Vittorio conosceva i rischi e li accettava di Daniela LOFFREDA
Articolo in Inglese
Traduzione di Mimi e Pietro
Traduzione di Mimi e Pietro
- Più di diecimila persone si sono radunate nel giorno di Pasqua per rendere omaggio a Vittorio Arrigoni nella sua città natale, Bulciago, in Italia .
Yalla lo sa che prima della morte di Rachel tante persone in America non sapevano nemmeno cos’era Gaza? E che se l’assedio è stato allentato almeno un po’, dando speranza a centinaia di pazienti palestinesi che finalmente avrebbero ricevuto le cure mediche, è stato solo ed esclusivamente per i nove martiri del Mavi Marmara? Ovviamente non potrò riportare in vita Rachel e gli altri. Ma la verità è che le loro vite non furono sacrificate invano. Al contrario, hanno rafforzato la Palestina e la sua resistenza. E sarà la stessa cosa per me. Il tuo Vittorio »Queste parole testimoniano il valore e la forza d’animo di un uomo eroico, una forza da non sottovalutare. Nonostante le minacce di morte e il pericolo, Vittorio ha continuato a lottare per i diritti umani, per il popolo palestinese, sapendo che la posta in gioco era fondamentale. I suoi ideali hanno superato ogni paura della morte. Nelle parole di Nelson Mandela, « un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso». E Vittorio non si è mai arreso.
Alcuni media italiani hanno cercato di infangare il suo nome, le istituzioni del suo Paese non hanno avuto la dignità di accogliere la sua salma a Fiumicino o di essere presenti al suo funerale. E la chiesa cattolica ha consentito che i funerali si svolgessero nel Duomo di Milano, a dispetto delle richieste dei cittadini, dei membri della famiglia, nonché di figure rilevanti della chiesa.L’ipocrisia dei nostri leader e della sinistra italiana - essa sì morta - parla da sé. Sappiamo che hanno tutti paura di dire a voce alta la verità . Il silenzio è più forte delle parole.Eppure, un questo pantano di vigliacchi, si erge la testimonianza di Vittorio che espone la vita. Le sue parole lasciate in eredità continueranno ad essere cantate come una canzone d’amore da tutti i popoli e per tutti i popoli: ebrei, musulmani, cristiani, atei …Vittorio era senza confini, senza bandiere e senza barriere. Siamo tutti Vittorio Arrigoni e non dobbiamo dimenticare la ragione per la quale Vittorio ha immolato la sua vita.
C’è un assedio a Gaza, c’è un’occupazione, c’è un muro illegale. Vittorio aveva dato una voce ai senza voce, ai contadini e ai pescatori vessati, alle madri, alle vittime innocenti di una realtà dura e crudele che lui era riuscito a far conoscere al mondo. Il suo libro « Stay Human - Restiamo Umani » resta l’unica testimonianza autentica di quello che è accaduto durante l’operazione Piombo Fuso, tra il dicembre del 2008 e il gennaio del 2009. Dovrebbe essere letto da tutti, affinché tutti possano conoscere quello che Vittorio ha visto e che il mondo ha ignorato.C’è stato un momento molto commovente, mentre ascoltavo i discorsi, durante il funerale. Ho offerto una gomma a una bella donna seduta accanto a me: le ho chiesto se fosse palestinese; mi ha risposto che era ebrea. Le ho detto : "Questo è meraviglioso, grazie di essere venuta”. E lei: “Siamo tutti fratelli e sorelle”. Sì, lo siamo.
Questo è lo spirito di Vittorio Arrigoni che batte in tutti i nostri cuori. Questo è lo spirito che è tornato a vivere.
Addio per ora, amico mio. Vittorio, sei stato vittorioso.
Restiamo Umani, Stay Human
Daniela Loffreda
Daniela Loffreda

Commenti
Posta un commento