Hezbollah, la Siria e l’atto d’accusa del Tribunale
Il Tribunale speciale per l’assassinio dell’ex primo ministro libanese Rafik Hariri ha consegnato la sua richiesta di incriminazione al governo libanese. Tale richiesta contiene i nomi di quattro sospettati appartenenti a Hezbollah: Sami Issa, alias Mustafa Badreddin, cognato del comandante di Hezbollah Imad Mughnieh assassinato in Siria; Salim al-Ayyash, soprannominato Abu Salim; Asad Sabra, e Hassan Oneissy.
L’incriminazione era attesa ormai da almeno sei mesi, più o meno dal dicembre scorso. Il fatto che sia stata emessa in questo preciso momento solleva dunque numerosi interrogativi sui piani che si nascondono dietro questa decisione, sia in relazione agli sviluppi all’interno dello stesso Libano, sia in relazione alla Siria.
Il governo libanese formato da Najib Mikati insieme ai sostenitori di Hezbollah, al Movimento Patriottico Libero, e al partito di Walid Jumblatt, ha affermato per bocca del suo primo ministro che collaborerà con il tribunale e si adopererà per implementare la sua richiesta di incriminazione. Ma è evidente che questo impegno potrebbe non trovare un’applicazione pratica sul terreno, tanto più che fra gli accusati vi sono membri di spicco di Hezbollah.
La collaborazione del governo libanese con la decisione del tribunale equivale all’applicazione letterale di questa incriminazione. Ma se teniamo conto che il ministro dell’interno libanese appartiene alla coalizione dell’8 marzo, è chiaro che il governo dovrà far fronte a una crisi interna qualora terrà fede agli impegni e procederà ad arrestare gli accusati, e a una crisi internazionale qualora non lo farà.
La scelta di tempo nel presentare la richiesta di incriminazione, pochi giorni dopo la formazione del governo Mikati, suggerisce che vi siano ambienti internazionali – ed in particolare Stati Uniti e Francia – che non vogliono che questo governo abbia successo. Per questa ragione essi hanno atteso che si costituisse il governo per emanare questo atto d’accusa.
Il tribunale internazionale è politicizzato, nessuno può contestarlo; coloro che si nascondono dietro di esso, infatti, lo utilizzano come strumento di pressione, e come fattore “esplosivo” a cui ricorrere al momento opportuno al servizio delle proprie agende politiche, le quali non vogliono il bene del Libano e della regione.
Se Hezbollah, l’alleato della Siria, è stato preso di mira questa volta, la Siria – il principale sostenitore del partito libanese – è l’obiettivo successivo. Si dice infatti che alcuni dei ricercati da parte del tribunale siano funzionari di alto livello della sicurezza siriana, che appartengono alla cerchia più ristretta del regime di Damasco.L’interrogativo che si pone con forza adesso riguarda il modo in cui il governo Mikati gestirà il meccanismo di implementazione della richiesta di incriminazione, ed in particolare gli arresti, e la reazione di Hezbollah qualora le forze di sicurezza libanesi dovessero tentare di arrestare qualcuno degli accusati.
Il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha affermato più di una volta che il partito non permetterà che nessuno dei suoi membri venga arrestato, e non collaborerà affatto con questo tribunale. Ciò significa che di fatto ci troviamo di fronte a uno scenario in base al quale si vuole indebolire il partito come premessa per legittimare un’operazione volta a colpirlo – un’operazione che verrebbe compiuta da Israele o da forze occidentali.
La scelta di presentare la richiesta di incriminazione in questo preciso momento potrebbe essere un’operazione provocatoria non solo nei confronti di Hezbollah, ma anche dei suoi alleati in Iran e in Siria, per spingerli a farsi coinvolgere in una guerra in territorio libanese. E’ infatti certo che questi due paesi non resteranno a guardare qualora il partito sarà oggetto di un attacco che punti a liquidarlo dal panorama libanese.
Il fronte libanese è vicino a una nuova escalation. L’esplosione è ormai prossima, e l’intera regione è aperta ad ogni eventualità, compresa la guerra confessionale.
Editoriale
(Traduzione di Roberto Iannuzzi)

Commenti
Posta un commento