RAJA KHALIDI, IL CONSENSO NEOLIBERALE IN PALESTINA

Nena News – La Banca Mondiale, il FMI e il Coordinatore Speciale ONU per il processo di pace in Medio Oriente (UNSCO) hanno pubblicato propri comunicati in appoggio al programma statuale dell’Autorità Palestinese. Affermano che da un punto di vista istituzionale l’ANP è pronta per l’istituzione di uno stato nel prossimo futuro.   Nell’Agosto 2009, l’ANP pubblicò un documento strategico intitolato “Porre fine all’occupazione, istituire lo Stato”. Tale programma asseriva che l’istituzione di uno stato Palestinese nei due anni successivi “non solo è possibile, ma è essenziale”. L’ANP sottolinea la costruzione di un “forti istituzioni statuali che possano provvedere alle necessità dei cittadini, nonostante l’occupazione”. Riguardo al sistema economico “la Palestina sarà basata sui principi di una economia di libero mercato”, sostiene il programma.Di recente, gli economisti palestinesi Raja Khalidi e Sobhi Samour hanno pubblicato un articolo fortemente critico sulle politiche neoliberali dell’ANP sul Journal of Palesatine Studies, intitolato “ Il neoliberalismo come liberazione: il programma statuale e il rimodellamento del movimento nazionale palestinese”.Khalidi e Samour affermano che il programma statuale “non può avere successo né come levatrice dell’indipendenza né come strategia per lo sviluppo economico palestinese”. Questo perché l’ANP offre ai palestinesi della West Bank occupata “ un programma concepito sulla crescita e la prosperità senza alcuna strategia di resistenza o sfida ai parametri dell’occupazione”.Ray Smith, collaboratore di Electronic Intifada , ha intervistato Raja Khalidi, economista  all’UNCTAD, a proposito delle politiche economiche dell’ANP e delle loro implicazioni per lo stato. Le opinioni di questa intervista non rispecchiano quelle del segretariato ONU.   
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