanguina per l'ingratitudine palestinese e per il loro boicottaggio
4 Mahmoud Abbas: il boicottaggio è contro i prodotti delle colonie non contro Israele
l Presidente ha attaccato un adesivo sulla porta di casa CON LA SCRITTA: "free of settlement goods"."Non stiamo incitando contro Israele. Non vogliamo boicottare le merci provenienti da Israele" distinguendo tra prodotti provenienti da Israele e quelli provenienti dagli insediamenti costruiti nei territori occupati. Abbas ha firmato un decreto presidenziale nel mese di aprile stabilendo pene che vanno dalle multe alla reclusione per i palestinesi che distribuiscono prodotti degli insediamenti . L'Autorità palestinese si propone di bloccare il lavoro dei palestinesi (circa 25.000)nelle enclave israeliane . Funzionari palestinesi stimano che il valore dei prodotti venduti dai settler ai palestinesi corrisponda a circa E500 milioni di euro Abbas backs Palestinian boycott campaign of Israeli goods made in settlements
5 Tremila giovani palestinesi visiteranno 427mila case in Cisgiordania Tremila giovani palestinesi hanno cominciato ieri ad attuare il boicottaggio «porta a porta» delle merci prodotte nelle colonie israeliane in Cisgiordania e Gerusalemme Est, in applicazione di un decreto legge firmato nelle scorse settimane dal presidente dell’Anp Abu Mazen che prevede forti sanzioni (fino a 22 dollari) e anche il carcere (fino a cinque anni) per i palestinesi che commerciano con le colonie israeliane. Nei prossimi mesi i tremila giovani visiteranno 427 mila abitazioni palestinesi per esortare la popolazione a rispettare il più possibile il boicottaggio degli insediamenti colonici che dalla vendita dei loro prodotti in Cisgiordania ricavano annualmente 500 milioni di dollari (secondo dati forniti dall’Anp). La legge internazionale considera illegali tutti gli insediamenti israeliani non solo in Cisgiordania ma anche nel settore arabo (est) di Gerusalemme, sotto occupazione dal 1967. «La campagna porta a porta è parte di una iniziativa nazionale per combattere la penetrazione nei nostri territori delle merci delle colonie israeliane», ha spiegato Haytham Kayali, coordinatore del progetto «Karameh» (Dignità), di sostegno all’economia palestinese e contro le colonie. «I nostri giovani distribuiranno oscupoli e volantini alle famiglie per incentivare il boicottaggio delle colonie e diffondere informazioni sulla pericolosità degli insediamenti per l’indipendenza palestinese», ha aggiunto. Con la stessa motivazione verranno affissi poster in città e villaggi della Cisgiordania. La campagna «porta a porta» punterà sul boicottaggio di circa 500 prodotti delle colonie. Yesha, il Consiglio degli insediamenti ebraici in Cisgiordania, nel frattempo è sceso sul piede di guerra. In un comunicato esorta il governo israeliano a rispondere a quello che definisce «un atto di terrorismo» con la chiusura di tutti i valichi alle importazioni ed esportazioni palestinesi (red) Nena News BOICOTTAGGIO COLONIE ISRAELE PORTA A PORTA
6 Gideon Levy Israele. Boicottare i "boicottatori"
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