Gad Lerner :la strage dei giovani laburisti norvegesi. L'assassino è un cristiano conservatore norvegese

1E’ toccato alla pacifica, serena Norvegia ricordarci che il terrorismo non ha una matrice sola; e a quello islamico che ha ossessionato il trascorso decennio, ne corrispondono purtroppo altri radicati nella storia europea. L’Italia, ahimè, ne sa qualcosa. Se saranno confermate le notizie sul falso poliziotto arrestato a Utoya, l’isola trasformata in atroce tiro al bersaglio sui giovani militanti laburisti, massacrati a decine, o annegati in mare, allora ricorderemo il 22 luglio norvegese come il giorno in cui l’estrema destra lancia un assalto violento alla democrazia europea. Il nemico interno è colui che esalta i legami fra sangue e suolo, ignorando, come scriveva Karl Kraus, che a metterli insieme si muore di tetano. Nella foto: il raduno di Utoya, prima dell’assalto criminale.
http://www.gadlerner.it/2011/07/23/la-strage-dei-giovani-laburisti-norvegesi.html?cp=3#comment-658331


2  Norvegia, il sospetto killer è norvegese
«Ama la musica classica e i videogame»
Il fermato ha 32 anni. Su Facebook: «Conservatore e cristiano».
Su Twitter una citazione di Stuart Mill
MILANO – La polizia norvegese, sotto choc come l’intero paese, ha fornito informazioni scarse sui responsabili della strage. Accantonata sin dalla serata di venerdì la pista qaedista, gli investigatori sono concentrati su quella neonazista. L’unico arrestato – un norvegese di 32 anni – ha idee di estrema destra ed è anti-islamico. Anders Behrin Breivik – questo il suo nome – è stato catturato sull’isola dove ha compiuto il massacro di giovani socialisti.
MUSICA CLASSICA E VIDEOGAME – Sulla pagina “Facebook” – sempre che sia la sua – il presunto killer si descrive così: conservatore, di fede cristiana, ama la musica classica e i videogiochi Modern Warfare 2 (di guerra) e World Warcraft. I suoi film preferiti sono il Gladiatore e 300, quest’ultimo dedicato alla battaglia delle Termopili e al sacrificio dei guerrieri spartani per fermare i persiani. Interessante l’unico messaggio lasciato il 17 luglio su “Twitter”. E’ una citazione del filosofo inglese, John Stuart Mill: «Una persona con un credo ha altrettanta forza di 100.000 persone che non hanno interessi».
L’INCUBO DI OKLAHOMA CITY – Gli investigatori vogliono capire se Breivik abbia dei complici, qualcuno che lo abbia aiutato nel preparare l’esplosivo poi impiegato nel centro di Oslo. Per una fonte della polizia l’attacco ricorda quello di Oklahoma City, negli Usa (1995). In quell’occasione una coppia di attentatori di estrema destra colpì il palazzo federale con un camion-bomba: 250 le vittime. Un’operazione eversiva concepita e condotta da militanti anti-stato. Breivik appartiene a un gruppo neonazista o ha agito da solo? E il movente del massacro? La polizia, per ora, non ha risposte precise ma deve trovarle in fretta. Per comprendere se la Norvegia, oltre che a difendersi dalla minaccia qaedista (sempre presente), deve vedersela con un nemico interno non meno insidioso e letale.
Guido Olimpio
23 luglio 2011 08:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA

3Norvegia, il terrore nei racconti dei sopravvissuti
Ha urlato ai ragazzi di avvicinarsi e quando questi l’hanno fatto li ha uccisi. I racconti dei giovani sopravvissuti alla sparatoria sull’isola norvegese di Utoya, in cui un uomo travestito da poliziotto ha ucciso almeno 84 partecipanti al campo estivo del partito laburista, descrivono momenti di puro terrore. Dopo averli radunati, l’uomo ha estratto armi e munizioni da una borsa e ha sparato contro di loro. Quando erano a terra si è assicurato fossero morti, colpendoli di nuovo. «Per sopravvivere molti hanno fatto finta di essere morti», è il drammatico racconto del 21enne Dana Berzingi. «Ho perso diversi amici», ha aggiunto il ragazzo, portato con gli altri sopravvissuti in un hotel del villaggio di Sundvollen. Ha spiegato di aver utilizzato il cellulare di uno dei suoi amici per chiamare la polizia.
L’uomo, identificato da una tv locale come il 32enne norvegese Anders Behring Breivik, ha sparato, inseguendoli, anche ai ragazzi che tentavano di fuggire gettandosi in acqua per allontanarsi a nuoto. «Ho visto molti morti, penso più di dieci, ha sparato prima alle persone sull’isola e poi su quelle scappate nell’acqua», ha raccontato Elise, 15enne che si è nascosta dietro la roccia su cui si era posizionato l’attentatore: «Lo sentivo respirare», ha detto. Nel panico, la ragazza ha telefonato ai genitori, bisbigliando loro cosa stesse accadendo: «Mi hanno detto di restare calma e che tutto sarebbe andato a posto» e suggerito di togliere il giubbotto colorato, per non attirare l’attenzione.
Un’altra ragazza sull’isola, Emilie Bersaas, ha raccontato di essersi nascosta sotto un letto in una scuola: «A un certo punto gli spari erano molto, molto vicini all’edificio, penso che il palazzo sia stato colpito una volta e le persone nella camera accanto hanno gridato». Ha aggiunto: «Sono rimasta sotto il letto per due ore e poi i poliziotti hanno infranto le finestre e sono entrati. Sembra una cosa irreale, soprattutto in Norvegia». Un altro sopravvissuto tra i ragazzi che partecipavano al campo sull’isola, Niclas Tokerud, durante la sparatoria è rimasto in contatto attraverso messaggi sms con la sorella Nadia Tokerud, che ha spiegato: «Mi ha mandato un messaggio con scritto: ‘C’è una sparatoria. Sono spaventato ma sono nascosto e al sicuro. Ti voglio benè». Mentre si allontanava in barca dall’isola,quando il pericolo era passato, le ha poi scritto: «Sono al sicuro».
http://www.unita.it/mondo/norvegia-il-terrore-nei-racconti-dei-sopravvissuti-1.316489


Commento:indecente lo scatenarsi della destra che si autodefinisce "pro israeliana"  in questo momento , una destra che ha fatto dell’Antiislam la sua bandiera, alleandosi anche con l’estremismo neonazista e antisemta europero e andando a nozze con i cristiani sionisti amrericani in funzione antiislam. E’ stata attraersata una linea rossa e non da adesso. Chi  per cinici giochi ha fomentato e creato questo clima e continua a farlo se ne assuma la responsabilità e la finisca di scaricare su altri quanto gli fa comodo alimentare e nutrire

 I servizi segreti deviati non sono un privilegio solo italiano e così la strategia della tensione e quest’azione in Italia l’avremmo definita probabilmente in questo modo. Sicuramente credere che sia opera di un solo individuo un’azione così militarmente organizzata e che nessuno, in un’area sorvegliata, ne sapesse nulla è chiarmaente un’offesa alla ragione .  Allargare il discorso attribuendo il tutto a un progetto globale, mi sembra azzardato. meglio attenersi a domande ,anche sbagliate, diciamo temporali e spaziali. Sicuramente un’azione del genere presenta molti punti oscuri che si spera non verrano trascurati dagli organi competenti



Commenti

Post popolari in questo blog

Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

Amira Hass : The fate of a Palestinian investor who called for Abbas' resignation