EGITTO - ISLAM Una nuova legge per costruire chiese e moschee, migliore di quella del regime di Mubarak

   Il Cairo (AsiaNews) – Il ministero dello sviluppo locale ha redatto una bozza di legge per la costruzione dei luoghi di culto. In esso si danno gli stessi diritti a cristiani e musulmani di procedere con la costruzione di chiese e moschee. La bozza è stata fatta circolare fra i responsabili delle Chiese cristiane. Mons. Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica, giudica la bozza “una cosa buona” e spera che essa non venga cambiata nel percorso burocratico verso l’approvazione finale.“È ancora una bozza – dice ad AsiaNews – e bisogna valutare poi l’ultima stesura prima dell’approvazione. Ma è una cosa piuttosto buona”. La legge dovrebbe essere varata per la fine di giugno.
Il nuovo progetto di legge, costituito da sei articoli, ha degli aspetti che si possono definire rivoluzionari. Mons. Greiche ne elenca qualcuno:
“Anzitutto si parla di regole comuni per la costruzione delle moschee e delle chiese. Verso la fine del regime di Mubarak, il parlamento pensava di fare una legge solo per le chiese, diversa da quella per le moschee. L’identità di trattamento è una cosa buona”.
In passato, sotto Mubarak, il permesso per costruire una chiesa c’era bisogno del permesso del presidente della repubblica o del primo ministro. “Adesso – spiega mons. Greiche – si lascia autorità ai consigli locali. Ma il fatto importante è il limite di due mesi entro cui il governo locale deve rispondere. Se non lo fa, la comunità cristiana può iniziare i lavori. In passato, quello che frenava la costruzione delle chiese era una sfibrante burocrazia. Si andava in un ufficio e non c’era l’ingegnere; il giorno dopo non c’era l’impiegato… E si andava avanti per anni e anni nell’attesa”.
La discriminazione fra chiese e moschee  era visibile anche per altri aspetti. “Prima – continua il portavoce cattolico – si poteva chiedere di costruire una chiesa solo se si aveva un certo numero di fedeli (fino a 100 mila). Nella nuova bozza non vi è più questa condizione previa e anche questo è una cosa buona. Anche la pubblica sicurezza non ha più nulla da dire. In passato la sicurezza aveva il potere di bloccare le costruzioni per motivi veri o falsi. Burocrazia e sicurezza tentavano di bloccare la costruzione delle chiese a tutti i livelli. Invece per le moschee tutto filava liscio”.
Un problema tutto diverso è legato alla sicurezza dei cristiani che talvolta, pur avendo una chiesa, non riescono a utilizzarla per gli ostacoli posti da gruppi fondamentalisti e salafiti. “Questo problema – dice Greiche – è sentito in alcune zone dell’Egitto, come  a Luxor o Arman, ma in altre parti del Paese vi è più tranquillità”.
“Questa nuova legge è importante soprattutto per le nuove città satelliti emerse attorno al Cairo, dove c’è bisogno di chiese. Invece nei villaggi, in luoghi molto poveri, lì i fondamentalisti ostacolano la costruzione delle chiese. Spero che questa bozza non venga cambiata. Sono cauto, ma anche pieno di speranza”


Commento: naturalmente gli islamofobici, sempre pronti a denigrare ogni  aspetto del mondo arabo, non faranno alcun  accenno a questa legge. Naturalmente  "dimenticheranno" che dietro la persecuzione dei cristiani copti  c'è l'Arabia Saudita, probabilmente .Stato amico delle "democrazie occidentali" e pronto a spegnere la Primavera araba con ogni mezzo

Mark Ebeid, attivista copto per i diritti umani, afferma che queste azioni sono in aumento e sono organizzate con i soldi dell’Arabia saudita. “A queste condizioni – sottolinea – dubito che i cristiani potranno resistere ancora molto in queste zone”. (S.C.) 

http://www.asianews.it/notizie-it/Alto-Egitto,-violenze-contro-i-cristiani-in-aumento.-Bruciate-otto-abitazioni-21953.html

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